PANSECA SEPPELLISCE CATTELAN, ECCO LA FOTO DELLA TOMBA D’ARTISTA NELL’ISOLA DI IOS
Filippo Panseca torna alla carica con una nuova operazione artistica, l’installazione 10_10_10 ore 10 Isola di Ios, Grecia. La tomba di Maurizio Cattelan posta su quella che si presume essere la tomba di Omero. L’immagine è apparsa oggi su Facebook nella pagina personale di Filippo Panseca; in alto a sinistra c’è un codice QR che serve per avere altre informazioni utilizzando come scanner una camera digitale che ha installato un programma di scansione. Le informazioni, che ci ha fornito lo stesso Panseca, sono: “Filippo Panseca 10_10_2010_La tomba di Maurizio Cattelan nell’Isola di Ios_Occasioni Provvisorie dell’assurdo_Interferenze tra tempo e Spazio_Omero non sarà d’accordo e tu?????????”.
di Daniela Paola Aglione
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lunedì 11 ottobre 2010
lunedì 27 settembre 2010
27 SETTEMBRE 2010 – CATTELAN/DALÍ VISTE PER VOI
Milano, una mattina a Palazzo Reale, Salvador Dalì e Maurizio Cattelan
Per un po’ saranno vicini di casa, ma in cos’altro sono vicini?
La coda per entrare a Palazzo
Reale si allunga per tutto il cortile, nell’attesa di entrare a vedere
la mostra di Salvador Dalì, “Il Sogno si avvicina”; si fa in tempo a
verder uscire almeno quattro gruppi di visitatori e alcuni sparsi che,
senza aspettare, salgono a vedere quella di Maurizio Cattelan, “Contro
le ideologie”. Dopo aver preso un po’ di sole e fumato due sigarette
(politically uncorrect dirlo?) il guardiano al piano terra sguinzaglia
l’ennesimo gruppo di cui faccio parte anch’io, salgo le scale e mi
compro da brava cittadina due ingressi, quello da cinque euro per
Cattelan e quello da nove per Dalì. La mia prima scelta mi porta a
sinistra, da Cattelan, per cui mi addentro rapida verso la sala delle
Cariatidi, benché la mia attenzione sia disturbata dalla mostra
“Di-segni d’Oriente e d’Occidente. Adonis e Marco Nereo Rotelli” per la
decoratività di ciò che mi soffermo un pò a vedere, e l’ovvietà del
lavoro esposto. Il primo incontro è con la donna crocifissa, incassata
nella parete. Con lei inizia la confidenza con un’aria strana, cioè
cominci a fare i conti con quel che vedi, perché cerchi di risolvere la
visione di quella donna immobilizzata, ma con garbo, no, ci sono le
imbottiture… se non fosse per i chiodi nei palmi forzatamente girati
all’insù (il gesto è quasi doloroso se trattenuto per soli dieci
secondi, provate) ma poi sei subito disturbato dal rumore del tamburino
che l’avatar del Cattelan che fu, sta suonando alle tue spalle da
un’altezza di dieci metri nella vetusta, malconcia e splendida sala
delle Cariatidi. E quindi segui il suono, entri nella sala e scopri che
Papa Wojtyła è stato abbattuto....
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venerdì 17 settembre 2010
Milano Cenerentola del marketing, la retrospettiva di Maurizio Cattelan è in mostra sui media nazionali
Da Il Corriere della Sera a La Repubblica, da Il Giornale a mezzo www.it, Cattelan espone la sua mostra mediatica
Dopo la Milano da bere arriva la Milano da "pere", quelle da figure barbine e quelle melense da "spararsi" in senso figurato nelle vene. La ex retrospettiva, oggi mini maledetta mostra, tanto chiacchierata dell'altrettanto chiacchierato Maurizio Cattelan che dovrebbe inaugurarsi ufficialmente il 24 settembre, in realtà è già iniziata da un pezzo e si sta svolgendo con ottimi risultati sulla stampa e sul web di tutta Italia (sì perché il resto del mondo non sta badando ai nostri bisticci provinciali) a costo zero per la Giunta della città. Mentre il Maxxi registra 100.000 presenze a soli tre mesi dall'apertura, Cattelan, l'artista maledetto da molti, insorge su Il Corriere della Sera, Luca Beatrice s'infiamma su Il Giornale, La Repubblica dibatte sulle locandine della mostra. Sì perché l'ultima news vuole che la città si ridesti dichiarando di non voler associare il logo meneghino all'immagine di quel maledetto Him, l'Adolf Hitler inginocchiato, per paura di offendere la comunità ebraica. Ma si badi bene che se ne "accorge" a stampe fatte, 250 grandi poster e 1000 più piccoli. Almeno un dubbio sui botti finali a suon di marketing, prego! Col ragionevole dubbio del caso, La Repubblica possiede e pubblica la fotografia della locandina incriminata, stampata e appesa con delle puntine. In basso a sinistra, in un'operazione di vedo-non vedo, ecco il logo del comune, mentre l'Ufficio Stampa di Palazzo Reale non rilascia immagini ufficiali. Una telefonata sprecata. Avendo a che fare con il re del "marketing delle anime" Milano impara e meriterebbe l'applauso di Resca, più del mio. Tutta la Giunta si dibatte a colpi alterni, dalla Moratti (sindaco) a Massimiliano Finazzer Flory (cultura) in procinto di separazione consensuale, da Carlo Masseroli (sviluppo del territorio) a Cadeo (non Cesare, quello delle pentole e dell'Idroscalo, ma il fratello Maurizio, quello del decoro urbano). A poco più di un anno e mezzo dalla definizione di "Cenerentola d'Europa" da parte del Financial Times (in tema di urbanistica), Milano continua a fare le prove di maquillage per il ballo delle debuttanti, un ballo che rimanda lei stessa di volta in volta. Tutto questo mentre i nostri cugini francesi votano alla quasi unanimità (tutti meno uno) la legge che vieta il maledetto burqua nei luoghi pubblici e si prefigge di perseguire sia le indossatrici che coloro i quali le obbligano ad indossarlo. Una prova di coraggio, una prova di civiltà. Ecco perché ad un certo punto si diventa esterofili di professione, o traditori di ritorno. Arriva un punto in cui però le carte si scoprono, la storia non mente. A due anni e 11 mesi precisi dalla morte di Ernest Withers, fotografo di Martin Luther King e delle battaglie per i diritti civili, salta fuori che altri non era che un maledetto stipendiato dell'FBI. Una spia, insomma, col cuore d'artista. E le coscienze si smuovono, arriva l'anatema, s'indignano per la doppia anima, umana e immortale di un pezzo di storia che lascia cadere i suoi veli. Spesso però a tutto c'è rimedio, tutto si può aggiustare. Una pezza, soprattutto se si tratta di una pezza di cartamoneta, può risarcire il danno, come i Tribunali insegnano. Ed ecco che la maledetta Lehman Brothers tenta la pezza mandando all'asta vasellame e preziosi quadri da Sotheby's il 25 settembre e da Christies il 29. L'indignazione non ha prezzo, per tutto il resto c'è Mastercard.
di Daniela Paola Aglione
LUCA BEATRICE SU CATTELAN-MORATTI, UN "VAFFANCULO" A TEMPO DETRMINATO
• Ilgiornale.it | 15 settembre 2010 | • Vai all'articolo
MILANO, NO ALL'HITLER INGINOCCHIATO PER LE LOCANDINE DELLA MOSTRA DI CATTELAN
• Ilgiornale.it | 15 settembre 2010 | • Vai all'articolo
MORATTI FINAZZER, IL DIVORZIO ANNUNCIATO. DA MAGGIO TORNO AD ESSERE UN UOMO LIBERO
• Milano.repubblica.it | 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo
ERNEST WITHERS, IL GRANDE FRATELLO DI MARTIN LUTHER KING, ERA UN AGENTE DELL'FBI
• Lastampa.it | 15 settembre 2010 | • Vai all'articolo
WITHERS THE ORIGINAL CIVIL RIGHT PHOTOGRAPHER IS A SPY
• Commercialappeal.com | 12 settembre 2010 | • Vai all'articolo
HIRST, FREUD, RICHTER E VASI CINESI, LEHMAN BROTHERS METTE ALL'ASTA TUTTO QUEL CHE PUÈ
• Ansa.it | 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo
BURQUA, CON 246 VOTI A FAVORE E 1 CONTRARIO LA FRANCIA DICE NO
• Adnkronos.com | 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo
100.000 INGRESSI, ECCO IL MAXXI RISULTATO A TRE MESI DALL'APERTURA. (Milano, impara..)
• Adnkronos.com | 13 settembre 2010 | • Vai all'articolo
giovedì 2 settembre 2010
Tremonti e Cattelan, gli artisti che mettono in croce Milano

Riapre la stagione artistica meneghina tra polemiche nepotiste e perbenismo
Milano si prepara alla riapertura della stagione artistica. Con esercizi di equilibrismo di notevole fattura e col solito grembiulino cerchiobottista ben stirato, cerca di non pestare troppi piedi. Dopo la mancata condanna a Bros e la legalissima mostra di street art al Museo delle Scienze e delle Tecniche, con tanto di progetto d’arte pubblica tra Assessorato alla Cultura e Gisella Borioli di Superstudio Più, Milano oggi allontana possibili tempeste bocciando il cavallo INRI di Cattelan per eccesso di contiguità con il Duomo, poi un po’ torna sui suoi passi concedendo all’artista di esporre il Papa colpito dal meteorite – col benestare della Curia – e di fare il dito medio a Piazza Affari, ma solo quello figurato di Omnia Munda Mundi, tra le critiche di Masseroli & Co. La mostra di Maurizio Cattelan è prevista per il 24 settembre a Palazzo Reale benché sul sito del sito ad oggi tutto tace, forse perché col risicato budget al posto della grande retrospettiva ci sarà soltanto un assaggio magro magro di sole quattro opere, una delle quali collocate fuori dal Palazzo. La Milano morattiana apre concretamente la stagione al Gam, Palazzo Reale, con “Angiola Tremonti scultura 2000 – 2010″, la personale del componente esterno della Commissione Arredo e Decoro Urbano del Comune di Milano (in buona compagnia di Stefano Zecchi, Giorgio Forattini, Gabriele Basilico, Arnaldo Pomodoro, Andreas Kipar e altri) e sorella del Ministro dell’Economia. Classe 1948, Angiola Tremonti prima di dedicarsi all’arte (dal 1988 come da sua biografia) si dedica alla didattica, allo sport, al sociale. Il 16 settembre inaugureranno la sua mostra il Sindaco Letizia Moratti e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, che così ne commenta le opere: le figure poliformi di Angiola Tremonti danno corpo a un’emozione intima e profonda dell’animo(…) per provare a sondare le sue forze primigenie e misteriose là dove realtà e sogno si confondono creativamente”. Il Curatore (e stipendiato de Il Giornale) Luca Beatrice, così definisce il lavoro della Tremonti le sue mille idee confusamente e creativamente sovrapposte l’una sull’altra (…) Un corpus messo insieme con coerenza e impegno, nonostante le continue digressioni esterne(…) Fantasia e rigore, immaginazione e fermezza. Sono gli ossimori entro cui si muove l’artista davvero concentrata sul messaggio e sul senso del suo fare che sembrano più il giudizio della maestra al tema di un’alunna. Interessante la duplice presenza di donne crocifisse, quella della Tremonti (Mabilla Crocefissa) e quella di Cattelan. Cosa si può pensare di questa coincidenza bipartisan? Magari soltanto che non c’è due senza tre, alle politiche di Milano manca pochissimo e tra i candidati c’è anche il bel Boeri…
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