giovedì 30 settembre 2010

30 SETTEMBRE 2010 – CONTRO L’IDIOZIA DEGLI IDIOTI

I censori russi mettono a rischio la mostra Contrepoint al Louvre





“Radical Abstractionism” di Ter Oganyans censurato, e 6 artisti minacciano di non esporre 
 
L’artista russo Avdei Ter-Oganyan vive in “esilio” nella Repubblica Ceca, scappato dalla madrepatria per evitare le conseguenze alle accuse d’incitamento all’odio religioso a seguito della performance “The young Infidel” in cui ha preso a colpi d’ascia, fracassandole, alcune icone religiose. Invitato dal Louvre di Parigi ad esporre con altri connazionali in occasione della mostra Contrepoint, L’Art Contemporain Russe con le opere della serie “Radical Abstractionism”, Ter-Oganyan è stato stoppato dal Ministero della Cultura che ha impedito lo sconfinamento dei quadri perché definiti eccessivamante provocatori. Dall’apparenza innocente di quadri geometrico-astratti, ciascun lavoro riporta in lingua russa frasi d’effetto: “quest’opera vuol favorire la prostituzione” oppure “quest’opera è un appello a commettere un attentato contro l’uomo di Stato V.V. Putin, allo scopo di fermare la sua attività”. Ma nulla avrebbe vietato all’artista di produrre delle copie appositamente per la mostra parigina che dovrebbe iniziare il 14 ottobre prossimo. Avdei ha rifiutato seccamente, proprio per portare l’attenzione sulla censura messa in atto dal governo russo. Questa è la dichiarazione che ha rilasciato al Moscow Times: «Through my refusal, I want to attract attention to the relationship we have between culture and the authorities, or, more precisely, to cause this absurd conflict to escalate. My artworks were actually created for this purpose, and they serve to vividly demonstrate the idiocy of idiots». Senza i lavori di Ter-Oganyan, il mercante russo Marat Gelman ha fatto sapere a una radio intervista, altri 7 artisti si rifiuteranno di partecipare in segno di protesta verso il Ministro, e di solidarietà nei confronti del loro “collega”. Alla mostra sono stati invitati Ilya ed Emilia Kabakov, Pavel Pepperstein, Eric Bulatov, Aleksandr Brodsky, Komar e Melamid, e i Blue Noses, famosi anche per aver già subìto un simile diniego per il quadro The Era of Mercy.

di Daniela Paola Aglione

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mercoledì 29 settembre 2010

Davide Orlandi Dormino, le scene mutanti che cantano con l’X Factor

Le mie installazioni sono per innalzare il livello culturale di questa "Italietta". Nevruz? Un'opera d'arte vivente


Di ieri l'annuncio da parte del Gruppo Campari, azienda italiana nota tanto per il beverage che per le storiche contaminazioni con il mondo dell'arte, che il calendario 2011, The Red Affair, sarà interpretato dall'attore portoricano Benicio Del Toro e raccontato dagli scatti di Michel Comte, il fotografo delle star. Benicio è soddisfatto: «Il Calendario 2011 ha un’impronta molto cinematografica, e questo mi ha molto divertito, visto che ho potuto giocare con la mia professione. Sono veramente curioso di conoscere le reazioni dei fan di Campari allo stile e alla trama di questa nuova edizione del calendario». In edizione "limitata" di 9.999 copie, un piccolo lusso, come la stessa Campari fa sapere, per dare un tributo alla star e al fotografo che ogni anno lo fanno rivivere. Mentre Internet resta uno dei candidati favoriti al Nobel per la pace 2010 del prossimo 8 ottobre, la cara vecchia scatola nera resta invece il lusso dei molti in questa nostra Italia panem et circenses, che a volte riesce a stupire senza annegarci nel solito bagno d'humus Gossipparo, passando dal quel "punto G" per molti giornalai belpaesiani al fattore x, mediaticamente conosciuto come "X Factor".
Da quattro puntate è tornata in pista su mammarai la trasmissione-casting delle (presunte o veraci) popstar della musica di domani e se ne parliamo in questa sede è perché ieri sera sono scese in campo interessanti aperture, contaminazioni e scambi dal mondo dell'arte. Chi ha visto la puntata non avrà fatto a meno di notare le "scene mutanti" del giovane artista Davide Orlandi Dormino, classe 1973, scultore e performer che indirizza la sua ricerca personale attraverso «messaggi che scuotono le coscienze», come ha raccontato ad House, Living and Business questa mattina mentre dagli studi di Milano rientrava a Roma. Davide collabora con il coreografo Luca Tommassini da quasi un decennio, sue le installazioni in movimento che hanno accompagnato il tour 2010 di Marco Mengoni "Re Matto Tour" e di Elisa, “Heart Alive Tour 2010”. «Il comunicare sta alla base del mio lavoro, dare un messaggio preciso per arrivare al più alto numero di persone e la mia presenza ad X Factor con le mie scene mutanti create in collaborazione con Tommassini, significa fare qualcosa contro l'immobilismo, il contrario della morte e per innalzare il livello culturale di questa "italietta". X Factor quest'anno è rock!». L'artista si è messo all'opera prima della selezione dei brani che i ragazzi avrebbero cantato durante la puntata del 28 settembre, il suo lavoro è iniziato con un processo di conoscenza cui ha sommato «istinto e intuizione» come ci racconta, per arrivare a far "indossare" loro le installazioni, che hanno reso la visione effettivamente più coinvolgente. «Noi (Dormino/Tommassini) costruiamo il mondo intorno a loro, alla loro personalità e devo dire che soltanto un paio ce l'hanno, gli altri sono prodotti a breve. Lavorare con Anna Oxa è stato bellissimo, ieri sera mi sono quasi commosso». L'esibizione della Oxa, che ha cantato "Tutto l'amore intorno" si è aperta con la cantante che indossava un abito/scultura fluttuante ma immobile, questi «veli al vento che la facevano sembrare una polena, in una perfetta fusione tra le parti. Alla fina c'era poi questa testa-gabbia da cui esce e si libera, questa gabbia che a volte ci costruiamo per proteggerci». Struttura/pensieri è il titolo dell'istallazione che ha accompagnato l'esibizione di Nathalie, "Pazza idea" di Patty Pravo, un mondo romantico di oggetti dipinti di bianco in sospensione sopra la giovane artista, in aperto dialogo con i suoi costumi. In questo caso l'influenza del lavoro Dormino/Tommassini è arrivata anche ai giudici, tanto che Mara Maionchi ha voluto sottolineare la scarsa "carica erotica" della performance, in relazione all'originale. Il messaggio arriva anche ai più smaliziati. La cantante Manuela, che ha interpretato "Bring me to life" degli Evanescence, è stata racchiusa dentro un grande prisma fatto di elastici, pizzo e tulle neri per dialogare con «la sua femminilità velata - non velata», ma il lavoro che ha più entusiasmato Davide Dormino, che più di tutti si è «fuso col cantante, anche per la potenza con cui ha interpretato il brano», è stata l'installazione che ha accompagnato l'interpretazione di Nevruz con "Noi ragazzi di oggi" di Luis Miguel (più che interpretazione, direi "sodomizzazione" del brano da parte del giovane casertano). L'installazione era composta dalla bandiera americana tinta di bianco, particolare un pò difficile da cogliere in questo caso, sormontata da una corona bianca, un'aureola al neon di luce bianca, a sua volta sovrastata da una flebo riempita di latte, «simbolo di purezza che, dalla flebo, va a purificare quello che sta sotto». In questa installazione c'è anche un messaggio politico. «La bandiera americana è stata dipinta di bianco per annullare quel che è stato fatto negli ultimi anni. L'America è stata simbolo di libertà, ma poi gli americani han fatto quel che han fatto» dice Davide Dormino. Non sappiamo che fine faranno le scene mutanti che hanno accompagnato la quarta puntata dello show, ma Davide ci racconta di aver avuto numerose proposte. La sua presenza in Rai non finisce qui, infatti sarà presente di nuovo col suo lavoro nelle ultime puntate di X Factor. Qui di seguito presentiamo alcune immagini di Sara Busiol, fotografo di scena, scattate presso lo studio di Rai 2 di Milano. Ringraziamo Giuseppe Andrea Chinati, postproduzione editing.
di Daniela Paola Aglione

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martedì 28 settembre 2010

28 SETTEMBRE 2010 – GIL VICIENTE, CHE STRAGE!

A San Paolo Gil Viciente uccide
the Pope, Queen Elizabeth
e Kofi Annan





Se fosse vero, «Sarebbe un favore ucciderli, visto tutte
le persone che hanno contribuito ad ammazzare»


Il Brasile innalza un muro di scandalo di fronte alle opere dell’artista Gil Viciente, una serie di disegni a matita dal titolo “Inimigos” che ritraggono l’artista nell’atto di uccidere con la pistola, tranne nel caso del presidente Lula che sta per essere invece sgozzato, diversi potenti, protagonisti dello scenario mondiale a vario titolo. Dalla Regina Elisabetta a Papa Benedetto XVI, senza esclusione di colpi. La polemica questa volta riguarda l’incitamento alla violenza, ma l’artista si difende così: «Sarebbe un favore ucciderli, visto tutte le persone che hanno contribuito ad ammazzare. Mi accusano di giustificare il crimine. Ma rubare soldi pubblici...

lunedì 27 settembre 2010

RASSEGNA STAMPA SPECIALIZZATA ARTE

ARTE  e FLASHART tra pochi giorni saranno in edicola.
Scopri cosa potrai leggere. In esclusiva su HOUSE, LIVING AND BUSINESS

Riviste – Anticipazioni dei prossimi numeri
 
di Daniela Paola Aglione

Parte da questo numero la Rassegna Stampa delle riviste d’arte Specializzate di House, Living and Business, un appuntamento periodico che vi farà sapere in anteprima edicola le tematiche e gli approfondimenti delle principali testate italiane e straniere in materia d’arte.


MIETITORE CONCETTUALE di Julie Kogler
REGISTA BUONO DEL MONDO di Emma Gravagnuolo
GRANDI MOSTRE, FRED TOMASELLI di Renato Diez
11° PREMIO CAIRO. I FINALISTI di Luca Beatrice
IL SORPASSO SUL DIVANO. STORIE DI GALLERISTI DA GIOVANI di Cristiana Campanini
AFRO BASALDELLA, CLASSICO INFORMALE di Lea Mattarella
IL TEATRINO DELL’ASSURDO di Alessandra Redaelli 








 CONTEMPORANEA, OCCUPAZIONE DI UNO SPAZIO PROVVISIORIO di Laura Cherubini
JULIAN SCHNABEL. IN THE PROCESS, BEYOND LANGUAGE di Edward Rubin
SUDODH GUPTA, ESSERE ARTISTA PRIMA DI ESSERE INDIANO di Damiano Gull
MODERNIKON, LA GIOVANE ARTE RUSSA di Irene Calderoni
VALERIO ROCCO ORLANDO, LOVER’S DISCORSE di Eugenio Viola
ADRIANA JEBELEANU, IMAGE NOT AVAILABLE di Marco Senaldi


ARTE E CHIESA, CANTIERE DI RICONCILIAZIONE di Marco Sammicheli
IL G7 DELL’ARTE. NON È ANCORA TROPPO TARDI PER COLMARE IL VUOTO di Pierluigi Sacco

27 SETTEMBRE 2010 – CATTELAN/DALÍ VISTE PER VOI

Milano, una mattina a Palazzo Reale, Salvador Dalì e Maurizio Cattelan

Per un po’ saranno vicini di casa, ma in cos’altro sono vicini?
 
 
 
 
 
La coda per entrare a Palazzo Reale si allunga per tutto il cortile, nell’attesa di entrare a vedere la mostra di Salvador Dalì, “Il Sogno si avvicina”; si fa in tempo a verder uscire almeno quattro gruppi di visitatori e alcuni sparsi che, senza aspettare, salgono a vedere quella di Maurizio Cattelan, “Contro le ideologie”. Dopo aver preso un po’ di sole e fumato due sigarette (politically uncorrect dirlo?) il guardiano al piano terra sguinzaglia l’ennesimo gruppo di cui faccio parte anch’io, salgo le scale e mi compro da brava cittadina due ingressi, quello da cinque euro per Cattelan e quello da nove per Dalì. La mia prima scelta mi porta a sinistra, da Cattelan, per cui mi addentro rapida verso la sala delle Cariatidi, benché la mia attenzione sia disturbata dalla mostra “Di-segni d’Oriente e d’Occidente. Adonis e Marco Nereo Rotelli” per la decoratività di ciò che mi soffermo un pò a vedere, e l’ovvietà del lavoro esposto. Il primo incontro è con la donna crocifissa, incassata nella parete. Con lei inizia la confidenza con un’aria strana, cioè cominci a fare i conti con quel che vedi, perché cerchi di risolvere la visione di quella donna immobilizzata, ma con garbo, no, ci sono le imbottiture… se non fosse per i chiodi nei palmi forzatamente girati all’insù (il gesto è quasi doloroso se trattenuto per soli dieci secondi, provate) ma poi sei subito disturbato dal rumore del tamburino che l’avatar del Cattelan che fu, sta suonando alle tue spalle da un’altezza di dieci metri nella vetusta, malconcia e splendida sala delle Cariatidi. E quindi segui il suono, entri nella sala e scopri che Papa Wojtyła è stato abbattuto....

LEGGI TUTTA LA RECENSIONE di Daniela Paola Aglione

mercoledì 22 settembre 2010

22 SETTEMBRE 2010 - ARTE, CHI TI DARÁ IL COLPO DI GRAZIA?


L'arte è condannata? Da Londra a Napoli si alza il grido degli artisti mentre la Dorotheum festeggia coi ricchi


Enel Energia sabato 25 settembre spegnerà le luci del Madre di Napoli, a meno che il museo paghi gli arretrati. Ma già i dipendenti sono indietro di uno stipendio. Pochi giorni fa Mimmo Paladino per protesta ha annunciato che coprirà con un telo nero la sua scultura di fronte al teatro San Carlo di Napoli, dopo il licenziamento del direttore, Nino D'Angelo, reo di aver tenuto bassi i prezzi dei biglietti pur rendere gli spettacoli accessibili. Un gesto simbolico e silenzioso che ha accompagnato una lettera aperta alle istituzioni ed un'intervista rammaricata al Corriere del Mezzogiorno in cui lo scultore si dichiara seriamente preoccupato per il destino della cultura di Napoli, della Campania e di tutta l'Italia intera. A qualche migliaio di chilometri, nella Londra capitale dell'arte, in occasione dei tagli del 25% previsti dalle pubbliche amministrazioni nel settore cultura, l'artista Mark Wallinger propone il suo lavoro-protesta "Reckless”....

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO di Daniela Paola Aglione SU HOUSE, LIVING AND BUSINESS

PALADINO, UN DRAPPO NERO SULLA MIA OPERA PERCHÉ A NAPOLI LA CULTURA MUORE
• Corriere.it
| 17 settembre 2010 | • Vai all'articolo

MADRE DI NAPOLI AL COLLASSO FINANZIARIO, ENEL STACCHERÁ LA CORRENTE IL PROSSIMO 25 SETTEMBRE
• Ilgiornaledellarte.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
"SAVE THE ART", LA CAMPAGNA E LA PETIZIONE CONTRO I TAGLI ALLA CULTURA IN UK
• Savethearts-uk
| 10 settembre 2010 | • Vai all'articolo
CASE D'ASTE DOROTHEUM FESTEGGIA UN 2010 DA RECORD GRAZIE AD UN FRANCKEN II DA 7MILIONI
• Adnkronos.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
LA DOROTHEUM METTE IN MOSTRA A ROMA LE OPERE DELL'ASTA AUTUNNALE
• Arslife.it
| 22 settembre 2010 | • Go to the article
2010 DA RECORD. OLTRE AL FRANCKEN, UN GUERCINO DA 1MILIONE E UNA SCRIVANIA GIACOMETTI DA 200MILA EURO
• Dorotheum.com
| 2010 | • Vai all'articolo

VIDEOCOMMENTO DI  OSCAR TUSQUETS BLANCA, ALLIEVO DI SALVADOR DALÍ
• Quotidiano.net
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
FOTOGALLERY SALVADOR DALÍ DA LA REPUBBLICA
• Repubblica.it
| 22 settembre 2010 | • Guarda la gallery
SALVADOR DALÍ, IL SOGNO SI AVVICINA. LA MOSTRA A MILANO DAL 22/09/2010 AL 20/01/2011
• Mostradali.it
| • Vai all'articolo

NUOVO PROGETTO FASHION DI PISTOLETTO, CREATIVITÁ, RESPONSABILITÁ E TANTO BUSINESS
• Ansa.it
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo

martedì 21 settembre 2010

Panseca, sono io che con Craxi ho cambiato l’immagine del PSI


Panseca risponde alle provocazioni di Veneziano e di House, Living and Business sull’arte di regime



La Rassegna Stampa Arte di HOUSE, LIVING AND BUSINESS dello scorso 14 settembre, si è aperta con un tono di polemica nei confronti dell'editoriale di Arslife.it del 13 settembre, scritto dall'artista Giuseppe Veneziano. La polemica, in breve, consisteva nell'atto giustificatorio proposto al pubblico dall'artista. Potete leggere i contenuti dell'editoriale di Arslife del 13 settembre 2010L'arte e la libertà d'espressione di Giuseppe Veneziano e dell'articolo di apertura della rassegna Panseca, Kosolapov, Veneziano… è arte o provocazione? Libertà d’espressione, l’autore della Madonna  del Terzo Reich si confessa su Arslife. Il giorno successivo, il 15 settembre scorso, l'artista Filippo Panseca ha pubblicato il link alla nostra notizia sulla sua pagina personale su Facebook ed io lo invitai, qualora lo desiderasse, a lasciare un commento, essendo stato chiamato in causa nel mio articolo. La risposta non si è fatta aspettare, quindi la Redazione di HOUSE decide di pubblicare integralmente ciò che di suo pugno ha scritto Filippo Panseca, con l'auspicio - visti i toni sia nostri che di Panseca stesso - di promuovere un dibattito legato ai contenuti dell'arte, cui invitiamo tanto gli "addetti ai lavori" che i nostri lettori a dare un gradito, gradevole e colto continum.

Giuseppe Veneziano scrive: «Ecco perché l’istituzione e l’arte sono sempre inconciliabili, tranne quando l’artista si attiene alle direttive che vengono impartite dal sistema istituzionale. In quel caso, però, parliamo di arte di stato, o di arte di regime.» Daniela Paola Aglione risponde sul Vostro sito: «La morale ha a che fare con l’uomo stesso, difficile scinderla dalla sua stessa identità, benché ne segua i cicli storici. La domanda dovrebbe essere piuttosto “quale morale” o più imperfettamente “quali morali” ci accompagnano e la mia domanda sincera che rivolgo a Giuseppe Veneziano è quale sia l’arte di regime qui, in Italia, oggi. (...) Non molti sanno che a Milano a maggio si è consumata nel silenzio, alla galleria Antonio Battaglia, Cronache Mitologiche, la personale di Filippo Panseca, “ucciso” – come lui stesso afferma in un’intervista al Corriere della Sera del 23 agosto scorso, per essere stato amico dei potenti (Bettino Craxi, ma anche Silvio Berlusconi) nella Milano da bere, andata di traverso dopo Mani Pulite e quindi considerato artista di regime, quello socialista.»
Mi sembra di capire di essere considerato artista di regime e non ne comprendo il senso. ... leggi tutto il pezzo di Filippo Panseca su HOUSE, LIVING AND BUSINESS

EDITORIALE DI VENEZIANO SU ARSLIFE.IT DEL 13/09/2010, L'ARTE E LA LIBERTÁ D'ESPRESSIONE
• Arslife.it
| 13 settembre 2010 | • Vai all'articolo
RASSEGNA STAMPA DI HOUSE DEL 14/09/2010, PANSECA, KOSOLAPOV, VENEZIANO... È ARTE O PROVOCAZIONE?
• Immobilia-re.eu
| 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo

CHRISTIE'S NY -10, 11 NOVEMBRE 2010. ALL'ASTA 200 OPERE DELLA COLLEZIONE DENNIS HOPPER
• Artdaily.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
UK, L'ARTISTA NICK WALKER CLEBRA IL PAPA CON UN GRAFFITO E FIOCCANO PROPOSTE D'ACQUISTO
• Telegraph.co.uk
| 18 settembre 2010 | • Vai all'articolo
CURIOSITA', UNA CARRELLATA DI 20 RITRATTI UFFICIALI DELLA REGINA ELISABETTA
• Telegraph.co.uk/
| 20 settembre 2010 | • Vai all'articolo
A MILANO SALVADOR DALÍ, IL SOGNO SI AVVICINA
• Arcadja.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
INDIMENTICABILE LUISE BOURGEOIS
• Artapartofculture.net
| 18 settembre 2010 | • Vai all'articolo

DOPO TRENT'ANNI IL GRAND PALAIS PRESENTA LA RETROSPETTIVA DI CLAUD MONET
• Ilgiornaledellarte.com
| settembre 2010 | • Vai all'articolo
MONET, VENDUTI ONLINE 80 MILA BIGLIETTI. DOPODOMANI LA MOSTRA
• Ilgiornaledellarte.com
| settembre 2010 | • Vai all'articolo

CIAO SANDRA, SIAMO DIVENTATI GRANDI RIDENDO CON TE. GRAZIE
• Youtube.com
| 1970 | • Ascolta le canzoni

lunedì 20 settembre 2010

Torna l’inossidabile Dorfles, icona del Novecento. Gillo, ci seppellirai tutti

Il padre del MAC in mostra al Max di Chiasso dopo l’antologica in vita da poco celebrata a Milano

C'è chi dice malignamente che un critico d'arte sia un artista fallito. Gillo Dorfles, artista e al contempo critico  del MAC, Movimento Arte Concreta, così ne descrive l'anima. L'arte concreta è  «basata soltanto sulla realizzazione e sull’oggettivazione delle intuizioni dell’artista, rese in concrete immagini di forma-colore, lontane da ogni significato simbolico, da ogni astrazione formale, e mirante a cogliere solo quei ritmi, quelle cadenze, quegli accordi, di cui è ricco il mondo dei colori», mentre di suo pennello se ne trovano taluni esemplari in mostra al M.A.X. di Chiasso (ma la creatività si è seccata anche negli acronimi degli spazi espositivi? Tra Maxxi, Max, Macro, Mac.. è tutto un florilegio!) Dentro o attorno al  gruppo di artisti non mancano di certo i grandi nomi, tra cui lo stesso Dorfles che impera con penna e pennello, un Fontana sulla via del ritorno, un Sottsass in pellegrinaggio spirituale, un gradioso e marchettaro (e tardivo) Balla. Il MAC nasce nel 1948 a Milano in occasione della mostra alla Libreria Salto dove è stata esposta la prima cartella d’arte concreta, per poi morire poco dopo, nel 1956. Per i concretisti l'arte attinge direttamente dalla creatività degli artisti. Basta simbolismo, basta astrazione lirica, no alla figurazione. Noi di House Living and Business intervistammo quella "vecchia volpe" di Dorfes pochi giorni prima del suo invidiatissimo 100esimo compleanno (12 aprile 2010) e fu allora che ci rendemmo conto non solo dell'intimo carisma del personaggio (che ha ingoiato l'uomo traghettandolo per direttissima al di là dei comuni mortali), ma soprattutto della sua "volpizie", perdonatemi il neologismo d'intuibile significato, che fa di lui un perfetto sciatore in discesa libera, slalomista, equilibrista. Io e la mia collega gli chiedemmo, con la sincera ingenuità di chi ha poco più e poco meno di trent'anni, se si fosse pentito di qualcosa, come per esempio aver dato sia la vita che la morte al MAC o di aver sottoscritto nel 1971 l'appello dell'Espresso contro il Commissario Calabresi. Le risposte? A parte dire che quando non voleva toccare un argomento inscenava una sordità selettiva o ci rimpinzava di marron glacée (io e la mia coordinatrice editoriale Greta La Rocca abbiamo messo su un chilo in due nel giro di un'oretta) tutto il resto lo potete gustare nella nostra intervista Gillo Dorfles: «Non sono un’icona, non mi pento di niente e non voglio passare alla storia»
di Daniela Paola Aglione

GILLO DORFLES (QUASI) UN ANNO DOPO, L'INOSSIDABILE PADRE DEL MAC TORNA IN MOSTRA
• Tg24.sky.it
| 14 agosto 2010 | • Vai all'articolo
GILLO DORFLES, MOVIMENTO ARTE CONCRETA AL M.A.X. DI CHIASSO
• maxmuseo.ch
| • Vai al sito
GILLO DORFLES, L'AVANGUARDIA TRADITA
• Mostradorfles.it
| • Vai al sito

IL GIOCO DEI PACCHI DI PONTUS HULTEN, IL CRITICO CHE HA FALSIFICATO LE BRILLO DI WARHOL
• Ilgiornaledellarte.com
| 18 settembre 2010 | • Vai all'articolo
INCISIONE DI PICASSO SUPERA IL MILIONE DI EURO ALLA SOTHEBY'S DI LONDRA
• Arteconomy24.com
| 18 settembre 2010 | • Vai all'articolo
NOTTE BIANCA A PALAZZO BARBERINI, SUPERATE LE 30.000 PRESENZE
• Ansa.it
| 20 settembre 2010 | • Vai all'articolo
CATTELAN, C'È ANCHE CHI NUN TE REGGAE CCHIÙ
• Arslife.it
| 20 settembre 2010 | • Vai all'articolo
LA TATE MODERN DEDICA LA PIÙ GRANDE RETROSPETTIVA A GAUGUIN, PEDOFILIO, SIFILITICO, GENIALE
• Telegraph.co.uk
| 19 settembre 2010 | • Vai all'articolo

IL VIDEO "FAR FROM WHERE WE CAME" DI GIULIO SQUILLOTTI VINCE IL PRIUMO PREMIO DI FESTARTE
• Ansa.it
| 19 settembre 2010 | • Vai all'articolo
YOUTUBE AND GUGGENHEIM SHOWCASE VIDEO ARTISTS
• Uk.reuters.com
| 20 settembre 2010 | • Go to the article
PLAYBIENNIAL ON YOUTUBE
• Youtube.com
| 20 settembre 2010 | • Watch the videos
GIUSEPPE PERONACE PER YOUTUBE PLAY, UN FINALISTA ITALIANO SU 23.000
• Barimia.info
| 20 settembre 2010 | • Vai all'articolo
"L'AMANTE" DI GIUSEPPE PERONACE, PREMIO SPECIALE "TUTTODIGITALE" AL 48 HOUR FILM PROJECT 2010
• Youtube.com
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venerdì 17 settembre 2010

An exhibition to face with female stereotypes in the post Soviet Russia

The 1st institutional 20-years feminine art after the perestroika times, activism and gender transformations
 The gender equity seem to be an important subject in current Russia. Soviet policy is steel going on underlining equal right for men and women (as happens in several worldwide States) even if contradictions still happen. Gender theory, as instrument of the socio-cultural analysis, has started to spread in Russia during the perestroika time, the period of consolidation of democratic freedoms, pluralism and openness policy. Russian gender art start growing in the early 90’s when first feminine organization started working in the field of humanitarian research. The first feminine art exhibitions have been held thanks to women art group, during the period of rising public interest to the gender theory, in the 2000ies, and artists as Anna Alchuk or Natalia Kamenetskaya, the art theorists Olesya Turkina and Alla Mitrofanova have played a main role. Ginving examples: Women of Russia (1997), Russian Feminist (1999), Borders of Gender project and Аnamnesis Lapsus Memoriae (1999-2000), Self-portrait of a Woman Artist (2002) sould be considered as the result of this self-determination process. For Olesya Turkina, one of the most important Russian curator, a questions to understand woman’s role, should be “What do You want from me?” in a world where women could be still divided into categories as doll, androgynous, mother… Tomorrow it will start ŽEN d’АРТ, The Gender History of Art in the Post-Soviet Space: 1989–2009, a main women exhibition exploring body language, traditionally feminine social roles and practices in new Russian society of consumption. The Moscow MoMa, after 20 years of institutional silence, is the first presenting this 20-year art experience. Strange but true if looked from our 40 years from feminism and consequent still living right fights, unnecessary underline what is going on here in Italy, where males often embrace the role of bargaining chip. Visitors have the opportunity to see pieces of well-known artist as Katya Kameneva, Dina Kim, Galina Smirnskaya combined with new artworks. The project includes a whole range of events: conferences, web-portal creation, exhibitions, archives and catalogue edition. Curators are Natalia Kamenetskaya and Oksana Sarkisyan. We will see the result of their art focus on the woman’s image in recent Russia. Art stereotype of the most stereotypized subject?

17 SETTEMBRE 2010 - CATTELAN, NON SEI SOLO - Non solo Cattelan è un provocatore, ci sono anche Schmidlin, Černý, Picci


Incolonnate in un sito di curiosità dal mondo si possono vedere alcune opere che hanno suscitato stupore, clamore, disappunto. In bella mostra due sculture di Paolo Schmidlin, Porno Queen, versione hard della Regina Elisabetta e Miss Kitty, un sexy and gay Pope. All'inaugurazione della mostra nella "Cattolica Spagna" pare che il re Juan Carlos non abbia fatto una grinza. In Italia invece l'opera di Schmidlin non ha avuto la stessa fortuna: era una delle opere previste per la cancellata mostra a Milano nel 2007 proposta da Vittorio Sgarbi, Vade Retro. Nel simpatico elenco di sculture "controversial" troviamo Patricia Piccinni classe 1972, l'artista australiana che tra i linguaggi utilizzati, in scultura realizza fiabismi antropomorfi tra l'allegro e il grottesco e Daniel Edwards, lo scultore americano che non risparmia - anzi - neppure i protagonisti della contemporaneità o del gossip.
di Daniela Paola Aglione

10 MOST CONTROVERSIAL SCULPTURES
• Tg24.sky.it
| 14 agosto 2010 | • Vai all'articolo
THE SUN COMMENTA LA PORNO QUEEN
• thesun.co.uk
| 17 febbraio 2007 | • Vai all'articolo
VADE RETRO, LE IMMAGINI DELLA MOSTRA PROIBITA
• Queerway.it
| 10 luglio 2007 | • Guarda le immagini
DANIEL EDWARDS
• Danieledwards.net
| • Guarda il sito
PATRICIA PICCININI
• Patriciapiccinini
| • Guarda il sito
DAVID CERNY
• Davidcerny.cz
| • Guarda il sito

LA VECCHIA SCUOLA DEI NONNI NON VADA IN SOFFITTA. SERIANNI, INTERNET? CON MODERAZIONE
• Adnkronos.com
| 16 settembre 2010 | • Vai all'articolo
DONNA INGLESE RESTITUISCE PISTOLA DEL XVIII SECOLO AL MUESO STIBBERT RUBATA DURANTE L'OCCUPAZIONE INGLESE
• Beniculturali.it
| 16 settembre 2010 | • Vai all'articolo
IL LOUVRE DÀ IL VIA ALLE ANALISI CHIMICHE PER IL RESTAURO DELLA GIOCONDA DI LEONARDO
• Theartnewspaper.com
| 16 settembre 2010 | • Vai all'articolo
ART TERAPHY, LA CREATIVITÀ PER COMBATTERE ANSIE, PAURE E DIFFICOLTÀ NEI BAMBINI ASMATICI
• Theartnewspaper.com
| 16 settembre 2010 | • Vai all'articolo
ROMA, PALAZZO BARBERINI. APRE AL PUBBLICO LA PRIMA GRANDE GALLERIA D'ARTE ANTICA
• Ilgiornale.it
| 16 settembre 2010 | • Vai all'articolo
OMAGGIO A SALVADOR DALÍ, DESTINO CON WALT DISNEY
• Youtube.com
| • Guarda il video
INAUGURATO UPIM POP IN THE CITY A MILANO E ROMA
• Ilsole24ore.com
| 15 settembre 2010 | • Vai all'articolo

Milano Cenerentola del marketing, la retrospettiva di Maurizio Cattelan è in mostra sui media nazionali



 Da Il Corriere della Sera a La Repubblica, da Il Giornale a mezzo www.it, Cattelan espone la sua mostra mediatica

Dopo la Milano da bere arriva la Milano da "pere", quelle da figure barbine e quelle melense da "spararsi" in senso figurato nelle vene. La ex retrospettiva, oggi mini maledetta mostra, tanto chiacchierata dell'altrettanto chiacchierato Maurizio Cattelan che dovrebbe inaugurarsi ufficialmente il 24 settembre, in realtà è già iniziata da un pezzo e si sta svolgendo con ottimi risultati sulla stampa e sul web di tutta Italia (sì perché il resto del mondo non sta badando ai nostri bisticci provinciali) a costo zero per la Giunta della città. Mentre il Maxxi registra 100.000 presenze a soli tre mesi dall'apertura, Cattelan, l'artista maledetto da molti, insorge su Il Corriere della Sera, Luca Beatrice s'infiamma su Il Giornale, La Repubblica dibatte sulle locandine della mostra. Sì perché l'ultima news vuole che la città si ridesti dichiarando di non voler associare il logo meneghino all'immagine di quel maledetto Him, l'Adolf Hitler inginocchiato, per paura di offendere la comunità ebraica. Ma si badi bene che se ne "accorge" a stampe fatte, 250 grandi poster e 1000 più piccoli. Almeno un dubbio sui botti finali a suon di marketing, prego! Col ragionevole dubbio del caso, La Repubblica possiede e pubblica la fotografia della locandina incriminata, stampata e appesa con delle puntine. In basso a sinistra, in un'operazione di vedo-non vedo, ecco il logo del comune, mentre l'Ufficio Stampa di Palazzo Reale non rilascia immagini ufficiali. Una telefonata sprecata. Avendo a che fare con il re del "marketing delle anime" Milano impara e meriterebbe l'applauso di Resca, più del mio. Tutta la Giunta si dibatte a colpi alterni, dalla Moratti (sindaco) a Massimiliano Finazzer Flory (cultura) in procinto di separazione consensuale, da Carlo Masseroli (sviluppo del territorio) a Cadeo (non Cesare, quello delle pentole e dell'Idroscalo, ma il fratello Maurizio, quello del decoro urbano). A poco più di un anno e mezzo dalla definizione di "Cenerentola d'Europa" da parte del Financial Times (in tema di urbanistica), Milano continua a fare le prove di maquillage per il ballo delle debuttanti, un ballo che rimanda lei stessa di volta in volta. Tutto questo mentre i nostri cugini francesi votano alla quasi unanimità (tutti meno uno) la legge che vieta il maledetto burqua nei luoghi pubblici e si prefigge di perseguire sia le indossatrici che coloro i quali le obbligano ad indossarlo. Una prova di coraggio, una prova di civiltà. Ecco perché ad un certo punto si diventa esterofili di professione, o traditori di ritorno. Arriva un punto in cui però le carte si scoprono, la storia non mente. A due anni e 11 mesi precisi dalla morte di Ernest Withers, fotografo di Martin Luther King e delle battaglie per i diritti civili, salta fuori che altri non era che un maledetto stipendiato dell'FBI. Una spia, insomma, col cuore d'artista. E le coscienze si smuovono, arriva l'anatema, s'indignano per la doppia anima, umana e immortale di un pezzo di storia che lascia cadere i suoi veli. Spesso però a tutto c'è rimedio, tutto si può aggiustare. Una pezza, soprattutto se si tratta di una pezza di cartamoneta, può risarcire il danno, come i Tribunali insegnano. Ed ecco che la maledetta Lehman Brothers tenta la pezza mandando all'asta vasellame e preziosi quadri da Sotheby's il 25 settembre e da Christies il 29. L'indignazione non ha prezzo, per tutto il resto c'è Mastercard.
di Daniela Paola Aglione

LUCA BEATRICE SU CATTELAN-MORATTI, UN "VAFFANCULO" A TEMPO DETRMINATO
• Ilgiornale.it
| 15 settembre 2010 | • Vai all'articolo
MILANO, NO ALL'HITLER INGINOCCHIATO PER LE LOCANDINE DELLA MOSTRA DI CATTELAN
• Ilgiornale.it
| 15 settembre 2010 | • Vai all'articolo
MORATTI FINAZZER, IL DIVORZIO ANNUNCIATO. DA MAGGIO TORNO AD ESSERE UN UOMO LIBERO
• Milano.repubblica.it
| 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo
ERNEST WITHERS, IL GRANDE FRATELLO DI MARTIN LUTHER KING, ERA UN AGENTE DELL'FBI
• Lastampa.it
| 15 settembre 2010 | • Vai all'articolo
WITHERS THE ORIGINAL CIVIL RIGHT PHOTOGRAPHER IS A SPY
• Commercialappeal.com
| 12 settembre 2010 | • Vai all'articolo
HIRST, FREUD, RICHTER E VASI CINESI, LEHMAN BROTHERS METTE ALL'ASTA TUTTO QUEL CHE PUÈ
• Ansa.it
| 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo
BURQUA, CON 246 VOTI A FAVORE E 1 CONTRARIO LA FRANCIA DICE NO
• Adnkronos.com
| 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo
100.000 INGRESSI, ECCO IL MAXXI RISULTATO A TRE MESI DALL'APERTURA. (Milano, impara..)
• Adnkronos.com
| 13 settembre 2010 | • Vai all'articolo

A COME ARTE, A COME ANATEMA - Giuseppe Veneziano si confessa su Arslife, riflessioni post Zeitgeist



Aveva più di 15 anni il castagno che Anne Frank guardava dalla finestra della sua prigione. A fine agosto, orami ammalato, un forte vento lo ha sradicato. Il proprietario del terreno decide così di renderne immortali le spoglie, inviandone frammenti in ogniqualdove. Uno di questi verrà affidato alle cure gentili, alle attenzioni metamorfiche del nostro Giuseppe Penone, cui è stato affidato il compito di traghettare la materia lignea agli oceani dell'eternità, per il parco artistico Kroller-Müller di Otterlo, in Olanda. Gesto cortese, la provocazione a riposo, sostituita da più confortevoli aure estetizzanti. Confortevoli come il gesto artistico di un Ugo Nespolo - di cui pubblicheremo l'intervista esclusiva che ha rilasciato ieri per HOUSE, LIVING AND BUSINESS Nr.6 - che della patafisica coglie l'aspetto giocoso, che delle contaminazioni con il mondo della moda, dell'arredamento o dell'editoria vuole cogliere quella capacità d'avvicinamento ad un pubblico più vasto. Lo stesso pubblico, più o meno scremato, più o meno sezionato, più o meno intenzionato, che osserva e/o compra e/o frequenta i mondani mondi dell'arte. Tutti in silenzio a seguire le bizze di un Cattelan indaffarato a comprare una moquette rossa, neanche si trattasse di trovare il Santo Graal, a vedersi un Bros (chiamato per l'occasione Davide e non Daniele, Nicolosi ndr.) in prima pagina dal Corriere della Sera del 4 agosto 2010, che ne conclama l'artisticità, a stupirsi per una Chiesa Ortodossa Russa offesa nell'intimo per le opere degli Alexander Kosolapov o dei Blue Noses di turno. Ma come recita il vecchio adagio di La Rochefoucault, Parlar bene o parlar male di una persona, l'importante è che se ne parli. Il sapore cambia quando a parlar di qualcuno lo fa il soggetto stesso. Giuseppe Venziano parla di sé, firmando un pezzo-confessione-spiegazione-giustificazione su Arslife il 13 settembre 2010. "L’arte, da sempre, ha dovuto fare i conti con un sistema sociale che tenta di imporre le proprie regole. Ma tutti sappiamo che non esiste arte se non c’è piena libertà di espressione da parte dell’artista". Non è stato semplice leggere quel soliloquio ricco di superfici piane e sdrucciolevoli. Mi sono affidata ad una delle tante spiegazioni possibili per quel "sistema sociale", quella del sociologo statunitense del secolo scorso Talcott Parsons: Ne Il sistema sociale Parsons definisce il sistema come un insieme interrelato di parti che è capace di autoregolazione e in cui ogni parte svolge una funzione necessaria alla riproduzione dell’intero sistema (fonte Wikipedia). Difficile credere che una qualche entità superna quale il suddetto sistema sociale, entri nel sistema dell'arte per dettarne delle regole. Sono forse i soggetti stessi del Sistema dell'Arte che premono nei limiti del proprio potere per convogliare artisti, scambi di mercato, valori da investimento, marketing delle anime. Come sottolinea il Giornale dell'Arte nella sua indagine, l'Anticlassifica, stilata tirando le somme delle preferenza dei propri lettori a livello internazionale. Veneziano scomoda dalle tombe Socrate, Piero Aretino, Caravaggio, Galileo, Goya, Oscar Wilde, Egon Schiele e Pasolini per citare alcuni esempi di artisti di "rottura", dimenticandosi comodamente che l'hegeliano concetto di tesi - antitesi - sintesi può avere più campi d'azione, persino la ciclicità evolutiva del pensiero e delle correnti artistiche. Ma Veneziano si ostina nel ritagliarsi un'immotivata redenzione su cui invito alla riflessione: "Ho riflettuto a lungo sul perché alcune mie opere scandalizzino e siano oggetto di polemiche. Anche in questo caso la questione è complessa. Ogni società civile è retta da diverse istituzioni. L’istituzione è regolata dalla moralità dei comportamenti umani. Tuttavia, la categoria della morale non ha niente a che fare con l’arte: assolutamente niente. Ecco perché l’istituzione e l’arte sono sempre inconciliabili, tranne quando l’artista si attiene alle direttive che vengono impartite dal sistema istituzionale. Il quel caso, però, parliamo di arte di stato, o di arte di regime." La morale ha a che fare con l'uomo stesso, difficile scinderla dalla sua stessa identità, benché ne segua i cicli storici. La domanda dovrebbe essere piuttosto "quale morale" o più imperfettamente "quali morali" ci accompagnano e la mia domanda sincera che rivolgo a Giuseppe Venziano è quale sia l'arte di regime qui, in Italia, oggi. Non molti sanno che a Milano a maggio si è consumata nel silenzio, alla galleria Antonio Battaglia, Cronache Mitologiche, la personale di Filippo Panseca, "ucciso" - come lui stesso afferma in un'intervista al Corriere della Sera del 23 agosto scorso, per essere stato amico dei potenti (Bettino Craxi, ma anche Silvio Berlusconi) nella Milano da bere, andata di traverso dopo Mani Pulite e quindi considerato artista di regime, quello socialista. Molto rumore per nulla, Veneziano, meglio il pennello che la penna.

GIUSEPPE VENEZIANO, RIFLESSIONI POST ZEITGEIST
• Arslife.it
| 13 settembre 2010 | • Vai all'articolo
GIUSEPPE PENONE FIRMERA' L'OPERA TRATTA DAL CASTAGNO SRADICATO DI ANNA FRANK
• Lastampa.it
| 9 settembre 2010 | • Vai all'articolo
DAL CORRIERE DELLA SERA, SEPPUR ARTE QUELLO CHE FA BROS E' ILLEGALE
• Corriere.it
| 4 agosto 2010 | • Vai all'articolo
ANTICLASSIFICA, L'INDICE DI GRADIMENTO DEI LETTORI DEL GIORNALE DELL'ARTE
• Ilgiornaledellarte.com
| settembre 2010 | • Vai all'articolo
DAL CORRIERE DELLA SERA, PANSECA UCCISO DAL ROVESCIAMENTO DI REGIME
• Corriere.it
| 23 agosto 2010 | • Vai all'articolo

RESCA FIRMA IL PROTOCOLLO D'INTESA PER EXPO 2015, STAREMO A VEDERE
• Ilvelino.it
| 13 settembre 2010 | • Vai all'articolo
TOP LOT SETTIMANA 36, ASPETTANDO I MIGLIORI LOTTI IN ASTA A SETTEMBRE
• Arcadja.com
| 10 settembre 2010 | • Vai all'articolo

giovedì 9 settembre 2010

Rassegna Stampa Arte 9 settembre 2010

9 SETTEMBRE 2010 - SCIENZA, QUESTO MALE NECESSARIO




Paesaggi a rischio e opere ammalate di eccesso di umanità

Vigneti si trasformano in campi fotovoltaici,
Cappella Sistina chiede cure preventive contro fiato e peli umani


Lettura faticosa, per quell'italiano arcaico e la struttura compositiva ancora troppo poco demodé per dirsi fascinatrice, quella del libro "I Kemi" di Umberto Sborgi, Professore di Chimica del secolo scorso, la favola scientifica che narra di questo popolo - i Kemi appunto - di scienziati e filosofi che, distaccatisi ed isolatisi volontariamente dall'umanità al suo ingresso nel Medioevo, ha proseguito un percorso scientifico, politico e sociale, insomma una vita, costruita sul rispetto per la natura e per le delicatezze umane, il pensiero, il corpo, la sottile creatività individuale. Un libro del 1949 poetico e visionario che già allora parlava di sistemi fotovoltaici ad altissima efficienza, di miscele alchemiche che addolciscono lo spirito... Oggi la scienza veste i panni di malevola portatrice di brutture, accozzaglie meccanico-elettroniche pronte ad invadere il paesaggio italiano (e non) deturpando e sfigurando con pale eoliche e sistemi fotovoltaici che spazzano vigneti e squisiti pendii. Siamo alle solite, vogliamo tutti la bolletta più economica, l'aria più pulita, basta che lo scempio sia fatto "altrove". Ma anche l'altrove da qualche parte pur si deve trovare, che si tratti di nucleare e di energie pulite. A seguito della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali dell'8 luglio arrivano le linee guida per le energie rinnovabili. Le Regioni hanno 90 giorni per disporre leggi ed applicazioni per province e comuni, definendo ad esempio le aree non idonee, tutelandole per il loro interesse paesaggistico, definizione che da mediarsi con l'urgenza e la pubblica utilità. Di ieri la notizia che il Ministro Bondi istituirà una Commissione di esperti chiamati a valutare l'impatto paesaggistico degli impianti, in riferimento ai progetti fotovoltaici nell’oasi di San Francesco in Umbria e in alcuni comuni del Parco Nazionale d’Abruzzo. La domanda che mi nasce spontanea è se esistano oggettivamente luoghi "meritevoli" di brutture, se di questo si tratta, seppure necessarie. Chissà perché un'area industriale dismessa debba essere considerata brutta in sé e per sé. Per fare un esempio, i brontosauri di archeologia industriale di Breda e Falk a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, esprimono con invadente silenzio i residui di una civiltà industriale che ha tracciato la storia della Liverpool italiana, si innalzano al di sopra del profilo urbano col medesimo accento dei sinuosi pendii Umbri, soltanto raccontano una storia diversa. Una l'ha scritta soltanto l'uomo, l'altra storia è a quattro mani, natura-uomo. Ma l'altrove vuole un dove, l'energia s'ha da fare, che faccia male il meno possibile. Tutto trasla in affidamento alle intelligenze individuali di coloro che saranno chiamati a decidere delle sorti del paesaggio, che si tratti di Enel, che si tratti di proprietario terriero o di Commissario per la tutela del paesaggio. Un'avventura di non semplice prevedibilità. Il mondo cambia pelle e si prepara ad indossare un manto di responsabilità condivisa che deve fare i conti con gli interessi personali. L'uomo è e resta saldamente ancorato al centro del pensiero collettivo, nonostante le speranze antiumaniste di Alberto Abruzzese, quand'anche col proprio comportamento rispettoso rappresenta il maggior rischio di decadimento del capolavoro di Michelangelo nella Cappella Sistina, soltanto per il suo essere umano, fatto di carne e sangue, respiro e scorie epiteliali - la pressione antropica - come racconta a La Repubblica il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci. L'opera suprema del maestro all'umanità è minacciata dall'umanità stessa in quanto... umana e vivente. Difficile fare i conti con tutto questo, con la lotta per la sopravvivenza quotidiana che giustamente ambisce all'eternità.
di Daniela Paola Aglione

ARRIVANO LE REGOLE SALVAPAESAGGIO CONTRO LE BRUTTURE FOTOVOLTAICHE O EOLICHE
• Ilgiornaledellarte.it
| 5 settembre 2010 | • Vai all'articolo
BONDI, COMMISSIONE DI ESPERTI PER VALUTARE L'IMPATTO PAESAGGISTICO
• Beniculturali.it
| 8 settembre 2010 | • Vai al sito
PAOLUCCI DAI MUSEI VATICANI, LA PRESSIONE ANTROPICA MINACCIA CAPPELLA SISTINA
• Repubblica.it
| 9 settembre 2010 | • Vai all'articolo
ALESSANDRO BARICCO, PREMIO LETTERARIO GIOVANNI BOCCACCIO 2010
• Adnkronos,com
| 9 settembre 2010 | • Vai all'articolo
CHIARA DYNYS IN SAVE ME, OBIETTIVO SALVIAMO LA NATURA
• Adnkronos.com
| 9 settembre 2010 | • Vai all'articolo


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mercoledì 8 settembre 2010

RASSEGNA STAMPA ARTE 8 Settembre 2010

8 SETTEMBRE 2010 – PATAFISICA D’AUTORE



Erudizione e ironia a go-go, oggi è il Capodanno della Patafisica!

Se l’erudizione si trasforma con google, l’ironia è in via d’estinzione, specie se accostata alla prima variabile

L'8 settembre 1973 nasceva in Francia tal Alfred Jarry, provinciale e bizzarro figuro cui si devono alcuni meriti, quali opere del teatro dell'assurdo (Ubu Roi ne è l'esempio), la possibilità di capire successive correnti artistiche quali Dadaismo e Metafisica, ma soprattutto l'aver fondato e inventato la patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie, corrente artistica e di pensiero che esplora i territori attigui alla metafisica, si sofferma sulle eccezioni che affiancano le regole, celebra l'assurdo. Quanta nostalgia oggi questo 138° Capodanno: the day after X Factors 4 (che ho guardato e gradito come le altre migliaia di spettatori) che mi rammenta quanto spesso i sogni si prendano su somministrazione volontaria; due giorni dopo il brutale assassinio del Sindaco - ecologista nel senso più ampio del termine - Angelo Vassallo, che mi ricorda quanto si possa esser tristi per una cellula di legalità soffocata nel fango tumorale che infetta la nostra società piccolo-arrivista; il giorno dopo la morte del Popolo delle Libertà, che mi ricorda quanto sterili possano essere gli starnazzi che piallano adamantini "corridoi del potere" quand'ancora riecheggia nelle orecchie di molti la deandréana lezione che è dal letame che nascono i fior (PS: termina il 10 ottobre a Palermo, all'Ex deposito Locomotive Sant'Erasmo, "Fabrizio De André. La Mostra" l'hommenage che il capoluogo siciliano rende al grandioso poeta cantastorie a 10 anni dalla morte). La giostra gira e balla tra italiani accusati per il furto della famosa tela "I Papaveri" di Van Gogh al Museo Mahmoud Khalil al Cairo, notizia strombazzata e poi smentita, polemiche su dita medie che si erigono soltanto nel nome dell'arte a Piazza Affari a Milano, mentre si snodano le class actions per i virus finanziari che infettano le Borse internazionali e quelle dei privati cittadini... e chi più ne ha più ne metta. Se l'erudizione - nonostante le teorie superficialiste di googoliana matrice teorizzate dal giornalista Nicholas Carr nel suo The Shallows How the internet is changing the way we think, read and remember - appare ancora un traguardo arrivabile nella stragrande maggioranza dei Q.I., è l'ironia quel bene necessario che - a mio avviso - dovrebbe essere infuso nella miscela quotidiana del caffè del buongiorno.

di Daniela Paola Aglione

Rassegna stampa Arte 7 settembre 2010


7 SETTEMBRE 2010 – SPECIALE ARTE FIERE AL 12/2010



Fiere d’Arte 2010, arrampicata libera tra artisti galleristi e compratori

Autunno-inverno 2010, arte prêt à porter a caccia d’affari: talenti consolidati o new entries?


ARTE | Riapre la stagione autunnale, tanti gli appuntamenti fieristici in materia d’arte fino alla fine del 2010. HOUSE, LIVING AND BUSINESS propone una selezione delle più importanti Fiere d’Arte, imperdibili per importanza o per il desiderio di andare a caccia di talenti nuovi. Un occhio all’investimento, uno alla dimensione estetica cercando il più possibile di evitare grotteschi strabismi. Meglio insomma riuscire a coniugare cultura e mercato facendoli scorrere su binari paralleli. Non è sempre facile arrampicarsi per assurgere a queste vette, ma neppure così impossibile!

KIAF 2010 – KOREA INTERNATIONAL ART FAIR – SEOUL – dal 9/09/2010 al 13/09/2010
• Kiaf.org | • Vai al sito
ShCONTEMPORARY 2010 – SHANGAI – dal 9/09/2010 al 12/09/2010
• ShContemporary.org | • Vai al sito
THE NORDIC ART FAIR – COPENHAGEN – dal 17/09/2010 al 19/09/2010
• Artcopenhagen.dk | • Vai al sito
6th LIVERPOOL BIENNIAL – LIVERPOOL – dal 18/09/2010 al 29/11/2010
• Biennial.com | • Vai al sito
ART FORUM BERLIN – BERLIN – dal 07/10/2010 al 10/10/2010
• Art-forum-berlin.de | • Vai al sito
ARTVERONA – VERONA – dal 14/10/2010 al 18/10/2010
• Artverona.it | • Vai al sito
FRIEZE ART FAIR – LONDON – dal 14/10/2010 al 17/10/2010
• Friezeartfair.com | • Vai al sito
FIAC! – PARIS – dal 21/10/2010 al 24/10/2010
• Fiac.com | • Vai al sito
ARTISSIMA17 – TORINO – dal 5/11/2010 al 7/11/2010
• Artissima.it | • Vai al sito
SOFA CHICAGO 2010 & NEW – CHICAGO – dal 5/11/2010 al 7/11/2010
• Sofaexpo.com | • Vai al sito
SCOPE ART SHOW – LONDON – dal 16/11/2010 al 19/11/2010
• Scope-art.com | • Vai al sito
CONTEMPORARY ISTANBUL – ISTANBUL – dal 25/11/2010 al 28/11/2010
• Contemporaryistanbul.com | • Vai al sito
SCOPE ART SHOW – MIAMI – dal 1/12/2010 al 5/10/2010
• Scope-art.com | • Vai al sito
ART MIAMI – dal 1/12/2010 al 5/10/2010
• Art-miami.com | • Vai al sito
ART ASIA FAIR – MIAMI – dal 1/12/2010 al 5/10/2010
• Artasiafair.com | • Vai al sito
ART BASEL MIAMI BEACH – MIAMI BEACH – dal 2/12/2010 al 5/10/2010
• Artbaselmiamibeach.com | • Vai al sito

FEDERALISMO: IL DAVID CONTESO TRA STATO E FIRENZE
• Ansa.it |15 agosto 2010 | • Vai all’articolo
DA OTTOBRE A PALAZZO STROZZI IL CUBO SPECCHIANTE DI PISTOLETTO
• Adnkronos.com | 6 settembre 2010 | • Vai all’articolo

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lunedì 6 settembre 2010

I “tableaux vivants” di Vanessa Beecroft allo Studio Nicoli di Carrara



Forse una delle ultime performace di Vanessa Beecroft prima dell'annunciata metamorfosi, quella che si è vista sabato nel chiuso ed intimo splendore degli studi Nicoli. Fila lunghissima per partecipare dei venti corpi nudi delle modelle immobili, i piedi nella polvere, nel conosciuto ma sempre invincibile e ipnotico distacco, corpi mescolati a quelli immortali dei gessi. Con VBmarmi. carrara La Beecroft - ieri nominata dal sindaco Zubbani "ambasciatrice" di Carrara nel mondo - mette in atto l'accostamento forzato tra la vita e il calore delle modelle e il freddo e l'immobilità della pietra ... per mescolare i canoni estetici inarrivabili delle fashion model a quelli comuni, mostrando come spesso la bellezza non sia necessariamente perfezione delle forme, ma la particolarità che rende unico ogni corpo. Vanessa Beecroft annuncia un'imminente nuova fase del suo lavoro che la porterà a realizzare opere in cui i corpi saranno corpi costruiti con un collage di marmi diversi in modo da essere antimonumentali.

I CORPI ANTIMONUMENTALI DELLA BEECROFT AL LABORATORIO NICOLI
• Repubblica.it
| 5 settembre 2010 | • Vai all'articolo
PERFORMANCE DELLA BEECROFT ALLA BIENNALE DI CARRARA
• Adnkronos.com
| 4 settembre 2010 | • Vai al sito
IN CODA PER LE MODELLE DELLA BEECROFT A CARRARA
• Ansa.it
| 5 settembre 2010 | • Vai al sito
ARSLIFE, RIFLESSIONI AL VETRIOLO SULLA TREMONTI A MILANO
• Arslife.it
| 6 settembre 2010 | • Vai all'articolo
DAMIEN HIRST ACCUSATO DI PLAGIO
• Adnkronos.com
| 3 settembre 2010 | • Vai all'articolo
HIRST, PLAGIO O INVIDIA?
• Exibart.com
| 5 settembre 2010 | • Vai all'articolo
LARRY GAGOSIAN APRE GALLERIA A PARIS
• Flashartoniline.it
| 3 settembre 2010 | • Vai all'articolo
MEDICAL WOODBLOCK PRINTS FROM 19th CENTURY JAPAN
• Pinktentarticle.com
| 6 settembre 2010 | • Vai all'articolo
TOP LOT SETTIMANA 35
• Arcadja.com
| 3 settembre 2010 | • Vai all'articolo

di Daniela Paola Aglione

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venerdì 3 settembre 2010

Novità nella Pop art, da movimento artistico a fenomeno rave e Upim




Tribù postmoderne si contendono le ceneri della Pop Art soffiate ad uso del marketing o dell’underground

ARTE | Inizia oggi a Bassano del Grappa Infart 2010 - Hallo nasty! (lett. ciao cattivo), la tre giorni che porta nella cittadina di poco oltre quarantamila anime venete una fitta schiera di street artists tra cui il pluricitato Bros e altri 60 tra italiani e stranieri, Roa e Resto dal Belgio, Zosen a Sabotajealmontaje dalla Spagna, il francese C215. Oltre all'allestimento video che racconta 30 anni di street art (e un progetto editoriale), un incontro per discutere - educare i giovani come dice l'ufficio stampa - di mafie tra parole e note musicali ma soprattutto tanti, tanti appuntamenti musicali e performance pittoriche che profumano di rave. Nell'altra metà del cielo invece Milano e Roma rassettano casa per i prossimi appuntamenti di metà settembre, il 15 a Milano via B. Aires e Piazzale Corvetto e il 17 a Roma, Piazza S. Maria Maggiore e Via Tusculana che porteranno l'arte Pop ed il suo massimo rappresentante - nientemeno che Andy Warhol con le sue «Liz Taylor», «Liza Minelli white ground», «Flowers», «Marilyn», «Mao», «Ladies and Gentlemen», «Campbell's Soup Dress»... direttamente nei 4 principali shopping mall italiani. Sì perchè l'Upim da quando è passata al gruppo Coin s'atteggia a centro commerciale e siccome la storicità vuole che il marchio sia pop nel gusto e nel prezzo, Coin ne ennesima la potenza aggiornandone forma e contenuti, per meglio incontrare i gusti degli acquirenti, vestendo i punti vendita da punti di ritrovo. Mi sembra quasi di vederle queste tribù postmoderne... di qua pionieri affamati di esperienze che affollano o rimpolpano le fila di spettatori e attori della street art, di là i fashion victims dal borsello snello che affollano e rimpolpano le file... alle casse!

TRE GIORNI DI URBAN ART, MUSICA, LIVE PERFORMANCE E MEETING ANTIMAFIA
• Corrieredelveneto.it
| 3 settembre 2010 | • Vai all'articolo
INFARTCOLLECTIVE, STREET ART AND MORE
• Infartcollective.com
| settembre 2010 | • Vai al sito
URBAN FESTIVAL E BASSANO DEL GRAPPA
• Artsblog.it
| 3 agosto 2010 | • Vai all'articolo

INFART 2010 - HALLO NASTY!
• Youtube.com
| 2 agosto 2010 | • Guarda il video

UPIM POP, A SETTEMBRE WARHOL IN MOSTRA NEI MALL DI ROMA E MILANO
• Adnkronos.it
| 1 settembre 2010 | • Vai all'articolo
ANDY WARHOL ALL'UPIM DI MILANO E ROMA
• Iltempo.it
| 1 settembre 2010 | • Vai all'articolo
L'UPIM SI FA POP COL GRUPPO COIN
• Gruppocoin.it
| 1 settembre 2010 | • Vai all'articolo

MILANO STREET ART? NUOVE FRONTIERE CHE NON MOLESTANO ANZI
• Repubblica.it
| 3 settembre 2010 | • Vai all'articolo
TONY CRAGG, 30 ANNI D'ARTE ALLA CA' PESARO DI VENEZIA
• Arslife.it
| 3 settembre 2010 | • Vai all'articolo
TOP LOT SETTIMANA 30
• Arcadja.com
| 3 settembre 2010 | • Vai all'articolo


di Daniela Paola Aglione

BIENNALE DI ARCHITETTURA: SGARBI, LA POLITICA E IL PERICOLOSO AMORE PER ...


LA VIDEOINTERVISTA di Greta La Rocca a Vittorio Sgarbi alla Biennale di Architettura a Venezia per HOUSE, LIVING AND BUSINESS

giovedì 2 settembre 2010

Tremonti e Cattelan, gli artisti che mettono in croce Milano



Riapre la stagione artistica meneghina tra polemiche nepotiste e perbenismo


Milano si prepara alla riapertura della stagione artistica. Con esercizi di equilibrismo di notevole fattura e col solito grembiulino cerchiobottista ben stirato, cerca di non pestare troppi piedi. Dopo la mancata condanna a Bros e la legalissima mostra di street art al Museo delle Scienze e delle Tecniche, con tanto di progetto d’arte pubblica tra Assessorato alla Cultura e Gisella Borioli di Superstudio Più, Milano oggi allontana possibili tempeste bocciando il cavallo INRI di Cattelan per eccesso di contiguità con il Duomo, poi un po’ torna sui suoi passi concedendo all’artista di esporre il Papa colpito dal meteorite – col benestare della Curia – e di fare il dito medio a Piazza Affari, ma solo quello figurato di Omnia Munda Mundi, tra le critiche di Masseroli & Co. La mostra di Maurizio Cattelan è prevista per il 24 settembre a Palazzo Reale benché sul sito del sito ad oggi tutto tace, forse perché col risicato budget al posto della grande retrospettiva ci sarà soltanto un assaggio magro magro di sole quattro opere, una delle quali collocate fuori dal Palazzo. La Milano morattiana apre concretamente la stagione al Gam, Palazzo Reale, con “Angiola Tremonti scultura 2000 – 2010″, la personale del componente esterno della Commissione Arredo e Decoro Urbano del Comune di Milano (in buona compagnia di Stefano Zecchi, Giorgio Forattini, Gabriele Basilico, Arnaldo Pomodoro, Andreas Kipar e altri) e sorella del Ministro dell’Economia. Classe 1948, Angiola Tremonti prima di dedicarsi all’arte (dal 1988 come da sua biografia) si dedica alla didattica, allo sport, al sociale. Il 16 settembre inaugureranno la sua mostra il Sindaco Letizia Moratti e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, che così ne commenta le opere: le figure poliformi di Angiola Tremonti danno corpo a un’emozione intima e profonda dell’animo(…) per provare a sondare le sue forze primigenie e misteriose là dove realtà e sogno si confondono creativamente”. Il Curatore (e stipendiato de Il Giornale) Luca Beatrice, così definisce il lavoro della Tremonti le sue mille idee confusamente e creativamente sovrapposte l’una sull’altra (…) Un corpus messo insieme con coerenza e impegno, nonostante le continue digressioni esterne(…) Fantasia e rigore, immaginazione e fermezza. Sono gli ossimori entro cui si muove l’artista davvero concentrata sul messaggio e sul senso del suo fare che sembrano più il giudizio della maestra al tema di un’alunna. Interessante la duplice presenza di donne crocifisse, quella della Tremonti (Mabilla Crocefissa) e quella di Cattelan. Cosa si può pensare di questa coincidenza bipartisan? Magari soltanto che non c’è due senza tre, alle politiche di Milano manca pochissimo e tra i candidati c’è anche il bel Boeri…

domenica 8 agosto 2010

IDEECOSTRUTTIVE TORNA A SETTEMRE

Ideecostruttive work in progress – torna a settembre
Dal caos del linguaggio delle idee alla trasparenza delle scelte condivise sulla cultura dell’abitare


A partire dalla green economy e dall’ecosostenibilità ambientale continueremo
ad interrogarci sul senso dell’abitare.

Dopo le tappe milanesi partite l’11 giugno dalla Triennale e concluse il 22 luglio alla Design Library, il ciclo d’incontri, *il laboratorio dell’Industria dell’Abitare, riparte da Settembre e proseguirà tutto il 2010 facendo tappa nelle principali città italiane, per discutere con i protagonisti, intellettuali – professionisti – imprenditori, e con voi cittadini, sulle trasformazioni delle forme dell’abitare. Con aperture, scambi e contaminazioni tra Energie alternative, Urbanistica, Sociologia, Eco pensiero, Architettura, Design, Edilizia, Costruzioni, Real Estate, Tecnologia, Arte, Arredamento, Cultura verde.

IL CALENDARIO DI IDEECOSTRUTTIVE*
AUTUNNO/INVERNO 2010


IDEECOSTRUTTIVE*7
Il 23 Settembre 2010 saremo a Milano, presso l’Ordine degli Architetti

IDEECOSTRUTTIVE*8 e 9
Il 7 Ottobre 2010 saremo a Biella, presso Cittadellarte Fondazione Pistoletto e a Milano presso l’ADI (Associazione Disegno Industriale)

IDEECOSTRUTTIVE*
A Novembre 2010 saremo a Brescia, presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia, a Milano presso l’Urban Center e a Roma.

Saremo anche a Lugano, Bergamo, Genova, Torino, Venezia, Bologna, Ascoli Piceno,
Urbino e Napoli.

Invitiamo voi cittadini a segnalarci dove vorreste facessimo tappa, invitiamo le istituzioni o gli spazi pubblici a segnalarci la loro disponibilità a collaborare con noi ospitando uno degli incontri a concorso@ecohousing-art.it

Io e il resto dello staff del concorso siamo in vacanza, torniamo l'1 settembre 2010

sabato 7 agosto 2010

Derrick de Kerckhove «Siamo tutti cyborg, e lo siamo da un pezzo! Google is making us stupid»

Oggi esiste la capacità di collegare l'elettricità interna con in sistema nervoso
del pianeta, la nostra nuova identità è di tipo connettivo. McLuhan aveva torto.

La nascita del Web risale al 6 agosto 1991, giorno in cui Berners-Lee mise online su Internet il primo sito Web. Inizialmente utilizzato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile 1993 il CERN decide di rendere pubblica la tecnologia alla base del Web. A tale decisione fa seguito un immediato e ampio successo del Web in virtù della possibilità offerta a chiunque di diventare editore, della sua efficienza e, non ultima, della sua semplicità. Con il successo del Web ha inizio la crescita esponenziale e inarrestabile di Internet ancora oggi in atto, nonché la cosiddetta “era del Web”. Questo pezzo non poteva che iniziare così, con una spiegazione semplice e stringata del web, una citazione di Wikipedia. La piacevole e lunga chiacchierata con Derrick de Kerckhove è semplicemente spiazzante, disorientante e gravida di aspettative, soprattutto per una non nativa digitale come me. Infatti mi sento più una zia del web, “vecchia” nonostante non lo sia, restìa verso alcune forme tecnologiche di integrazione connettiva, ma sinceramente curiosa e da oggi decisamente più propositiva. Un sentimento che non poteva che nascere dall’erede spirituale di Marshall McLuhan.

Qual è lo status quo del rapporto uomo-reti digitali, nel mondo? Mi mappa una fotografia mondiale? Cosa sta succedendo, oggi?
ride Wow! Ci sono due o tre fotografie possibili. La prima che ricordo è del 2001. Era una mappatura elaborata dalla ripresa su scala mondiale di 8 ore di registrazione satellitare, per localizzare con precisione tutte le reti elettriche in corso durante quel periodo di tempo. Quella è una visione significativa perché è l’elettricità a dare la dimensione reale e profonda della realtà contemporanea, ancor più che la diffusione di internet, perché alla base tutto c’è l’elettricità.

Vedere quella fotografia dà realmente la sensazione per poter dire, ok è di questo che si tratta. Soltanto dopo si può unire l’elettricità al linguaggio, per vedere una condizione completamente diversa da tutte quelle che abbiamo pensato prima.
È globale ma è anche iperlocale. La località infatti ha perso l’orizzonte, è in tempo reale per tutto, è accesso da tutto a tutti e da tutti a tutti gli altri. Una situazione che non abbiamo mai conosciuto nel mondo, una situazione twitterata, dove i fatti possono circolare e qualsiasi cosa succeda, in qualunque parte del mondo posso sapere e creare un gruppo d’interesse.
Questa è la dimensione in cui noi siamo, l’idea grande e generale, insieme a una quantità fenomenale di altre tecnologie che la rendono ancora più complessa, le nanotecnologie, la genetica tutte cose che dimostrano quanto siamo noi a prendere il controllo sulla Natura invece di essere sotto il suo controllo.

In più la situazione è molto molto accelerata, febbrile, cosa che ci pone davanti a nuove sfide globali quali l’ambiente o la geopolitica selvaggia che continua a funzionare oltre le intenzioni direi più pure. Io penso che la fotografia reale è quella di un mondo che comincia a capire i suoi limiti, comincia a capire che non si salva da sé, ma dobbiamo essere noi a crearne la salvezza. Pensare che tutte le cose che abbiamo fatto fino a questo momento vadano riorganizzate, rese a misura d’uomo, invece che alla misura del Rinascimento, quando l’uomo aveva solo la schiena per portare il corpo, il mio habeas corpus no? dal latino habeas corpus ad subiciendum, cioè “che tu abbia la disposizione del tuo corpo, della tua persona” per affermare il diritto dell’inviolabilità della libertà personale. Stiamo cambiando totalmente l’uomo di Da Vinci.

Alberto Abruzzese, come mi ha raccontato nell’intervista ad HOUSE, LIVING AND BUSINESS, auspica però che il contributo delle reti digitali, intese come protesi tecnologiche dell’uomo, contribuiscano ad affermare un ruolo marginale di questi rispetto al resto del pianeta. Lui ha un pensiero profondamente antiumanista, cito testualmente, identifica nell’umanesimo i peggiori disastri delle politiche attuali perché appunto sono il risultato della continua riaffermazione dei valori dell’umanesimo. Secondo Lei questo fenomeno al rovescio che non vede più l’uomo al centro del mondo, sta realmente accadendo o può accadere?
Deve accadere, sta accadendo e deve continuare ad accadere. Deve cambiare l’etica fondamentale. L’uomo è già cambiato radicalmente dalla cultura medioevale alla cultura rinascimentale, ma sta cambiando ancora, sta diventando connettivo. La connettivtà lo discosta dall’individualità classica e lo si vedrà certamente con i cambiamenti delle leggi e delle problematiche legate alla privacy. L’uomo individualista che è nato nel Rinascimento sta cambiando assieme alla nostra sensibilità. Nel Medioevo l’Inquisizione e la brutalità della Chiesa erano una risposta disperata contro l’arrivo imminente dell’individualismo, allora considerata la crisi della tradizione. Oggi noi siamo in una crisi di tradizioni.

Tutto va molto male in questo sistema classico, anche l’economia e l’ecologia. Il rapporto che abbiamo con la Natura continua ad essere distruttivo, ma soltanto adesso cominciamo a vederlo, a capirlo e a rispondere. Ma per farlo correttamente dobbiamo avere un sentimento dell’essere umano che non sia assolutamente limitato o concentrato su di sé.

Siamo nati in una cultura tribale, con il rispetto totale del padre e della comunità, essendo responsabili verso di questa, un io ancora non ce l’ho. Poi arriva la cultura letterata, l’uomo comincia ad avere potere sulla parola, diventando più consapevole. L’uomo acquisisce una coscienza privata e la afferma ad esempio con le guerre di religione. La libertà dell’individuo era odiosa alla Chiesa, specialmente alla Chiesa spagnola. Oggi la problematica si è rovesciata, la libertà dell’individuo diviene anche un modo di riprendere potere sul corpo dal punto di vista di una accordo legale, culturale e sociale, una sorta di ritorno al Medioevo anche se in modo diverso. La magia medioevale torna su di noi e riprende possesso del corpo seguendolo, trascinandolo, spremendolo, proiettandolo, connettendolo, stirandolo…

I nativi digitali fanno parte di questa fase, non sono certamente cretini, ma non hanno niente nella testa e non hanno bisogno di niente nella testa! Questo è un altro problema, dentro nella testa hanno una nuova estensione digitale che… uh-uh!… ci sono troppe cose oggi che nella testa non si potranno mai mettere!

Per esempio la memoria…
Un tipo di conoscenza condivisa da tutti. Vuol dire che non è più una conoscenza privata, Wikipedia è una conoscenza comune, io conosco il mondo via Wikipedia perché lo condivido esattamente con tutti quelli che vi hanno accesso, questo è il cambiamento fondamentale.

Che non obbliga più ad immagazzinare dentro di sé la conoscenza dato che ce l’ho sempre disponibile.
Questo problema esisteva già dagli antichi Egizi. Una volta che tu hai messo fuori dalla tua testa le condizioni di memoria, tu hai perso la memoria e basta. Noi invece abbiamo fatto un’altra cosa, abbiamo messo tutta la memoria a disposizione di tutti, e in più stiamo mettendo a disposizione anche i principi cognitivi.

In che senso, Professore?
I processi di informazione sono processi cognitivi e sono trattati completamente fuori di te, senza che tu abbia bisogno di aver null’altro se non un computer, di un terminale, un’interfaccia. C’è sempre uno scambio di tecnologie tra il tuo terminale e la conoscenza cloud, la cloud computing ndr. un insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse hardware o software distribuite in remoto e… hello guys! questa è la conoscenza nella nuvola! L’uomo ha conosciuto tre fasi dell’elettricità, la prima è nata col telefono, il telegrafo che porta un segnale. Quella era una fase direi muscolare, dal momento che si tratta di luce, calore, energia. Era la fase analogica. La seconda fase è quella della digitalizzazione cognitiva, esplicita e intelligente. Diviene contenuti di informazione, diviene complessità del linguaggio, una cosa stupenda! A questo punto l’elettricità diviene anche capace di contenere e veicolare tutta la memoria. Adesso siamo nella terza fase, quella della mobilità, del telefonino, dove tu hai a disposizione tutta l’informazione comunque e dovunque, dappertutto e per tutti. Il grande mondo fuori dalla tua testa è un mondo di comunicazione, di scambi in tempo reale, un processo cognitivo permanente.

Massimo Di Felice ha pubblicato da poche settimane il libro Paesaggi Post Urbani, un volume che raccoglie una serie di riflessioni che passano attraverso il meta-attivismo, nuovi sensi che i nativi digitali svilupperanno negli anni a venire, interventi cognitivi e fattivi nella costruzione di nuove geografie dell’abitare da parte delle persone connesse che condividono informazioni e appartenenze… Nelle analisi tra ambito pubblico e privato Massimo di Felice riscontra una crescente promiscuità e facilità di passaggio. Come si lega con il suo pensiero tra linguaggio interno e linguaggio esterno?
Ah, Massimo, lui è un mio caro amico! Vedi, per me il rapporto tra il corpo e il linguaggio è il rapporto di base della condizione umana. O il linguaggio possiede il tuo corpo o viceversa. Nelle tribù la parola orale del capo, del medico, del mago è una parola fuori da tutti i corpi, è tra i corpi, ed essendo tra i corpi li condiziona esercitando su di essi un potere, fa fare ai corpi delle cose. Ma cosa succede quando tu cominci a saper leggere, a saper scrivere? Stai mettendo il linguaggio dentro la tua testa e quando stai scrivendo, controlli il linguaggio.

Quando ti metti a leggere tu il linguaggio lo introduci nella tua testa, è silenzioso. Il nostro amico Cervantes Miguel de Cervantes Saavedra Alcalá de Henares, 29 settembre 1547 – Madrid, 23 aprile 1616 è stato uno scrittore spagnolo, noto per essere l’autore del romanzo Don Chisciotte della Mancia. Fonte Wikipedia spiegava che quando una persona sta leggendo tantissimo sull’epoca medievale, il Don Quijote, ha messo dentro la sua testa un mondo talmente presente che quando esce di casa si trova davanti ad una vera e propria illusione! Vuol dire che la realtà virtuale è una questione legata tanto a Cervantes quanto a William Gibson Conway, 17 marzo 1948 è uno scrittore e autore di fantascienza statunitense naturalizzato canadese, considerato il padre del filone cyberpunk. Fonte Wikipedia. Io penso che il posseso del linguaggio crei l’individuo legale e democratico, crei una civiltà orizzontale e non più verticale, un cambiamento talmente radicale da avere un impatto globale su tutte le forma di vita.

Oggi l’elettricità che sta dentro un corpo è in grado di connettersi con un interfaccia o con l’elettricità che sta dentro un altro corpo e questo è possibile perché esistono le condizioni tali per cui il mio sistema nervoso è in grado di connettersi con il sistema nervoso del pianeta.

Questo vuol dicre che l’elettricità fuori del corpo, con il suo potere di direzione fenomenale, va verso l’integrazione piuttosto che la disgregazione, come accade nel mondo della meccanica. Ma questa tendenza ci farà perdere alcuni dei privilegi che abbiamo acquisito nelle epoche di controllo del linguaggio. Adesso il linguaggio non solo torna ad essere fuori del corpo, ma in tutti i sensi il grande mito del logos greco in greco: λόγος deriva dal greco λέγειν – léghein – che significa scegliere, raccontare, enumerare. Fonte Wikipedia diverrà un linguaggio creativo. Noi stiamo realmente replicando il logos greco, il logos della creazione, e lo stiamo facendo con le nostre macchine fuori del corpo umano.

Quali sono i privilegi che abbiamo perso o che dobbiamo accettare di perdere?
Io dico “you can run but you can’t hide” Questa è la problematica! ride Google Heart e tutti gli accessori che abbiamo intorno a noi comportano che siamo ovunque rintracciabili, ipertracciabili e controllabili e infatti entro breve dovremo cominciare a riflettere sulla difesa del diritto al pensiero personale, anzi penso che questa riflessione sia già più o meno cominciata. Prendiamo per esempio l’Italia che rischia d’imbavagliare l’informazione Vedi la “legge bavaglio”, una situazione che va oltre il ridicolo, o l’America… io ho sempre detto che non è Bush che ha inventato la Homeland Security Lett. Sicurezza interna, è un termine generico per indicare gli sforzi di sicurezza, consolidati dal governo Bush, per proteggere gli Stati Uniti dalle attività terroristiche, è l’elettricità che ha inventato Bush. Viviamo l’illusione del potere in un mondo che invece si sta organizzando intorno a noi con una forza molto grande che è l’inconscio, il cosiddetto inconscio Freudiano. Abbiamo un inconscio elettronico adesso, che fa fare al mondo un sacco di cose di cui una parte del mondo non si rende neanche conto.

L’identità sarà la cosa che perderemo, e la cultura. Quando Nicholas Carr dice Is Google making us stupid? – pubblicato su Atlantic Magazine nel luglio 2008 da Nicholas Carr io dico sì Nicky, Google is making us stupid, because to use it you don’t need to be intelligent! Si Nicky, google ci rende più stupidi perché per usarlo non serve essere intelligenti.

Perché c’è Google che è intelligente al posto nostro?
Esatto! ride Però devo dirlo, questa è chiaramente una provocazione e a volte sono anche un pò angosciato, anzi no, perché sono un professore e vedo i miei studenti così in buona salute e di intelligenza vera, quindi direi piuttosto che sono più liberi di pensiero. La situazione non è ancora catastrofica, ma è anche vero che la loro cultura generale è più generale del niente. È più che altro una cultura occasionale. Per esempio se io sono un ragazzo moderno e mi trovo a studiare cose sul Settecento, non chiedermi niente sul Seicento o sull’Ottocento, oppure se studio Pascal non mi chiedere di nient’altro all’infuori del matematico, che sarebbe il primo che ha inventato il calcolatore, perchè so tutto di lui sin nel minimo dettaglio, ma poi non so neanche chi sia Luigi XIV. Così la cultura rischia di perdersi ma McLuhan Herbert Marshall McLuhan Edmonton, 21 luglio 1911 – Toronto, 31 dicembre 1980 è stato un sociologo canadese. Fonte Wikipedia. Maestro e amico di Derrick de Kerckhove diceva che si tratta soprattutto di perdere l’identità. L’identità privata svanisce, noi tutti perderemo l’identità privata, le sensibilità diverse. Ma lui allora andava anche controcorrente, perché diceva che la televisione era già un modo per perdere l’identità e aveva ragione perché per esempio Madonna è diventata il riferimento per l’identità di milioni di ragazze che altro non erano che il suo modello in piccolo. Questo è il difetto delle mode, accentuato dalle televisioni che creano un pubblico mondiale.

Io allora gli chiedevo se avessimo potuto avere l’effetto contrario riprendendo il controllo del linguaggio. McLuhan parlava già dei computer anche se non sapeva ancora niente di internet McLuhan muore nel 1980, mentre la legge americana cui si deve le liberalizzazione ad uso privato di internet è del 1991. Del 1993 invece è la nascita del World Wide Web, la pubblica diffusione delle tecnologie di base delle reti digitali. Diceva che il destino profondo dell’elettricità è di eliminare l’identità privata, inutile lottarvi contro perché sarebbe come andare contro il mondo stesso. Ma noi riprenderemo il controllo sul linguaggio e con l’uso del mouse, della tastiera… riprendiamo il controllo anche sull’identità.

Quindi secondo lei noi stiamo recuperando le nostre identità?
McLuhan diceva che non sarebbe stato possibile, le coscienze sarebbero state guidate dall’interno, al di là della propria coscienza, De Kerckhove invece dice un’altra cosa: la nostra identità non sarà eliminata ma sarà ibrida perché continueremo a controllare il linguaggio grazie a Microsoft, a Word e saremo capaci di inserire la nostra identità in un modulo di controllo molto accelerato perché il potere dell’uomo oggi con la rete è infinitamente più grande di quello di prima. Questo è un potere condiviso con molte persone, che devono anche essere d’accordo con le cose che voglaimo fare in un modo o nell’altro! Vuol dire che la connettività di cui parlo è un modo di rispettare l’individuo dentro la sua collettività.

È per questo che mi sono sempre trovato a discutere con Pierre Lévy Tunisi, 1956 – è un filosofo francese che studia l’impatto di Internet sulla società. Teorizzatore dell’intelligenza collettiva. Fonte Wikipedia quando parla dell’intelligenza collettiva, perché in realtà la dinamica dell’intelligenza è connettiva: mette in relazione più intelligenze legate da un significato comune per cui le identità non sono perse, il loro nome non è si elimina nel collettivo, nell’anonimato. Possono avere più reti di collegamento, ne posso avere decine, posso avere trenta vite diverse su Second Life, io posso avere le identità che voglio e le controllo io, vuol dire che l’ibridità deriva dalla rintracciabilità della mia identità sia nella rete che del mio corpo nel mondo sensoriale, questo è il potere connettivo! Dentro questo ambiente di possesso io sono realmente posseduto, ma ho anche una dimensione di affermazione personale. Allora l’anti-umanesimo di Abruzzese diventa un neo-romanticismo. Invece di amare la Natura adesso si ama la macchina, la tecnologia.

Vabbè, dico io, ci sono tutt’e due! Il post-umano, l’anti-umano è un cyborg. Siamo già tutti cyborg è da tanto che siamo cyborg! Io penso che c’è un’ibridazione tra identità pubblica e privata. Noi stiamo controllando, o meglio, editando più che scrivendo ciascuno il proprio destino. Stiamo “mashandolo” diciamo ride molto divertito, come lo si può dire in italiano, il mashing-up da mash-up, lett. poltiglia, nel linguaggio informatico i mashup sono un’applicazione che consente di includere dinamicamente informazioni provenienti da più sorgenti. I mashup sono considerati una applicazione del web 2.0 attraverso youtube e altre cose, però allo stesso momento siamo condizionati dalla limitatezza dello “01″ il linguaggio binario.

Se passi dal mondo analogico al mondo virtuale tu passi da un mondo infinito a un mondo finito. La limitaziuone del digitale è una cosa buona, ma non possiamo confondere la vita reale con il digitale, perchè una è infinita e una no. Nel mondo reale una cosa può morire all’infinito. Nel mondo reale quello che facciamo va all’infinito, questa è la ragione che spiega perché si dice che tutte le parole che diciamo saranno messe da qualche parte! E questo mi fa pauraaa dice teatrando, poi ride tantissimo.

Mi chiedo chi avrà ragione, McLuhan o De Kerckhove? Aspettiamo allora l’ultimo argomento che non posso rivelare adesso, se non dicendo che stiamo svolgendo delle ricerche per capire fino a che punto possiamo esternalizzare il creare, l’innovare, il disegnare. Capire come possiamo fare quelle cose che adesso facciamo attraverso i sensori meccanici, uniti all’individualità. Stiamo già facendo l’immagine di una main-lining Lett. direttiva principale con Second Life capace di creare un immaginario oggettivo fuori dalla mente. Non è che io sia un praticante o un ammiratore di Second Life, far from it, però sul piano tecno-psicologico di organizzare la nostra vita, Second Life è un immaginario oggettivato fuori dalla testa dentro del quale si può andare e vedere dal punto di vista del mio Avatar, incontrare altre persone, altri Avatar dietro ai quali ci sono altre persone, questa è la cosa importante. Abbiamo la simulazione molto primitiva dell’immagnario di Cervantes fuori dalla testa. Impariamo a esternalizzare le nostre facoltà mentali, a fare fuori cose che facevamo dentro, il passaggio dell’individuo al connettivo.

La storia della rete è una storia di maturazione permanente. Tutto è strutturato per maturare. Come spiegare altrimenti che un paese “controllante” come l’America abbia lasciato più o meno aperto e libero l’auto-organizzazione della rete? Io penso che la rete vada oltre le decisioni politiche, che sia supportata da una libertà naturale.
Allora si può letteralmente pensare che noi siamo un pò come nel concetto espresso da Michael Wesch The machine is using us. Se google is making us tupid, se Second Life è il nostro immaginario oggettivo, se la macchina ci sta usando, allora vuol dire che noi diventiamo e siamo già diventati i produttori di una nuova coscienza e conoscenza. Prendi Wikipedia per cui siamo tutti produttori in connessione di questa conoscenza disponibile a tutti.
Dall’esternalizzazione di tutte le facoltà si arriva alla perdita di contenuto – questo lo diceva McLuhan – perché noi siamo come un guanto dove l’interno diviene l’esterno e l’estreno diviene l’interno. Per me invece si tratta piuttosto di un nastro di Möbius dal nome del matematico tedesco August Ferdinand Möbius – 1790-1868 – è un esempio di superficie non orientabile e di superficie rigata. Un nastro di Möbius può essere facilmente realizzato partendo da una striscia rettangolare ed unendone i lati corti dopo aver impresso ad uno di essi mezzo giro di torsione, pari a 180°. A questo punto se si percorre il nastro con una matita, partendo da un punto casuale, si noterà che la traccia si snoda sull’intera superficie del nastro che è quindi unica. Fonte Wikipedia dove interno ed esterno sono la stessa superficie, la stessa cosa. Ecco io penso che succederà questo con la nostra identità. Io penso che avremo una identità che si mescola profondamente con il mondo. Con altri colleghi sto scrivendo un libro che si chiama “Il punto di essere” che è la dimensione tattile che abbiamo quando vogliamo essere in connessione con il mondo.

Quando interagisco con mondo c’è una sensibilità tra il mio corpo e il posto dove sono. Il punto di essere è il punto di coincidenza tra l’inizio della mia sensibilità percettiva, il mio proprio corpo, e l’origine del mio pensiero. La continuità che ho col mondo attraverso la mia sensibilità fisica diventa interfaccia, faccio contentuto, mi connetto col mondo intero. Questa continuità garantisce la mia co-estensione con il resto dell’essere, la condizione del motore che si estende al mondo interno. Tutto questo ha un punto di origine, l’origine è il sentimento fisico di essere lì, è il mio punto di orientamento fondamentale sulla Google Map. Se con il mio iPad posso letteralmente navigare in tutto il mondo, nella realtà c’è un punto dove sono e questo conta sempre di più.

L’Italia, per ragioni sociali, storiche e geografiche non ha vissuto l’esperienza metropolitana al pari di Londra o Parigi. Secondo Alberto Abruzzese questa esperienza l’italiano l’ha vissuta attraverso lo zapping televisivo con l’arrivo del duopolio Rai Mediaset, con l’immediata trasformazione da cittadino a spettatore – Massimo Di Felice definisce questa forma di abitare “essotipica”, cioè da mero spettatore – per diventare poi consumatore. Sicuramente un esperienza che ha caratteri di originalità rispetto al resto del mondo, come dice Abruzzese, ma che ha anche le vesti di un cataclisma culturale. Come le reti digitali portano l’esperienza del villaggio glocale in Italia?
Mi sembra che in Italia ci sia la volontà politica di una persona molto in gamba che sa come fare business sfruttando al massimo le risorse a sua disposizione. Parlo del Presidente del Consiglio, naturalmente. Lui ha deciso di controllare l’Italia con la televisione, riducendo l’importanza di internet. L’impronta italiana è infatti quella della collettività, risultato dell’effetto televisivo, il modello dell’amico Lévy. A mano a mano che cresce l’accesso, la conoscenza e la pratica di internet, l’Italia cambierà. L’Italia adesso è in coda rispetto all’Europa per l’accesso alla rete, ma la vostra è una lotta politica. Non è un caso che gli italiani siano indietro, mica siete cretini. Avete inventato un sacco di cose da Marconi fino adesso, anche sulle reti, è l’esempio di Niki Grauso Cagliari, 1949 è un imprenditore ed editore italiano. Dopo aver creato Radiolina, tra le prime radio libere in italia nel 1975, nel ‘76 impianta Videolina, ancor oggi la rete privata sarda che vanta i maggiori scolti. Negli anni novanta Grauso raccoglie la sfida internet dando vita al primo provider globale per l’Italia, Video on Line. Gli affari vanno male per cui è costretto a vendere impianti e know how a Telecom, che li utilizza per creare Tin.it. Grauso è fondatore di E Polis. Fonte Wikipedia, o di Soru Renato Soru, ex governatore della Sardegna, insieme a Grauso ha dato vita all’internet provider Czech On Line nella Repubblica Ceca. Fonte Wikipedia dimostrando una bravura assoluta, però non avete trovato una rispondenza politica. Questo è un problema di controllo perché il popolo si controlla con i media. A un dato momento ho pensato che l’oralità, che è un elemento fondamentale dell’italiano, con il telefonino avrebbe fatto perdere l’interesse verso la televisione. Ma poi ho visto che, al contrario, il telefonino ne abbia rinforzato il potere. Quando gli italiani connessi in rete si accorgeranno del potenziale economico, come accade ad esempio per la Coda lunga Spesso presentato come un fenomeno che investe principalmente i rivenditori di prodotti di massa e aziende che operano sul web, il modello coda lunga – in inglese The Long Tail, termine coniato da Chris Anderson in un articolo dell’ottobre 2004 su Wired Magazine per descrivere alcuni modelli economici e commerciali, come ad esempio Amazon.com o Netflix – si ripercuote anche sui produttori di contenuti, in particolare su quelli i cui prodotti – per motivi economici – erano tagliati fuori dai canali di distribuzione pre-internet controllati dalle case editrici, dalle case discografiche, dalle case di produzione cinematografiche e dalle reti televisive. Dal punto di vista dei produttori, la coda lunga ha generato un fiorire di creatività in tutti i campi dell’ingegno umano. Fonte Wikipedia allora ci sarà anche da voi una nuova economia, ma gli italiani ancora non lo capiscono perché continuano a votare per la persona non giusta. Silvio Berlusconi E’ un uomo d’affari che fa bene gli affari, ma non dovrebbe essere anche il Tiranno di Siracusa!

Ultima domanda che è in realtà una provocazione: l’ecologia, ossia il problema di sterminare intere foreste per produrre libri e riviste, seppellirà la carta stampata, relegandola ad un vezzo collezionistico per pochi feticisti che ne amano il suono, il profumo e il tocco?
La coscienza ecologica non è detto che debba eliminare le forme d’espressione esistenti. Il ibro è come un opera d’arte, è diventuo già una forma d’arte. E poi siamo entrati nel mondo della programmazione, quindi possiamo decidere la quantità di carta da usare senza essenzialmente eliminarla e penso che questo lo si farà per tutto, anche per il petrolio, per arrivare ad una situazione di compromesso che abbiamo già imparato negli anni ‘70 quando abbiamo regolato l’uso del petrolio attraverso un affinamento dell’economia precedente. La carta non è fatta per morire, ma per essere ancora la garanzia della permanenza della cultura. Siamo in un mondo elettrico, ciò che è fatto di elettricità svanisce quando c’è un black out. La carta invece continua ad essere una memoria più sicura. Il limite fisico oggi è 110 anni, poi tutte le informazioni immagazzinate su un supporto magnetico vengono perse. Certo si potrebbe scoprire qualcosa di più durevole, ma fino a questo momento la carta continua ad essere una garanzia per la conservazione della memoria, la garanzia della continuità della conoscenza.

Milano, 7 agosto 2010
Daniela Paola Aglione
HOUSE, LIVING AND BUSINESS