venerdì 15 ottobre 2010

15 OTTOBRE 2010 – IDENTITÁ VIOLATE

Il tradimento post moderno passa attraverso la crisi delle identità

Identità professionale, culturale, politica, nazionale violate dalla crisi economica e dal linguaggio politico
 
Dopo il tomentone “territorio” tanto caro alla Lega Nord, ma non solo, la parola chiave è “identità”. L’identità è il modo in cui un individuo considera se stesso rispetto all’appartenenza o all’alterità rispetto a gruppi sociali (in senso molto generico). Un soggetto normalmente si identifica all’interno di uno o più gruppi manifestando un senso di appartenenza e, viceversa, si distingue da altri con un senso di alterità. Al concetto di identità sono legati ad esempio il nazionalismo, la xenofobia, il femminismo… Nell’era della globalizzazione, della comunicazione e della grande nuvola, le nostre identità soggettive e nazionali rischiano di dissiparsi per la perdita del lavoro, per l’incuria dei Beni Culturali, per la sudditanza mediatico politica. Il primo caso lo si riscontra nel quotidiano, ad esempio nelle dichiarazioni rilasciate ieri, 14 ottobre, alla trasmissione Anno Zero condotta da Michele Santoro, da una delle cassaintegrate Omsa di Faenza che sottolinea, tra le altre e più gravi condizioni contingenti, la perdita di quell’identità professionale che era nata nell’essere e nel sentirsi parte di un progetto e di un prodotto italiano di una azienda, la Golden Lady, proprietaria di Omsa e di altri marchi.

Parla di identità civica Salvatore Settis alla giornalista Daniela Minerva nell’intervista su l'Espresso del 13 ottobre «Il premio Nobel Amarthya Sen e diversi economisti hanno ormai dimostrato che la produttività di un Paese si promuove rafforzandone l’identità civica. Che noi abbiamo solidissima proprio grazie alla nostra identità culturale: un senese come un leccese o qualunque cittadino di questo Paese è fiero di essere tale anche per l’enorme e straordinario patrimonio culturale che lo circonda e di cui è parte. Se perdiamo i nostri beni perdiamo la nostra identità».

Alberto Abruzzese, nell’intervista rilasciata il 23 giugno scorso ad House living and business, ha già teorizzato il nostro passaggio da cittadini a spettatori, a consumatori. Eccone una sintesi « La dimensione metropolitana in Italia si raggiunge soltanto negli anni ’80, e la si raggiunge non facendo riferimento al territorio fisico, ma facendo riferimento alla televisione. Cioè il territorio metropolitano in Italia non sarà mai quello fisico, ma invece lo è e lo diventa attraverso la televisione, quando in Italia si forma il regime misto, cioè RAI-Fininvest. (…) Da noi l’esperienza metropolitana è stata un disastro, colpa anche di Istituzioni povere, che è quello che spiega il grande mutamento politico che si determina a partire dagli anni ’90. Gli anni ’90 sono il risultato di questo cataclisma culturale, legato ai consumi, legato al consumo televisivo degli anni ’80. (…) Berlusconi mostra uno stile di valori che corrisponde di più al senso comune delle persone, soprattutto di quegli strati più emblematici della società italiana, del cittadino. Insomma le Istituzioni politico-parlamentari sono fondate sul cittadino, ma la cultura italiana nel suo insieme non si è accorta che progressivamente questo cittadino, non sufficientemente alimentato da un apparato Istituzionale, come accade nella democrazia inglese o americana o in altri paesi, si fa molto di più consumatore, piuttosto che cittadino. Il cittadino in una prima fase si fa spettatore, e questa era una dimensione comunque presente in tutti i sistemi, perché tutti i sistemi moderni hanno avuto un tipo di sovranità che si è servita molto della sua spettacolarizzazione, come del resto è innato nella figura del sovrano, anche quando il sovrano è il leader di un partito… Però invece il salto, il mutamento molto forte è questo passaggio da cittadino-spettatore a consumatore vero e proprio. Il consumatore non ha il senso della storia, non ha il senso dei valori tradizionali, pensa al suo interesse, è molto familista, è legato a passioni, affetti, desideri, ambizioni… . Il consumatore sfugge al linguaggio dei partiti tradizionali, che non a caso si sono disgregati, che non ce la fanno a controbattere, anzi, che costruiscono ancora la forza di affermazione del berlusconismo, la rimpopolano loro, sbagliando il loro linguaggio!».

Abruzzese ha anticipato ciò che più dettagliatamente ha scritto Gustavo Zagrebelsky nel suo articolo "La neolingua del Cavaliere" su La Repubblica del 14 ottobre. Dopo il passaggio cittadino – spettatore – consumatore, ecco l’ultimo: suddito. Nonostante possa sembrare una regressione storica, la sudditanza questa volta è di tipo identitario, la cui matrice si riscontra nell’uso sensuale di un linguaggio ad alta penetrazione grazie all’identità sia del mittente, che dell’”emittente”. Quella televisiva, appunto. Dopo un escursus sulla natura religioso politica de divin gesto di “scendere” in politica, interessante il passaggio chiave sulle identità violate, stavolta quelle giovani (tralasciamo le polemiche sulla scuola di Adro): «L’ idea che la vita politica si basi su un legame sociale che – certamente – implica ma non si esaurisce in benessere materiale, consumi, sviluppo economico, è totalmente estranea al modo di pensare attuale e alla lingua che l’esprime. L’ Italia è “l’azienda Italia” e tutti devono “fare sistema”, “fare squadra” perché possa funzionare. Basterebbe pensare alla politica delle “tre i”, slogan lanciato a suo tempo per sintetizzare il senso delle riforme nella scuola italiana: inglese, internet, impresa. Dalla scuola si bandiva quella cosa così evanescente, ma così importante per tenere insieme una società senza violenza e competizione distruttiva, che è la cultura. La scuola, davvero, si orientava verso il “saper fare”, cioè verso la produzione di “risorse umane” finalizzate allo “sviluppo” dell’azienda e da utilizzare intensivamente fino al limite oltre il quale ci sono gli “esuberi”» cioè si allevano polli da combattimento o da macello o da riproduzione pronti o quasi all’uso (Invito a leggere, per quest’ultimo articolo, la diversa opinione del giornalista, scrittore ed apologeta Alessandro Gnocchi che risponde su Il Giorno del 15 ottobre con il pezzo "La neolingua berlusconiana e l'ossessione di Zagrebelsky").

Se lavoro = identità, allora perdita di lavoro = perdita di identità.
Se la produttività di un Paese si promuove rafforzandone l’identità civica, allora degrado culturale = perdita di identità civica.
Se il passaggio è stato da cittadino a consumatore, allora essere consumatore = perderdita dell’identità storica e dei valori tradizionali.
Se la scuola si orienta verso il “saper fare” e la produzione di “risorse umane”, allora identità individuale = identità professionale.
E la testa del serpente torna a mordersi la coda.

di Daniela Paola Aglione

giovedì 14 ottobre 2010

OCTOBER 14, 2010 – THE END OF TOMB RIDER

Statute-barred the trial against Marion True, the most loved by tomb Riders
Charged with trafficking of archaeological Italian finds, the Getty Museum’s ex curator is still not the scapegoat
 
 




The Italian trial against Marion True, former curator of the Department of Antiquities at the J. Paul Getty Museum (Los Angeles, U.S.A), has abruptly stopped yesterday, Wednesday October 13th, when the Rome court has declared it statute-barred. The charges were illicit trafficking and smuggling of antiquities coming from Italy, pieces obtained for the Getty Museum were also involved, a case without precedent in history. The trial started in 2005 and, during the following five years, the prosecution presented several evidence against the accused one. The first official investigation, on the other hand, began in 2000. Her appointment at the Getty Museum dates back to 1986 and ended in 2005, year of the beginning of the trial. Despite the long duration of the trial, the defence could not present any evidence in her favour. The doubt remains. 

The Director of the Indianapolis Art Museum, Maxwell L. Anderson, declared that the trial was truly important to create a sensational precedent, in order to control the acquisition of archaeological finds by the American museums. As a matter of fact, since the ’80, these museums often made use of suspicious strategies to grant themselves ancient pieces. Anderson defined Ms. True a sort of scapegoat that suffered in the name of a very widespread and entrenched practice. Even State Prosecutor Paolo Ferri stated that the trial succeded mostly in changing the habits of several museums in acquiring antiquities of doubtful origins. There are countless museums which, during the years, in exchange for collaborations and loans of works of art, gave back important archaeological finds. Among these, the Getty Museum, which gave back more than 40 pieces.

Maurizio Fiorilli, “the Bulldog” Italian attorney, defined by the Telegraph “scourge of tomb raiders”, who negotiated the return of countless finds from museums all over the world, underlined the duplicity of Marion True’s figure: on the one hand, she made the Getty give back every find wanted by Italy because acquired through robbery or crime – there are about 3.500 objects thus deriving from Francavilla Marittima archaeological site in Calabria – on the other hand, she was faithful to the Getty, for which she obtained a series of finds without seriously analysing their origins. The convention between Unesco members that forbids the importation of “cultural property” dates back to 1970. It was created precisely to prevent the removal of finds from the sites, such as Italy, Greece, but also Egypt and Perù.

The return to the countries of origin should not be considered a concession but a restitution of ill-gotten gains, as Maurizio Fiorilli, who usually goes by plane along with the works of art from abroad to Italy, has always declared. Beyond the Unesco convention, Itally is protected by a law, dating back to Mussolini time, which states that every object found on Italian ground belongs to the Italian state. The law, which matches the article 826 of the Civil Code, states: “The objects of historical, archaeological, paleontological and artistic interest, found in the subsoil by anyone and anyhow belong to the state”. Anyway, the charges pressed against Ms. True are statute-barred. One in 2007 and the other on July 11th 2010. Will the plundering in Italy be over?

di Daniela Paola Aglione – English Version by Diletta De Cristofaro

14 OTTOBRE 2010 – THE END OF TOMB RIDERS

Prescritto il processo a Marion True, la più amata dai Tomb Riders
Accusata di traffico illegale di antichità dall’Italia,
l’ex curatore del Getty non è più il capro espiatorio

ARTE | Il processo italiano contro Marion True, ex curatrice del settore Antichità del J. Paul Getty Museum (Los Angeles U.S.A.) si è bruscamente concluso ieri, mercoledì 13 ottobre, quando il Tribunale di Roma ne ha dichiarato la fine per decorrenza dei termini, o prescrizione. Le accuse mosse alla curatrice erano traffico illecito e ricettazione di antichità provenienti illegalmente dall’Italia, anche di pezzi procurati al Getty Museum, un caso che non ha precedenti nella storia. Il processo è iniziato nel 2005 e nel corso dei 5 anni l’accusa ha prodotto numerose testimonianze a sfavore dell’imputata, le prime indagini ufficiali a carico della True invece risalgono al 2000. Il suo incarico per il Getty Museum risale al 1986 e si è concluso nel 2005, anno d’inizio del procedimento legale vero e proprio. Nonostante la lunga durata del processo, la difesa non aveva ancora avuto modo di presentare i suoi testimoni a favore. Il dubbio resta.
Il Direttore del Museo d’Arte di Indianapolis, Maxwell L. Anderson, ha dichiarato che il processo è in realtà servito per creare un precedente clamoroso, servito per controllare l’attività di acquisizione di reperti archeologici da parte di numerosi Musei Americani, che molto spesso si sono serviti di dubbie strategie per l’accaparramento di pezzi antichi, una pratica che risale almeno agli anni ’80. Anderson ha definendo la True una specie di capro espiatorio che ha subìto nel nome di una pratica assolutamente diffusa e radicata. Anche il Procuratore Paolo Ferri ha dichiarato che il processo ha ottenuto lo scopo di modificare l’abitudine di molti musei di acquisire antichità di provenienza illecita.
Sono numerosi infatti i musei che negli ultimi anni, in cambio di collaborazioni e prestiti di opere, hanno provveduto alla restituzione di importanti reperti archeologici. Tra questi anche il Getty, che ha restituito oltre 40 pezzi. “Il Bulldog” Maurizio Fiorilli, l’avvocato italiano definito dal Telegraph “scourge of the tomb raiders” (il flagello dei saccheggiatori di tombe) che ha negoziato la restituzione di innumerevoli reperti da parte di Musei di mezzo mondo, ha sottolineato la duplicità della figura di Marion True: da un lato si è preoccupata di far restituire dal Getty ogni reperto reclamato dall’Italia perché frutto di un furto o di un illecito – sono circa 3.500 gli oggetti così provenienti dal sito archeologico di Francavilla Marittima in Calabria – dall’altra era una fedelissima del Getty per il quale procurava una serie di reperti senza analizzarne correttamente e a fondo la liceità della provenienza.
È del 1970 la convenzione stipulata tra tutti i paesi membri dell’Unesco che vieta l’importazione di “proprietà culturale”, proprio per impedire la spoliazione dei siti vittime tra cui l’Italia, la Grecia, ma anche l’Egitto e il Perù. La restituzione ai paesi d’origine non è da ritenersi una concessione, ma la restituzione del maltolto, come ha sempre dichiarato Maurizio Fiorilli, che suole accompagnare personalmente in aereo le opere dall’estero all’Italia. Al di là della convenzione Unesco, l’Italia è protetta anche da una legge risalente ai tempi di Mussolini in base alla quale ogni oggetto trovato sul suolo italiano appartiene allo stato italiano. La legge che oggi s’identifica nell’art. 826 del Codice Civile, recita: “Fanno parte del Demanio indisponibile dello Stato… le cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo…” In ogni caso le accuse mosse alla True sono andate in prescrizione. Una nel 2007 e l’altra l’11 luglio 2010. I saccheggi nel Belpaese saranno finiti?

di Daniela Paola Aglione

lunedì 11 ottobre 2010

11 OTTOBRE 2010 – PANSECA SEPPELLISCE CATTELAN

PANSECA SEPPELLISCE CATTELAN, ECCO LA FOTO DELLA TOMBA D’ARTISTA NELL’ISOLA DI IOS





Filippo Panseca torna alla carica con una nuova operazione artistica, l’installazione 10_10_10 ore 10 Isola di Ios, Grecia. La tomba di Maurizio Cattelan posta su quella che si presume essere la tomba di Omero. L’immagine è apparsa oggi su Facebook nella pagina personale di Filippo Panseca; in alto a sinistra c’è un codice QR che serve per avere altre informazioni utilizzando come scanner una camera digitale che ha installato un programma di scansione. Le informazioni, che ci ha fornito lo stesso Panseca, sono: “Filippo Panseca 10_10_2010_La tomba di Maurizio Cattelan nell’Isola di Ios_Occasioni Provvisorie dell’assurdo_Interferenze tra tempo e Spazio_Omero non sarà d’accordo e tu?????????”.
di Daniela Paola Aglione


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11 OTTOBRE 2010 – FETISH SOAP

Il sapone di Berlusconi, uno strumento ad arte per… mani pulite

Al Museo d’Arte Contemporanea Migros, Zurigo, esposta la saponetta fatta con grasso di Berlusconi
 
“Mani pulite” è il titolo dell’opera di Gianni Motta, artista svizzero, datata 2005 ed esposta al Museo d’Arte Contemporanea Migros di Zurigo. La storia (raccontata dallo stesso Motta) vuole che l’artista nel 2004 sia entrato in possesso dell’autentico grasso del Presidente del Consiglio dopo la sua presunta liposuzione addominale presso la clinica Ars Medica di Gravesano, grazie alla donazione di uno dei dipendenti del polo ospedaliero. «Il grasso di Berlusconi – aveva avuto l’ardire di raccontare in quei giorni – puzzava come burro avariato o come vecchio olio per frittura » si legge sul sito di Tio.ch, il web news del Canton Ticino. Già nel 2005 la direzione della clinica si era affrettata a smentire l’operazione di Silvio Berlusconi, mentre Motta si è detto pronto al test del DNA per comprovarne l’origine.
 
di Daniela Paola Aglione
 
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sabato 9 ottobre 2010

ECOHOUSING ART A INNOVATION FESTIVAL

L’ecologica integrazione abitativa
si fa casa nel cuore di Milano


  
Ecohousing Art, il primo reality show interattivo al MIP di Innovation Festival, domenica 10 ottobre alla Loggia dei Mercanti nella città di Milano
 
L’Innovation Festival è un’occasione aperta a tutti i cittadini per condividere le innovazioni con i moderni visionari in una 6 giorni non stop di convegni, workshop e happening imperdibile. Domenica 10 ottobre, dalle 14.30 alle 17.30, alla Loggia dei Mercanti si svolgerà il MIP, Milano In Progress, la maratona delle imprese creative giunta alla quarta edizione, dove 20 aziende selezionate tra oltre 70, avranno 5 minuti per presentare i propri progetti innovativi, con la doppia conduzione di Rosanna Santonocito, giornalista per JOB24.it e Maria Grazia Mattei di MGM Digital Communication, “quelli di” Meet The Media Guru. La maratona è finalizzata all’elezione dei tre progetti più creativi ed interattivi, ad aprire le danze alle 14.30 Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi, il primo concorso di idee che sta realizzando on line il reality show interattivo tra partecipanti e giuria popolare, le centinaia di aziende e cittadini registrati al sito. Junior e senior artisti, designer, architetti e ingegneri sono già presenti (e lo saranno fino a gennaio 2010) sul sito www.ecohousing-art.it con i work in progress, i processi creativi di opere e progetti con cui partecipano per ideare nuove soluzioni in ecologica integrazione abitativa. Oltre a dare ai suoi partecipanti un’ampia visibilità condivisa sul web e ad offrire gratuitamente alle aziende l’occasione per acquisire direttamente opere o progetti dai loro creatori, il lungo concorso è da tempo impegnato sul fronte della cultura dell’abitare: l’estate 2010 è stata caratterizzata dalle tavole rotonde “Ideecostruttive work in progress”, che hanno ospitato nei luoghi sacri di Milano – Triennale, Design Library, Legambiente – i protagonisti della cultura dell’abitare come i designer Enzo Mari, Paolo Ulian e Giacon, gli ingegneri Giannegidio Silva e Claudia Bettiol e artisti come Andy, Dario Brevi e l’astro nascente Willow. Lo staff di Ecohousing Art promette di stupire tutto il pubblico con una sorpresa per tutti i presenti, inoltre prima e dopo la presentazione sarà possibile farsi fotografare davanti al GreenWorld, il mondo verde di Ecohousing Art, per entrare nella community “Facce da Ecohousing” e vedere pubblicata sul sito la propria immagine nelle pose più divertenti. Sarà inoltre possibile iscriversi al concorso sia come partecipanti sia come giuria popolare. Il concorso vi dà appuntamento domenica alla Loggia dei Mercanti, perché l’equilibrio uomo-casa-ambiente deve essere una scelta condivisa da tutti!

IL CONCORSO ECOHOUSING ART, OPERE E PROGETTI PER ABITARE GLI SPAZI, È IL PRIMO REALITY SHOW INTERATTIVO ON LINE
• EcohousingArt.it
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8 OTTOBRE 2010 – WORLDWIDE CENSORSHIP IS GOING ON

Le disavventure di cannibali romantici,
Gesù fa sesso orale?

Donna armata di piede di porco entra nel museo di Loveland e straccia il collage di Enrique Chagoya

How can you desecrate my Lord? (Come potete dissacrare il mio Signore?) Urlava Kathleen Folden, la donna di 56 anni che si è introdotta mercoledì 6 ottobre alle 16.00 nella galleria di Loveland (Colorado, U.S.A.) spaccando con un piede di porco il plexiglass a protezione della litografia dell’artista Enrique Chagoya che ritrae, tra le altre immagini presenti nel collage composto da 3 lunghe strisce piegate, una composizione con il volto di Cristo, un corpo di donna in abiti succinti e in posizione inequivocabile, mentre un giovane intenzionato ne assaggia una coscia. Ai lati le frasi “vietato ai minori di 18 anni” e “orgasmo”. Chagoya, artista e professore alla Stanford University, dichiara di non aver mai ricevuto un’aggressione simile e che comunque la violenza non porta a nulla. Il suo lavoro verte sulla critica alla politica e alla religione, quando queste si rivelano criminose, come ad esempio gli abusi sui minori da parte di preti pedolfili. “The Misadventures of Romantic Cannibals” (2003), esposto all’interno della collettiva “The Legend of Bud Shark and His Indelible Ink”, ha già suscitato le perplessità del consigliere comunale Daryle Klassen, destinataria di migliaia di e-mail di protesta affinché l’opera non venisse esposta adducendo, tra le motivazioni, che i soldi dei contribuenti non dovrebbero essere spesi per offendere la sensibilità dei credenti. Le opere di Enrique Chagoya sono state esposte gratuitamente. Svetlana Mintcheva, direttrice del programma National Coalition Against Censorship ha dichiatato: «Ci sono molti modi per esprimere il proprio disaccordo rispetto alle idee espresse in un’opera d’arte, che non necessitano di andare contro i principi fondanti di questo Paese: la separazione tra Chiesa e Stato e il diritto alla libertà di parola».
di Daniela Paola Aglione


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giovedì 7 ottobre 2010

7 OTTOBRE 2010 – WORLDWIDE CENSORSHIP

Da Parigi a Sofia la censura mette arte e artisti all’indice
 
Sesso, droga, odio religioso, la democrazia del linguaggio artistico è in pericolo?
 
Sofia – Un altro artista è finito sotto il mirino della censura made in Russian Orthodox Church. Si tratta del bodyperformer Oleg Mavromatti, che dal 2000 vive come rifugiato politico a Sofia, reo di aver violato il codice penale per incitamento all’odio religioso per una sua produzione video in cui si vede l’artista che viene crocifisso. Il consolato russo a Sofia, Bulgaria, nega il rinnovo del passaporto dando all’artista due opzioni, rientrare spontaneamente in Russia oppure farsi venire a prendere dai sevizi segreti. Molte le mobilitazioni: l’artista Avdei Ter-Oganian, cui erano state inizialmente bloccate in dogana le opere per partecipare alla mostra a Parigi sulla giovane arte russa, ha dichiarato che non vi parteciperà a meno che non rinnovino il passaporto di Mavromatti, a New York lo sostengono la senatrice Kirsten Gillibrand che ha scritto lettere sia agli uffici immigrazione in Bulgaria, sia all’United Nations High Commissioner for Refugees, il direttore di Exit Art Jeanette Ingberman, il mercante d’arte Ronald Feldman e il figlio di Mark Rothko Christopher Rothko, che invitano la Bulgaria a prendere posizione per il rifugiato politico. Il terzo caso russo che vede all’azione la censura della chiesa ortodossa nei confronti delle arti, dopo il caso dei curatori russi di “Forbidden Art”, Yury Samodurov e Andrei Yerofeyev, il caso dei lavori di Avdei Ter-Oganian, che attualmente vive nella Repubblica Ceca, e adesso Oleg Mavromatti, Sofia. Il body performer ha realizzato “Constitution”, la trascrizione della costituzione russa, utilizzando il proprio sangue. Un lavoro che è durato oltre 6 mesi.

Parigi – Fa ancora discutere la mostra di Larry Clark al Musée d’Art moderne de la Ville de Paris/ARC “Kiss the past hello” inaugurata lo scorso 8 ottobre, che è stata vietata ai minorenni per i contenuti. Le immagini – si tratta di fotografie e video – riprendono scene di sesso, di violenza, di degrado umano che, appunto, focalizzano e ritraggono skaters, tossicodipendenti, genti del ghetto. Il quotidiano Liberation apre la prima pagina di oggi con un’immagine in bianco e nero firmata da Clark, con accanto la dicitutra “Larry Clark censurato, vietato ai minori di 18 anni”.


di Daniela Paola Aglione
 
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mercoledì 6 ottobre 2010

6 OTTOBRE 2010 – VIAGGIO TRA I BENI CULTURALI A RISCHIO

Da Nord a Sud le mobilitazioni politiche
per i Beni Culturali

Orsoni si giustifica, Renzi incalza Bondi, Roma perde la cordata di Della Valle e Papadopoulos va a Pompei


NORD – Venezia - La Repubblica questa mattina pubblica la lettera che il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni scrive al Direttore a difesa del proprio operato, ricordando che due anni fa un blocco di marmo di 30 chili staccatosi da Palazzo Ducale ha mancato di poco un turista, sfiorando la tragedia. Opere di restauro urgenti, dunque, iniziate poco dopo l’attimo di panico. I lavori dureranno fino al prossimo anno e la copertura economica, pari a 2 milioni e 800mila euro, è garantita proprio dai fondi degli sponsor coi loro cartelli pubblicitari, che – secondo la valutazione del Sindaco – in realtà coprono l’edificio per un quinto della sua superficie.

CENTRO – Firenze - Il Sindaco Matteo Renzi oggi incontra il Ministro Bondi per discutere di denaro e cultura: i fondi per i Nuovi Uffizi, il Teatro del Maggio, il biglietto unico dei musei… ma anche l’Archivio Zeffirelli di cui oggi il maestro 87enne parla con toni addolorati nella sua intervista a Il Giornale Toscana, per cui non esclude la possibilità di accettare la proposta di catalogazione, archiviazione e gestione da parte della Regione Lazio, che ha già individuato nella sede dell’ex Arsenale Pontificio il luogo deputato ad accogliere l’Archivio.
Roma - Il cantiere del Colosseo non se la passa bene. Dopo la strombazzata del 4 agosto, la maxicordata capeggiata dal gruppo di Diego Della Valle e da Fimit e da altre aziende, fa marcia indietro. 40 milioni sono una somma importante ed il danno d’immagine per eventuali problemi sarebbe di portata eccessiva. I più pessimisti prevedono una durata dei lavori pari a 10 anni contro i 3 preventivati. entro fine mese il termine per la partecipazione. Si attendono novità.

SUD – Napoli - Oggi si è insediata Jeannette Papadopoulos, sopraintendente ad interim fino al 31 dicembre 2010, chiamata a gestire il patrimonio archeologico Pompeiano, con il grosso carico di problemi e polemiche che si porta dietro, tra chi denuncia il degrado e chi si ritiene soddisfatto del rilancio economico e turistico dell’area. A tutt’oggi tra scavi e connessi sono fruibili circa 44 ettari, ne mancano altri 22 da portare alla luce per un’operazione economica di portata colossale. Sempre oggi si riunisce a Roma il Tavolo dei lavori coordinato dall’ex commissario Marcello Fiori, chiamato a presentare il programma di gestione.


di Daniela Paola Aglione


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martedì 5 ottobre 2010

1 OTTOBRE 2010 – UN PONTE TRA INFERNO E PARADISO

Work and Ephemera per riscattare
i creditori di Lehman Brothers

Requiem for a dream, cantano i morti di Spoon River mentre i vivi comprano l’epitaffio della Lehman
L’Antologia di Spoon River è una raccolta di poesie di Edgar Lee Masters pubblicata a cavallo tra il 1914 e il 1915 che racconta, in forma di epitaffio, la vita delle persone che hanno abitato il paese di Spoon River. Il prossimo appuntamento con l’Antologia è questo week end in quattro cimiteri monumentali della Toscana, dove numerosi attori ne leggeranno e ne canteranno ai vivi di oggi, i morti di domani. La bellezza del lavoro di Masters sta nella verità dei personaggi che, essendo morti, si raccontano senza timore alcuno. Senza cioè la preoccupazione e gli affanni che investono “i vivi” nel loro agitarsi quotidiano, divisi tra volontà cieca (istinto cerebrale?) di essere e il desiderio prepotente di darsi un posto condiviso dentro un oceano di regole scritte e consuetudini che non necessitano la stesura.
È un aggirarsi a partire dal bianco del foglio al nero dell’inchiostro, attraverso le scale di grigio e le cromìe che stanno in mezzo. Storie pazzesche che dipingono il mondo. Eccone una: il “demonio” Leman Brothers solca la seconda asta, quella di Londra da Christie’s, dove sono stati messi all’incanto “Work and Ephemera” del gruppo finanziario protagonista del crack di due anni fa. Opere d’arte, collezioni, ricerche ed estetiche messe al soldo per pagare una parte dei creditori sparsi sul pianeta. A conferma del geniale adagio pubblicitario “Ci sono cose che non hanno prezzo, per tutto il resto c’è Mastercard”, l’asta ha visto aggiudicarsi la targa della banca per 28.000 sterline, dalle 2-3mila di “stima” iniziale, tanto quanto l’Head of Bruce Bernard di Lucian Freud (stima iniziale tra le 8 e le 12mila sterline). La preziosa targa è quella che ha accompagnato l’apertura della sede londinese nel 2004, inaugurata dall’allora Cancelliere Gordon Brown. L’asta ha incassato quasi due milioni di euro, vendendo il 99% dei lotti. Il top lo ha raggiunto Gabriel Orozco, 115mila euro, con Atomists – Jump over, mentre l’opera veduta al di sotto della stima iniziale è stata “Madonna” di Gary Hume venduta a poco più di 73mila sterline contro le 80-120mila supposte. Bloomberg.com racconta quante fossero le presenze a caccia di souvenirs da tenere in casa a memoria della colossale bancarotta che ha segnato la storia dell’economia mondiale. Il prossimo appuntamento sarà alla Freeman’s di Philadelphia il 7 novembre.
Nel frattempo la censura russa continua a far parlare di sè, come abbiamo ben spiegato nella rassegna stampa di ieri, mettendo a rischio la mostra al Louvre, mentre si attendono news sul destino dei due curatori russi Yury Samodurov e Andrei Yerofeyev per “Forbidden Art” nel nuovo binomio cultura/censura che pare essere una buona strategia marketing per molti – ricordiamo il famoso cartello neozelandese che volle sfatare gli stereotipi sull’immacolata concezione con Giuseppe e Maria ritratti nel talamo nuziale, sotto la scritta “Poor Joseph. God was a hard act to follow” (Povero Giuseppe, Dio richiede strade difficili da perseguire) – ma non per tutti (l’Arcivescovo Tettamanzi ha lanciato la sfida per illustrare il nuovo Evangeliario, chiedendo invece il binomio arte/ispirazione divina, una dolcezza romantico-anacronistica?). Oggi anche noi proponiamo un binomio: poesia/blasfemia, con una poesia tratta dall’Antologia di Spoon River.

di Daniela Paola Aglione (leggi tutta la rassegna stampa completa di link agli articoli
su House, Living and Business)

WENDELL P. BLOOYD (Un blasfemo)


Prima mi incastrarono con l’accusa di condotta immorale,
non c’era alcuno statuto sulla blasfemia.
Poi mi rinchiusero come pazzo
dove fui picchiato a morte da una guardia cattolica.
La mia offesa era questa:
dicevo che Dio mentì ad Adamo, e lo destinò
a trascorrere una vita da stolto,
ignorando che al mondo c’è il male così come c’è il bene
E quando Adamo mise nel sacco Dio mangiando la mela
E vide oltre la menzogna,
Dio lo cacciò fuori dall’Eden per impedirgli di cogliere
il frutto della vita immortale.
Cristo Santo, voi gente di buon senso,
ecco quello che Dio stesso dice nel libro della Genesi:
“E il Signore Iddio disse: ecco che l’uomo
è diventato uno di noi” (un po’ d’invidia, vedete)
“a conoscere il bene e il male” (la bugia che-tutto-è-bene smascherata)
“E allora, perché non allungasse oltre la mano a prendere
e mangiare anche dall’albero della vita, e non vivesse in eterno:
per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell’Eden”.
(La ragione per cui, credo, Dio crugifisse Suo Figlio
per tirarsi fuori da quel brutto pasticcio, è che è proprio da par Suo)


Tratta dall’Antologia di Spoon River