venerdì 17 dicembre 2010

Segui lo sbarco e atterra sul pianeta Ecohousing Art

Dal 21 dicembre 2010 la Community di Ecohousing Art
sbarca sul pianeta delle ideecostruttive e condivise.
Tutte le opere e i progetti del concorso passano su pagine interattive

House Company è lieta di annunciarvi la Community di Ecohousing Art, l’evoluzione del concorso nazionale di ideecostruttive Premio IMMOBILIARE 2012 che diventa il luogo delle relazioni creative, culturali e professionali sulla cultura dell’abitare.
Confermato il montepremi di 30.000 euro, le 30.000 copie dei cataloghi e mostra finale a Milano.

La crisi economica è servita per riflettere sull’esito del concorso rispetto alle aspettative dei partecipanti.
Abbiamo quindi deciso di allungare i termini di partecipazione, per studiare il contesto socio-economico e lavorare su alcune strategie chiave. Ci siamo presentati sul territorio nel ciclo d’anteprima IDEECOSTRUTTIVE (*) che ha ospitato molti dei protagonisti della cultura e dell’Industria dell’abitare e che riprenderà il prossimo 21 dicembre ore 18.00 all’Urban Center Galleria Vittorio Emanuele II – Milano, con la presentazione ufficiale del reality artshow interattivo, abbiamo consolidato la presenza sul web in sinergia col nostro webzine House living and business, che quotidianamente fornisce informazione pulita. Soprattutto abbiamo deciso di amplificare l’interattività del concorso, trasformando il sito in network per le idee, trasferendo ogni opera e progetto a concorso su pagine totalmente interattive.
Abbiamo immaginato e realizzato il reality artshow interattivo.

C’è ancora tempo per iscriversi al concorso Ecohousing Art, diventando così i protagonisti al centro di un dibattito grazie alla preziosa condivisione dei propri processi creativi con tutto il popolo della rete.

Sul sito del concorso ogni opera e progetto è presente con una pagina dedicata che, per la prima volta nella storia, dal 21 dicembre 2010 diventa totalmente interattiva. Ogni partecipante dialoga pubblicamente con la giuria popolare, composta dagli utenti del sito che tutti i giorni si registrano con lo scopo di votare, commentare e discutere le opere e i progetti!


OBIETTIVO
Ecohousing Art nasce per creare relazioni economiche e culturali tra chi ha le idee e chi le vuole sviluppare o acquisire: artisti con galleristi e curatori, designer con aziende, architetti e ingegneri con costruttori e cittadini.
Per raggiungere questo obiettivo Ecohousing Art si è dotato di un sistema di networking delle idee: i nodi di questa rete sono le opere e i progetti attorno ai quali navigano utenti e partecipanti.


ISTRUZIONI PER L’USO, il sito www.ecohousing-art.it
Nel sito www.ecohousing-art.it i partecipanti e la giuria popolare condividono pubblicamente ogni aspetto delle opere e dei progetti.

Il partecipante riceve userid e password per accedere alla propria pagina web da 5Mb che gestisce autonomamente inserendo immagini, testi e video. Attraverso la pagina web riceve i voti della giuria popolare e risponde ai commenti pubblici che ogni utente registrato può lasciare.
La giuria popolare riceve userid e password per votare, commentare, acquisire opere e progetti a concorso.
La giuria tecnica, composta da oltre 60 protagonisti della cultura e dell’Industria dell’abitare, svolge un ruolo istituzionale che si esprime attraverso votazioni di competenza nelle fasi successive del Concorso.

La nuova homepage mette subito in primo piano opere e progetti attraverso le diverse classifiche proposte sia dal database, aggiornato in tempo reale, che dal coordinamento. Inoltre sono visibili i commenti più recenti che arrivano direttamente dalle pagine delle opere e dei progetti, per sapere sempre quali sono i più chiacchierati del momento e che cosa si dice di loro. Il tutto in una nuova veste grafica intuitiva e glamour!


LE DATE
Durata dal 30 settembre 2010 al 31 dicembre 2011
Iscrizioni fino al 15 marzo 2011
Fase 1 WORK IN PROGRESS – On line i processi creativi
dal 30 settembre 2010 al 30 giugno 2011
Fase 2 AWARD IN PROGRESS – On line la mostra e la votazione delle 2 giurie (popolare e tecnica)
dal 1 luglio al 15 ottobre 2011
Fase 3 ART SHOW IN PROGRESS – La mostra finale a Milano e la premiazione
Ottobre – Novembre/Dicembre 2011


ECOHOUSING ART, COS’E’ (per chi ancora non lo sapesse…)
È il concorso di ideecostruttive riservato a junior e senior artisti, designer, architetti e ingegneri.
I partecipanti realizzano opere e progetti per abitare gli spazi in ecologica integrazione abitativa, per un nuovo equilibrio del sistema Uomo-Casa-ambiente perché l’uomo è a casa propria nel mondo e il mondo si fa casa nell’uomo. Ecco perché coniugare l’ambiente naturale con l’ambiente costruito.

È un nuovo modello di sviluppo – economico, sociale, estetico – basato sul talento e sulla creatività condivisi, sulla progettazione interdisciplinare, sulla comunicazione e lo scambio in rete tra tutti i soggetti: professionisti e studenti disposti a mettersi in gioco proponendo on line le proprie idee; professionisti, aziende e investitori in cerca di nuove idee e cittadini che desiderano abitare in modo responsabile, soddisfacente, armonioso e bello.


(*) Ideecostruttive work in progress

Daniela Paola Aglione, coordinatore concorso

lunedì 29 novembre 2010

Italian Real Estate grows thanks to the “fiscal shield” bubble

Italian Real Estate grows
thanks to the “fiscal shield” bubble
 
 
If the income does not go up, prices have to go down in order to sell off the huge unsold of the past 5 years
 
 
 
 
 
 
THE DATA WAR AND THE REAL ESTATE FALSE ILLUSIONS – Nomisma, which in ancient greek means “the true value of the goods”, is an important center for economic studies founded in Bologna in 1981 by Nerio Nesi and Francesco Bignardi. It can also be considered a real estate rating agency, a holding – you can find its shareholder and participants in the Italian left wing – and it has presented the Third Real Estate Report for 2010. In the report you can find data, trends and expectations on the buying and selling in Italy, hereby we offer a synthesis: the crisis (2009-2010) would have destroyed 60 billions in the real estate and in the building industry. The reason? The reduction of the buying and selling, combined with the decrease of the prices, would have squeezed the turnover of the real estate sector because the loss in the building industry added to the fall of the real estate.
… However, the third Nomisma report leaves some hope by stating that the market is slowly recovering and that the phase of the decrease of the prices has ceased
 
 Daniela
 

martedì 23 novembre 2010

AAAcquedotto romano vendesi a 1€, Ponte Lupo messo in vendita dal Principe Barberini

Il Principe Barberini lancia una provocazione
per accendere i riflettori sull’acquedotto romano:
«Se avessi 10 milioni di euro lo avrei
restaurato io, prendendomi il merito»




Il Principe Urbano Barberini fa la sua boutade ai microfoni di Adnkronos ed al Messaggero «Vendo ponte romano del 144 a.C. a 1 euro» e subito parte lo scandalo, testate web e cartacee ribattono e rincorrono la notizia. Un momento… cosa ci fa un ponte romano del 147 a.C. nelle mani di un principe? Lo vuol vendere ma, boutade a parte, lo può vendere a chi vuole? E poi perché vuole i soldi dallo Stato se il ponte è suo? House living and business ha cercato le risposte a tutte queste domande contattando sia la Soprintendenza di Roma che lo stesso Principe Barberini, per vederci chiaro e farvi sapere tutti i retroscena.

IL FUNZIONARIO DOTT. STEFANO MUSCO
Il funzionario dell’XIII Municipio della Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma, il Dott. Stefano Musco subito commenta «Sono grato a Urbano Barberini per la dichiarazione che ha reso alla stampa. Lo conosco e posso dire che è realmente preoccupato per lo stato in cui versa i ponte». Il funzionario ci accenna di antichi balivaggi (o baliaggi, aree giurisdizionali medievali) in carico ai Cavalieri di Malta ma… insomma, la proprietà di San Giovanni in Campo Orazio è una tenuta agricola situata nei pressi della Prenestina e tagliata a metà dalla Via Polense, che appartiene alla famiglia Barberini dal 1600 circa, all’interno della quale si trova Ponte Lupo, portato alle luci della ribalta dalle dichiarazioni al vetriolo del Principe. Ponte Lupo è un acquedotto romano costruito nel 147 a.C. che portava acqua potabile da Subiaco a Roma, voluto dal console Marcio (da qui il nome Aqua Marcia) e collegato al vicino Ponte delle Forme Rotte per tenere l’acqua in quota ed evitare che questa giungesse nella città di Roma con forza eccessiva. Il ponte-acquedotto è alto 30 metri e largo 80, scavalca la vallata chiamata Fosso delle Acque Rosse o Valle dei Morti, così battezzata nel XIX secolo per l’abbondanza di reperti umani ed archeologici allora rinvenuti. Oggi il ponte versa in condizioni di estremo degrado ed abbandono, il funzionario dichiara che è quasi interamente ricoperto dalla vegetazione. Dopo la lettera d’intenti per il restauto inviata dal Mibac ai Barberini nel 2007, non sono mai stati effettuati i sopralluoghi necessari a presentare un’indagine accurata per stabilire l’entità effettiva dei lavori di recupero.

«I monumenti del suburbio di Roma sono un pò i “fratellini” di quelli della capitale, cui viene data maggior importanza essendo più rappresentativi per la città. Ma non per questo devono essere destinati all’abbandono, intendiamoci. Le potrei fare un elenco lunghissimo di altrettanti monumenti e siti che versano in stato di abbandono. Da una nostra prima stima servirebbero dai 3 ai 5 milioni di euro per il restauro del ponte, ma non siamo in grado di dirlo con certezza» spiega il Dott. Musco, «perché dobbiamo effettuare un sopralluogo con un’intera squadra di esperti che comprendono più figure, dal geologo all’archeologo all’esperto di botanica perché occorre valutare anche quali sono le piante da estirpare e quali invece le essenze da lasciare perché rendono l’architettura ancor più affascinante, senza recar danno chiaramente alla struttura. I soldi per le indagini ci sono, quelli li abbiamo trovati».

Ponte Lupo è di proprietà del Principe Urbano Barberini, ma su di esso grava il vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali, per cui è soggetto al Decreto 42/2004 che sancisce gli obblighi per la conservazione dei beni di interesse nazionale. La legge vuole che il Principe Barberini sia responsabile della conservazione e del restauro del ponte e che le spese siano interamente a suo carico. Non solo, trattandosi di un bene appartenente al patrimonio culturale italiano, egli è tenuto per legge a farlo visitare ai privati cittadini che ne fanno richiesta almeno un giorno al mese, ci sottolinea il Dott. Musco, benché nemmeno noi della redazione di House siamo riusciti a trovare un recapito telefonico pubblico per prenotare una visita. Il funzionario Dott. Musco ci fa poi notare quanto sia difficile raggiungere il ponte: «Serve una guida esperta» perché non esiste una strada asfaltata che conduca all’acquedotto. Inoltre la zona, che si trova a trenta chilometri dalla città ma ancora all’interno del Comune di Roma, quasi sul confine con Gallicano, è malservita dai mezzi pubblici tanto che ci si può arrivare comodamente solo in macchina.

Perché mai il principe vuol vendere il ponte ad 1 euro? Può farlo? Il Funzionario Musco ci spiega che lo Stato può intervenire nel restauro sostituendosi completamente al legittimo proprietario se questi non è in grado o non vuole provvedere. A quel punto lo Stato potrebbe disporre completamente del bene per renderlo accessibile al grande pubblico.

Il funzionario della Soprintendenza Speciale è molto chiaro anche in relazione all’alienazione del bene. «Quando si decide di vendere un bene di pubblico interesse, all’atto del compromesso il notaio stesso procede per legge ad informare la Soprintendenza, la quale verifica la congruità del prezzo e dichiara o meno l’interesse da parte dello Stato all’acquisto del bene al prezzo dichiarato nell’atto. In caso d’interesse, lo Stato ha sempre diritto di prelazione.»
E se il principe si accordasse per Ponte Lupo, che so… con Sarkozy a 2 euro ? «Lo Stato potrebbe decidere di acquistarlo sempre a quel prezzo, se ritenesse il bene interessante, dopodiché prenderebbe accordi con la proprietà per l’occupazione temporanea del suolo per lo svolgimento dei lavori di restauro. Pagando.», e stabilire ulteriori concessioni per la fruizione del pubblico tramite servitù di passaggio o ulteriori occupazioni temporanee che possono durare mesi o anni.

IL PRINCIPE URBANO SFORZA BARBERINI
Abbiamo raccolto la testimonianza del principe Urbano Sforza Barberini, che con grande gentilezza e trasporto ci ha manifestato tutta la sua preoccupazione per le condizioni in cui versa il ponte «Ma mia è una provocazione, venuta fuori per la disperazione di vedere un bene di straordinaria importanza e bellezza completamente degradato e nell’impossibilità di tutelarlo. Il mio è un moto di disperazione». La voce al telefono è un gradevole mix di garbo, entusiasmo e concitazione, il principe talvolta si consulta con la compagna Viviana Broglio, usando molto spesso il “noi”.

«Dopo la lettera del 2007, si sono fermati.» il principe parla della lettera ricevuta dal Mibac che annunciava i sopralluoghi per le indagini sullo stato di conservazione del bene e che la Soprintendenza dichiara di essere economicamente in grado di effettuare. «Per Ponte Lupo ho riscontrato una grande attenzione da parte del British Institute of Culture, dei Francesi… da poco ho accompagnato di persona dei giovani archeologi australiani… Invece lo Stato italiano non investe, anzi, taglia senza capire che per ogni euro investito nei beni culturali, ne entrano altri 3, addirittura 10 nell’indotto! Le faccio un esempio, noi abitiamo vicino a Villa Adriana che è un luogo strepitoso, dove spesso però vediamo fuggire i turisti perché non sanno dove andare, a chi chiedere… perché non ci sono collegamenti, infrastrutture e servizi… Quel che dico io è fermiamoci, tuteliamo quello che è il nostro patrimonio che stiamo distruggendo con condoni edilizi, abusivismo, spazzatura… La mia è una provocazione, cos’altro posso fare?»

Pagare lei la ristrutturazione?
(ride con amarezza) «Questo ponte è tutelato dalla Soprintendenza perché è un monumento storico nazionale. Se io avessi 10 milioni di euro per restaurarlo lo avrei già fatto, prendendomene il merito… Non abbiamo i fondi per tutelare un bene di questa importanza (ricordiamo che Ponte Lupo è alto 30 metri e largo 80). Abbiamo ripreso in mano la proprietà nel 2003, da allora ci siamo occupati di ripulirla dalla spazzatura e dalla prostituzione dilagante sulla via Polense. Lei pensi che è dai tempi di Diocleziano (Salona, 22 dicembre 244 – Spalato, 3 dicembre 311) che Ponte Lupo non è stato mai restaurato, e questo fa del ponte uno straordinario manifesto delle capacità architettoniche ed ingegneristiche dei Romani, dato che non è mai crollato dopo oltre 1800 anni senza manutenzione. E’ un vero tesoro!«

Ponte Lupo è accessibile a piedi dal chilometro trenta della strada Polense, sulla destra in direzione sud. Nonostante sia situato all’interno di una proprietà privata il cancello pedonale è aperto, quello automobilistico è invece chiuso, occorre contrattare la proprietà per concordare l’accesso. Di quando in quando i Barberini installano cartelli per la corretta localizzazione del ponte, per indicare i numeri di telefono per le visite e per segnalare la presenza della zona archeologica ed anche il pericolo, perché nella loro proprietà San Giovanni in Campo Orazio sono presenti numerosi pozzi costruiti dagli stessi romani, ma i cartelli vengono puntualmente divelti o vandalizzati. La stessa Soprintendenza Speciale ha difficoltà di accesso, il sentiero è sterrato e in condizioni di degrado.

«La strada di accesso a Ponte Lupo è stata messa a dura prova dalle intemperie. Io stesso di quando in quando vado a piedi oppure con un 4×4, perché è molto dissestata. È ricavata nel tufo, per cui richiederebbe anch’essa grandi investimenti».

Cosa ha fatto in questi anni per la manutenzione della proprietà?
«Abbiamo messo delle recinzioni e ripulito le discariche lungo la strada, un effetto collaterale della prostituzione molto diffusa in via Polense. Nel 2003, quando siamo arrivati, c’era una sessantina di prostitute, quaranta delle quali in zona Ponte Lupo. Oggi sono 20 perché abbiamo cercato di ripulire e recintare la proprietà a bordo strada. Le discariche erano dovute alla presenza stessa di queste povere ragazze che bevono, mangiano, portano materassi, vestiti… Come imprenditore, nei primi 5 anni mi sono occupato di ripulire la zona e di riportarla ad un livello accettabile di legalità. Perdoni l’animosità, ma noi passavamo le estati, le domeniche nel tentativo di ripulire le piazzole, i boschi, i fiumi! Nella periferia di Roma ci sentiamo un pò nel “far west”…
Al momento però sconsiglio l’accesso al turista della domenica, perché la zona è ricca di pozzi d’ispezione profondi circa 15 metri. Di solito ospitiamo associazioni culturali che arrivano con archeologi, esperti e guide in grado di orientarsi e muoversi con circospezione, e poi sono assicurati. Comunque preferiamo essere avvertiti per sapere chi si trova all’interno della proprietà.» La disponibilità di Urbano è manifesta «Se lo Stato decidesse di fare un investimento, io sono favorevole a rendere Ponte Lupo pubblico e visitabile. Sarebbe bello vedere le persone visitare il ponte a piedi, in bici o a cavallo. Il senso dell’appello è proprio questo. È chiaro che se si richiedesse alla proprietà la manutenzione, la pulizia, la potatura eccetera… è anche giusto riconoscerlo economicamente. Lo spirito della provocazione è di dire “Abbiamo un bene pubblico, tuteliamolo”!»

Se domani lei venisse preso in parola e si presentasse un acquirente straniero, cosa farebbe?
«A volte ci si rende conto che altri paesi che hanno meno, fanno più tesoro di ciò che hanno. Il senso è questo e non vuole andare oltre questo. Se cade la Domus Aurea o Ponte Lupo, il fatto è irrimediabile. Sono tesori preziosissimi, unici. Lo Stato si deve render conto che i Beni Culturali sono la cosa più preziosa che ha e Ponte Lupo è il più importante degli acquedotti romani. Inoltre tutta la periferia di Roma è una risorsa, l’Agro Romano è strepitoso è deve essere valorizzato.»

Per visitare Ponte Lupo anche noi di House living and business vi sconsigliamo di avventurarvi da soli e senza preavviso nella proprietà del Principe Barberini, ma contattatelo direttamente a questo indirizzo di posta elettronica: pontelupo@gmail.com

venerdì 15 ottobre 2010

15 OTTOBRE 2010 – IDENTITÁ VIOLATE

Il tradimento post moderno passa attraverso la crisi delle identità

Identità professionale, culturale, politica, nazionale violate dalla crisi economica e dal linguaggio politico
 
Dopo il tomentone “territorio” tanto caro alla Lega Nord, ma non solo, la parola chiave è “identità”. L’identità è il modo in cui un individuo considera se stesso rispetto all’appartenenza o all’alterità rispetto a gruppi sociali (in senso molto generico). Un soggetto normalmente si identifica all’interno di uno o più gruppi manifestando un senso di appartenenza e, viceversa, si distingue da altri con un senso di alterità. Al concetto di identità sono legati ad esempio il nazionalismo, la xenofobia, il femminismo… Nell’era della globalizzazione, della comunicazione e della grande nuvola, le nostre identità soggettive e nazionali rischiano di dissiparsi per la perdita del lavoro, per l’incuria dei Beni Culturali, per la sudditanza mediatico politica. Il primo caso lo si riscontra nel quotidiano, ad esempio nelle dichiarazioni rilasciate ieri, 14 ottobre, alla trasmissione Anno Zero condotta da Michele Santoro, da una delle cassaintegrate Omsa di Faenza che sottolinea, tra le altre e più gravi condizioni contingenti, la perdita di quell’identità professionale che era nata nell’essere e nel sentirsi parte di un progetto e di un prodotto italiano di una azienda, la Golden Lady, proprietaria di Omsa e di altri marchi.

Parla di identità civica Salvatore Settis alla giornalista Daniela Minerva nell’intervista su l'Espresso del 13 ottobre «Il premio Nobel Amarthya Sen e diversi economisti hanno ormai dimostrato che la produttività di un Paese si promuove rafforzandone l’identità civica. Che noi abbiamo solidissima proprio grazie alla nostra identità culturale: un senese come un leccese o qualunque cittadino di questo Paese è fiero di essere tale anche per l’enorme e straordinario patrimonio culturale che lo circonda e di cui è parte. Se perdiamo i nostri beni perdiamo la nostra identità».

Alberto Abruzzese, nell’intervista rilasciata il 23 giugno scorso ad House living and business, ha già teorizzato il nostro passaggio da cittadini a spettatori, a consumatori. Eccone una sintesi « La dimensione metropolitana in Italia si raggiunge soltanto negli anni ’80, e la si raggiunge non facendo riferimento al territorio fisico, ma facendo riferimento alla televisione. Cioè il territorio metropolitano in Italia non sarà mai quello fisico, ma invece lo è e lo diventa attraverso la televisione, quando in Italia si forma il regime misto, cioè RAI-Fininvest. (…) Da noi l’esperienza metropolitana è stata un disastro, colpa anche di Istituzioni povere, che è quello che spiega il grande mutamento politico che si determina a partire dagli anni ’90. Gli anni ’90 sono il risultato di questo cataclisma culturale, legato ai consumi, legato al consumo televisivo degli anni ’80. (…) Berlusconi mostra uno stile di valori che corrisponde di più al senso comune delle persone, soprattutto di quegli strati più emblematici della società italiana, del cittadino. Insomma le Istituzioni politico-parlamentari sono fondate sul cittadino, ma la cultura italiana nel suo insieme non si è accorta che progressivamente questo cittadino, non sufficientemente alimentato da un apparato Istituzionale, come accade nella democrazia inglese o americana o in altri paesi, si fa molto di più consumatore, piuttosto che cittadino. Il cittadino in una prima fase si fa spettatore, e questa era una dimensione comunque presente in tutti i sistemi, perché tutti i sistemi moderni hanno avuto un tipo di sovranità che si è servita molto della sua spettacolarizzazione, come del resto è innato nella figura del sovrano, anche quando il sovrano è il leader di un partito… Però invece il salto, il mutamento molto forte è questo passaggio da cittadino-spettatore a consumatore vero e proprio. Il consumatore non ha il senso della storia, non ha il senso dei valori tradizionali, pensa al suo interesse, è molto familista, è legato a passioni, affetti, desideri, ambizioni… . Il consumatore sfugge al linguaggio dei partiti tradizionali, che non a caso si sono disgregati, che non ce la fanno a controbattere, anzi, che costruiscono ancora la forza di affermazione del berlusconismo, la rimpopolano loro, sbagliando il loro linguaggio!».

Abruzzese ha anticipato ciò che più dettagliatamente ha scritto Gustavo Zagrebelsky nel suo articolo "La neolingua del Cavaliere" su La Repubblica del 14 ottobre. Dopo il passaggio cittadino – spettatore – consumatore, ecco l’ultimo: suddito. Nonostante possa sembrare una regressione storica, la sudditanza questa volta è di tipo identitario, la cui matrice si riscontra nell’uso sensuale di un linguaggio ad alta penetrazione grazie all’identità sia del mittente, che dell’”emittente”. Quella televisiva, appunto. Dopo un escursus sulla natura religioso politica de divin gesto di “scendere” in politica, interessante il passaggio chiave sulle identità violate, stavolta quelle giovani (tralasciamo le polemiche sulla scuola di Adro): «L’ idea che la vita politica si basi su un legame sociale che – certamente – implica ma non si esaurisce in benessere materiale, consumi, sviluppo economico, è totalmente estranea al modo di pensare attuale e alla lingua che l’esprime. L’ Italia è “l’azienda Italia” e tutti devono “fare sistema”, “fare squadra” perché possa funzionare. Basterebbe pensare alla politica delle “tre i”, slogan lanciato a suo tempo per sintetizzare il senso delle riforme nella scuola italiana: inglese, internet, impresa. Dalla scuola si bandiva quella cosa così evanescente, ma così importante per tenere insieme una società senza violenza e competizione distruttiva, che è la cultura. La scuola, davvero, si orientava verso il “saper fare”, cioè verso la produzione di “risorse umane” finalizzate allo “sviluppo” dell’azienda e da utilizzare intensivamente fino al limite oltre il quale ci sono gli “esuberi”» cioè si allevano polli da combattimento o da macello o da riproduzione pronti o quasi all’uso (Invito a leggere, per quest’ultimo articolo, la diversa opinione del giornalista, scrittore ed apologeta Alessandro Gnocchi che risponde su Il Giorno del 15 ottobre con il pezzo "La neolingua berlusconiana e l'ossessione di Zagrebelsky").

Se lavoro = identità, allora perdita di lavoro = perdita di identità.
Se la produttività di un Paese si promuove rafforzandone l’identità civica, allora degrado culturale = perdita di identità civica.
Se il passaggio è stato da cittadino a consumatore, allora essere consumatore = perderdita dell’identità storica e dei valori tradizionali.
Se la scuola si orienta verso il “saper fare” e la produzione di “risorse umane”, allora identità individuale = identità professionale.
E la testa del serpente torna a mordersi la coda.

di Daniela Paola Aglione

giovedì 14 ottobre 2010

OCTOBER 14, 2010 – THE END OF TOMB RIDER

Statute-barred the trial against Marion True, the most loved by tomb Riders
Charged with trafficking of archaeological Italian finds, the Getty Museum’s ex curator is still not the scapegoat
 
 




The Italian trial against Marion True, former curator of the Department of Antiquities at the J. Paul Getty Museum (Los Angeles, U.S.A), has abruptly stopped yesterday, Wednesday October 13th, when the Rome court has declared it statute-barred. The charges were illicit trafficking and smuggling of antiquities coming from Italy, pieces obtained for the Getty Museum were also involved, a case without precedent in history. The trial started in 2005 and, during the following five years, the prosecution presented several evidence against the accused one. The first official investigation, on the other hand, began in 2000. Her appointment at the Getty Museum dates back to 1986 and ended in 2005, year of the beginning of the trial. Despite the long duration of the trial, the defence could not present any evidence in her favour. The doubt remains. 

The Director of the Indianapolis Art Museum, Maxwell L. Anderson, declared that the trial was truly important to create a sensational precedent, in order to control the acquisition of archaeological finds by the American museums. As a matter of fact, since the ’80, these museums often made use of suspicious strategies to grant themselves ancient pieces. Anderson defined Ms. True a sort of scapegoat that suffered in the name of a very widespread and entrenched practice. Even State Prosecutor Paolo Ferri stated that the trial succeded mostly in changing the habits of several museums in acquiring antiquities of doubtful origins. There are countless museums which, during the years, in exchange for collaborations and loans of works of art, gave back important archaeological finds. Among these, the Getty Museum, which gave back more than 40 pieces.

Maurizio Fiorilli, “the Bulldog” Italian attorney, defined by the Telegraph “scourge of tomb raiders”, who negotiated the return of countless finds from museums all over the world, underlined the duplicity of Marion True’s figure: on the one hand, she made the Getty give back every find wanted by Italy because acquired through robbery or crime – there are about 3.500 objects thus deriving from Francavilla Marittima archaeological site in Calabria – on the other hand, she was faithful to the Getty, for which she obtained a series of finds without seriously analysing their origins. The convention between Unesco members that forbids the importation of “cultural property” dates back to 1970. It was created precisely to prevent the removal of finds from the sites, such as Italy, Greece, but also Egypt and Perù.

The return to the countries of origin should not be considered a concession but a restitution of ill-gotten gains, as Maurizio Fiorilli, who usually goes by plane along with the works of art from abroad to Italy, has always declared. Beyond the Unesco convention, Itally is protected by a law, dating back to Mussolini time, which states that every object found on Italian ground belongs to the Italian state. The law, which matches the article 826 of the Civil Code, states: “The objects of historical, archaeological, paleontological and artistic interest, found in the subsoil by anyone and anyhow belong to the state”. Anyway, the charges pressed against Ms. True are statute-barred. One in 2007 and the other on July 11th 2010. Will the plundering in Italy be over?

di Daniela Paola Aglione – English Version by Diletta De Cristofaro

14 OTTOBRE 2010 – THE END OF TOMB RIDERS

Prescritto il processo a Marion True, la più amata dai Tomb Riders
Accusata di traffico illegale di antichità dall’Italia,
l’ex curatore del Getty non è più il capro espiatorio

ARTE | Il processo italiano contro Marion True, ex curatrice del settore Antichità del J. Paul Getty Museum (Los Angeles U.S.A.) si è bruscamente concluso ieri, mercoledì 13 ottobre, quando il Tribunale di Roma ne ha dichiarato la fine per decorrenza dei termini, o prescrizione. Le accuse mosse alla curatrice erano traffico illecito e ricettazione di antichità provenienti illegalmente dall’Italia, anche di pezzi procurati al Getty Museum, un caso che non ha precedenti nella storia. Il processo è iniziato nel 2005 e nel corso dei 5 anni l’accusa ha prodotto numerose testimonianze a sfavore dell’imputata, le prime indagini ufficiali a carico della True invece risalgono al 2000. Il suo incarico per il Getty Museum risale al 1986 e si è concluso nel 2005, anno d’inizio del procedimento legale vero e proprio. Nonostante la lunga durata del processo, la difesa non aveva ancora avuto modo di presentare i suoi testimoni a favore. Il dubbio resta.
Il Direttore del Museo d’Arte di Indianapolis, Maxwell L. Anderson, ha dichiarato che il processo è in realtà servito per creare un precedente clamoroso, servito per controllare l’attività di acquisizione di reperti archeologici da parte di numerosi Musei Americani, che molto spesso si sono serviti di dubbie strategie per l’accaparramento di pezzi antichi, una pratica che risale almeno agli anni ’80. Anderson ha definendo la True una specie di capro espiatorio che ha subìto nel nome di una pratica assolutamente diffusa e radicata. Anche il Procuratore Paolo Ferri ha dichiarato che il processo ha ottenuto lo scopo di modificare l’abitudine di molti musei di acquisire antichità di provenienza illecita.
Sono numerosi infatti i musei che negli ultimi anni, in cambio di collaborazioni e prestiti di opere, hanno provveduto alla restituzione di importanti reperti archeologici. Tra questi anche il Getty, che ha restituito oltre 40 pezzi. “Il Bulldog” Maurizio Fiorilli, l’avvocato italiano definito dal Telegraph “scourge of the tomb raiders” (il flagello dei saccheggiatori di tombe) che ha negoziato la restituzione di innumerevoli reperti da parte di Musei di mezzo mondo, ha sottolineato la duplicità della figura di Marion True: da un lato si è preoccupata di far restituire dal Getty ogni reperto reclamato dall’Italia perché frutto di un furto o di un illecito – sono circa 3.500 gli oggetti così provenienti dal sito archeologico di Francavilla Marittima in Calabria – dall’altra era una fedelissima del Getty per il quale procurava una serie di reperti senza analizzarne correttamente e a fondo la liceità della provenienza.
È del 1970 la convenzione stipulata tra tutti i paesi membri dell’Unesco che vieta l’importazione di “proprietà culturale”, proprio per impedire la spoliazione dei siti vittime tra cui l’Italia, la Grecia, ma anche l’Egitto e il Perù. La restituzione ai paesi d’origine non è da ritenersi una concessione, ma la restituzione del maltolto, come ha sempre dichiarato Maurizio Fiorilli, che suole accompagnare personalmente in aereo le opere dall’estero all’Italia. Al di là della convenzione Unesco, l’Italia è protetta anche da una legge risalente ai tempi di Mussolini in base alla quale ogni oggetto trovato sul suolo italiano appartiene allo stato italiano. La legge che oggi s’identifica nell’art. 826 del Codice Civile, recita: “Fanno parte del Demanio indisponibile dello Stato… le cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo…” In ogni caso le accuse mosse alla True sono andate in prescrizione. Una nel 2007 e l’altra l’11 luglio 2010. I saccheggi nel Belpaese saranno finiti?

di Daniela Paola Aglione

lunedì 11 ottobre 2010

11 OTTOBRE 2010 – PANSECA SEPPELLISCE CATTELAN

PANSECA SEPPELLISCE CATTELAN, ECCO LA FOTO DELLA TOMBA D’ARTISTA NELL’ISOLA DI IOS





Filippo Panseca torna alla carica con una nuova operazione artistica, l’installazione 10_10_10 ore 10 Isola di Ios, Grecia. La tomba di Maurizio Cattelan posta su quella che si presume essere la tomba di Omero. L’immagine è apparsa oggi su Facebook nella pagina personale di Filippo Panseca; in alto a sinistra c’è un codice QR che serve per avere altre informazioni utilizzando come scanner una camera digitale che ha installato un programma di scansione. Le informazioni, che ci ha fornito lo stesso Panseca, sono: “Filippo Panseca 10_10_2010_La tomba di Maurizio Cattelan nell’Isola di Ios_Occasioni Provvisorie dell’assurdo_Interferenze tra tempo e Spazio_Omero non sarà d’accordo e tu?????????”.
di Daniela Paola Aglione


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11 OTTOBRE 2010 – FETISH SOAP

Il sapone di Berlusconi, uno strumento ad arte per… mani pulite

Al Museo d’Arte Contemporanea Migros, Zurigo, esposta la saponetta fatta con grasso di Berlusconi
 
“Mani pulite” è il titolo dell’opera di Gianni Motta, artista svizzero, datata 2005 ed esposta al Museo d’Arte Contemporanea Migros di Zurigo. La storia (raccontata dallo stesso Motta) vuole che l’artista nel 2004 sia entrato in possesso dell’autentico grasso del Presidente del Consiglio dopo la sua presunta liposuzione addominale presso la clinica Ars Medica di Gravesano, grazie alla donazione di uno dei dipendenti del polo ospedaliero. «Il grasso di Berlusconi – aveva avuto l’ardire di raccontare in quei giorni – puzzava come burro avariato o come vecchio olio per frittura » si legge sul sito di Tio.ch, il web news del Canton Ticino. Già nel 2005 la direzione della clinica si era affrettata a smentire l’operazione di Silvio Berlusconi, mentre Motta si è detto pronto al test del DNA per comprovarne l’origine.
 
di Daniela Paola Aglione
 
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sabato 9 ottobre 2010

ECOHOUSING ART A INNOVATION FESTIVAL

L’ecologica integrazione abitativa
si fa casa nel cuore di Milano


  
Ecohousing Art, il primo reality show interattivo al MIP di Innovation Festival, domenica 10 ottobre alla Loggia dei Mercanti nella città di Milano
 
L’Innovation Festival è un’occasione aperta a tutti i cittadini per condividere le innovazioni con i moderni visionari in una 6 giorni non stop di convegni, workshop e happening imperdibile. Domenica 10 ottobre, dalle 14.30 alle 17.30, alla Loggia dei Mercanti si svolgerà il MIP, Milano In Progress, la maratona delle imprese creative giunta alla quarta edizione, dove 20 aziende selezionate tra oltre 70, avranno 5 minuti per presentare i propri progetti innovativi, con la doppia conduzione di Rosanna Santonocito, giornalista per JOB24.it e Maria Grazia Mattei di MGM Digital Communication, “quelli di” Meet The Media Guru. La maratona è finalizzata all’elezione dei tre progetti più creativi ed interattivi, ad aprire le danze alle 14.30 Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi, il primo concorso di idee che sta realizzando on line il reality show interattivo tra partecipanti e giuria popolare, le centinaia di aziende e cittadini registrati al sito. Junior e senior artisti, designer, architetti e ingegneri sono già presenti (e lo saranno fino a gennaio 2010) sul sito www.ecohousing-art.it con i work in progress, i processi creativi di opere e progetti con cui partecipano per ideare nuove soluzioni in ecologica integrazione abitativa. Oltre a dare ai suoi partecipanti un’ampia visibilità condivisa sul web e ad offrire gratuitamente alle aziende l’occasione per acquisire direttamente opere o progetti dai loro creatori, il lungo concorso è da tempo impegnato sul fronte della cultura dell’abitare: l’estate 2010 è stata caratterizzata dalle tavole rotonde “Ideecostruttive work in progress”, che hanno ospitato nei luoghi sacri di Milano – Triennale, Design Library, Legambiente – i protagonisti della cultura dell’abitare come i designer Enzo Mari, Paolo Ulian e Giacon, gli ingegneri Giannegidio Silva e Claudia Bettiol e artisti come Andy, Dario Brevi e l’astro nascente Willow. Lo staff di Ecohousing Art promette di stupire tutto il pubblico con una sorpresa per tutti i presenti, inoltre prima e dopo la presentazione sarà possibile farsi fotografare davanti al GreenWorld, il mondo verde di Ecohousing Art, per entrare nella community “Facce da Ecohousing” e vedere pubblicata sul sito la propria immagine nelle pose più divertenti. Sarà inoltre possibile iscriversi al concorso sia come partecipanti sia come giuria popolare. Il concorso vi dà appuntamento domenica alla Loggia dei Mercanti, perché l’equilibrio uomo-casa-ambiente deve essere una scelta condivisa da tutti!

IL CONCORSO ECOHOUSING ART, OPERE E PROGETTI PER ABITARE GLI SPAZI, È IL PRIMO REALITY SHOW INTERATTIVO ON LINE
• EcohousingArt.it
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8 OTTOBRE 2010 – WORLDWIDE CENSORSHIP IS GOING ON

Le disavventure di cannibali romantici,
Gesù fa sesso orale?

Donna armata di piede di porco entra nel museo di Loveland e straccia il collage di Enrique Chagoya

How can you desecrate my Lord? (Come potete dissacrare il mio Signore?) Urlava Kathleen Folden, la donna di 56 anni che si è introdotta mercoledì 6 ottobre alle 16.00 nella galleria di Loveland (Colorado, U.S.A.) spaccando con un piede di porco il plexiglass a protezione della litografia dell’artista Enrique Chagoya che ritrae, tra le altre immagini presenti nel collage composto da 3 lunghe strisce piegate, una composizione con il volto di Cristo, un corpo di donna in abiti succinti e in posizione inequivocabile, mentre un giovane intenzionato ne assaggia una coscia. Ai lati le frasi “vietato ai minori di 18 anni” e “orgasmo”. Chagoya, artista e professore alla Stanford University, dichiara di non aver mai ricevuto un’aggressione simile e che comunque la violenza non porta a nulla. Il suo lavoro verte sulla critica alla politica e alla religione, quando queste si rivelano criminose, come ad esempio gli abusi sui minori da parte di preti pedolfili. “The Misadventures of Romantic Cannibals” (2003), esposto all’interno della collettiva “The Legend of Bud Shark and His Indelible Ink”, ha già suscitato le perplessità del consigliere comunale Daryle Klassen, destinataria di migliaia di e-mail di protesta affinché l’opera non venisse esposta adducendo, tra le motivazioni, che i soldi dei contribuenti non dovrebbero essere spesi per offendere la sensibilità dei credenti. Le opere di Enrique Chagoya sono state esposte gratuitamente. Svetlana Mintcheva, direttrice del programma National Coalition Against Censorship ha dichiatato: «Ci sono molti modi per esprimere il proprio disaccordo rispetto alle idee espresse in un’opera d’arte, che non necessitano di andare contro i principi fondanti di questo Paese: la separazione tra Chiesa e Stato e il diritto alla libertà di parola».
di Daniela Paola Aglione


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giovedì 7 ottobre 2010

7 OTTOBRE 2010 – WORLDWIDE CENSORSHIP

Da Parigi a Sofia la censura mette arte e artisti all’indice
 
Sesso, droga, odio religioso, la democrazia del linguaggio artistico è in pericolo?
 
Sofia – Un altro artista è finito sotto il mirino della censura made in Russian Orthodox Church. Si tratta del bodyperformer Oleg Mavromatti, che dal 2000 vive come rifugiato politico a Sofia, reo di aver violato il codice penale per incitamento all’odio religioso per una sua produzione video in cui si vede l’artista che viene crocifisso. Il consolato russo a Sofia, Bulgaria, nega il rinnovo del passaporto dando all’artista due opzioni, rientrare spontaneamente in Russia oppure farsi venire a prendere dai sevizi segreti. Molte le mobilitazioni: l’artista Avdei Ter-Oganian, cui erano state inizialmente bloccate in dogana le opere per partecipare alla mostra a Parigi sulla giovane arte russa, ha dichiarato che non vi parteciperà a meno che non rinnovino il passaporto di Mavromatti, a New York lo sostengono la senatrice Kirsten Gillibrand che ha scritto lettere sia agli uffici immigrazione in Bulgaria, sia all’United Nations High Commissioner for Refugees, il direttore di Exit Art Jeanette Ingberman, il mercante d’arte Ronald Feldman e il figlio di Mark Rothko Christopher Rothko, che invitano la Bulgaria a prendere posizione per il rifugiato politico. Il terzo caso russo che vede all’azione la censura della chiesa ortodossa nei confronti delle arti, dopo il caso dei curatori russi di “Forbidden Art”, Yury Samodurov e Andrei Yerofeyev, il caso dei lavori di Avdei Ter-Oganian, che attualmente vive nella Repubblica Ceca, e adesso Oleg Mavromatti, Sofia. Il body performer ha realizzato “Constitution”, la trascrizione della costituzione russa, utilizzando il proprio sangue. Un lavoro che è durato oltre 6 mesi.

Parigi – Fa ancora discutere la mostra di Larry Clark al Musée d’Art moderne de la Ville de Paris/ARC “Kiss the past hello” inaugurata lo scorso 8 ottobre, che è stata vietata ai minorenni per i contenuti. Le immagini – si tratta di fotografie e video – riprendono scene di sesso, di violenza, di degrado umano che, appunto, focalizzano e ritraggono skaters, tossicodipendenti, genti del ghetto. Il quotidiano Liberation apre la prima pagina di oggi con un’immagine in bianco e nero firmata da Clark, con accanto la dicitutra “Larry Clark censurato, vietato ai minori di 18 anni”.


di Daniela Paola Aglione
 
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mercoledì 6 ottobre 2010

6 OTTOBRE 2010 – VIAGGIO TRA I BENI CULTURALI A RISCHIO

Da Nord a Sud le mobilitazioni politiche
per i Beni Culturali

Orsoni si giustifica, Renzi incalza Bondi, Roma perde la cordata di Della Valle e Papadopoulos va a Pompei


NORD – Venezia - La Repubblica questa mattina pubblica la lettera che il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni scrive al Direttore a difesa del proprio operato, ricordando che due anni fa un blocco di marmo di 30 chili staccatosi da Palazzo Ducale ha mancato di poco un turista, sfiorando la tragedia. Opere di restauro urgenti, dunque, iniziate poco dopo l’attimo di panico. I lavori dureranno fino al prossimo anno e la copertura economica, pari a 2 milioni e 800mila euro, è garantita proprio dai fondi degli sponsor coi loro cartelli pubblicitari, che – secondo la valutazione del Sindaco – in realtà coprono l’edificio per un quinto della sua superficie.

CENTRO – Firenze - Il Sindaco Matteo Renzi oggi incontra il Ministro Bondi per discutere di denaro e cultura: i fondi per i Nuovi Uffizi, il Teatro del Maggio, il biglietto unico dei musei… ma anche l’Archivio Zeffirelli di cui oggi il maestro 87enne parla con toni addolorati nella sua intervista a Il Giornale Toscana, per cui non esclude la possibilità di accettare la proposta di catalogazione, archiviazione e gestione da parte della Regione Lazio, che ha già individuato nella sede dell’ex Arsenale Pontificio il luogo deputato ad accogliere l’Archivio.
Roma - Il cantiere del Colosseo non se la passa bene. Dopo la strombazzata del 4 agosto, la maxicordata capeggiata dal gruppo di Diego Della Valle e da Fimit e da altre aziende, fa marcia indietro. 40 milioni sono una somma importante ed il danno d’immagine per eventuali problemi sarebbe di portata eccessiva. I più pessimisti prevedono una durata dei lavori pari a 10 anni contro i 3 preventivati. entro fine mese il termine per la partecipazione. Si attendono novità.

SUD – Napoli - Oggi si è insediata Jeannette Papadopoulos, sopraintendente ad interim fino al 31 dicembre 2010, chiamata a gestire il patrimonio archeologico Pompeiano, con il grosso carico di problemi e polemiche che si porta dietro, tra chi denuncia il degrado e chi si ritiene soddisfatto del rilancio economico e turistico dell’area. A tutt’oggi tra scavi e connessi sono fruibili circa 44 ettari, ne mancano altri 22 da portare alla luce per un’operazione economica di portata colossale. Sempre oggi si riunisce a Roma il Tavolo dei lavori coordinato dall’ex commissario Marcello Fiori, chiamato a presentare il programma di gestione.


di Daniela Paola Aglione


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martedì 5 ottobre 2010

1 OTTOBRE 2010 – UN PONTE TRA INFERNO E PARADISO

Work and Ephemera per riscattare
i creditori di Lehman Brothers

Requiem for a dream, cantano i morti di Spoon River mentre i vivi comprano l’epitaffio della Lehman
L’Antologia di Spoon River è una raccolta di poesie di Edgar Lee Masters pubblicata a cavallo tra il 1914 e il 1915 che racconta, in forma di epitaffio, la vita delle persone che hanno abitato il paese di Spoon River. Il prossimo appuntamento con l’Antologia è questo week end in quattro cimiteri monumentali della Toscana, dove numerosi attori ne leggeranno e ne canteranno ai vivi di oggi, i morti di domani. La bellezza del lavoro di Masters sta nella verità dei personaggi che, essendo morti, si raccontano senza timore alcuno. Senza cioè la preoccupazione e gli affanni che investono “i vivi” nel loro agitarsi quotidiano, divisi tra volontà cieca (istinto cerebrale?) di essere e il desiderio prepotente di darsi un posto condiviso dentro un oceano di regole scritte e consuetudini che non necessitano la stesura.
È un aggirarsi a partire dal bianco del foglio al nero dell’inchiostro, attraverso le scale di grigio e le cromìe che stanno in mezzo. Storie pazzesche che dipingono il mondo. Eccone una: il “demonio” Leman Brothers solca la seconda asta, quella di Londra da Christie’s, dove sono stati messi all’incanto “Work and Ephemera” del gruppo finanziario protagonista del crack di due anni fa. Opere d’arte, collezioni, ricerche ed estetiche messe al soldo per pagare una parte dei creditori sparsi sul pianeta. A conferma del geniale adagio pubblicitario “Ci sono cose che non hanno prezzo, per tutto il resto c’è Mastercard”, l’asta ha visto aggiudicarsi la targa della banca per 28.000 sterline, dalle 2-3mila di “stima” iniziale, tanto quanto l’Head of Bruce Bernard di Lucian Freud (stima iniziale tra le 8 e le 12mila sterline). La preziosa targa è quella che ha accompagnato l’apertura della sede londinese nel 2004, inaugurata dall’allora Cancelliere Gordon Brown. L’asta ha incassato quasi due milioni di euro, vendendo il 99% dei lotti. Il top lo ha raggiunto Gabriel Orozco, 115mila euro, con Atomists – Jump over, mentre l’opera veduta al di sotto della stima iniziale è stata “Madonna” di Gary Hume venduta a poco più di 73mila sterline contro le 80-120mila supposte. Bloomberg.com racconta quante fossero le presenze a caccia di souvenirs da tenere in casa a memoria della colossale bancarotta che ha segnato la storia dell’economia mondiale. Il prossimo appuntamento sarà alla Freeman’s di Philadelphia il 7 novembre.
Nel frattempo la censura russa continua a far parlare di sè, come abbiamo ben spiegato nella rassegna stampa di ieri, mettendo a rischio la mostra al Louvre, mentre si attendono news sul destino dei due curatori russi Yury Samodurov e Andrei Yerofeyev per “Forbidden Art” nel nuovo binomio cultura/censura che pare essere una buona strategia marketing per molti – ricordiamo il famoso cartello neozelandese che volle sfatare gli stereotipi sull’immacolata concezione con Giuseppe e Maria ritratti nel talamo nuziale, sotto la scritta “Poor Joseph. God was a hard act to follow” (Povero Giuseppe, Dio richiede strade difficili da perseguire) – ma non per tutti (l’Arcivescovo Tettamanzi ha lanciato la sfida per illustrare il nuovo Evangeliario, chiedendo invece il binomio arte/ispirazione divina, una dolcezza romantico-anacronistica?). Oggi anche noi proponiamo un binomio: poesia/blasfemia, con una poesia tratta dall’Antologia di Spoon River.

di Daniela Paola Aglione (leggi tutta la rassegna stampa completa di link agli articoli
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WENDELL P. BLOOYD (Un blasfemo)


Prima mi incastrarono con l’accusa di condotta immorale,
non c’era alcuno statuto sulla blasfemia.
Poi mi rinchiusero come pazzo
dove fui picchiato a morte da una guardia cattolica.
La mia offesa era questa:
dicevo che Dio mentì ad Adamo, e lo destinò
a trascorrere una vita da stolto,
ignorando che al mondo c’è il male così come c’è il bene
E quando Adamo mise nel sacco Dio mangiando la mela
E vide oltre la menzogna,
Dio lo cacciò fuori dall’Eden per impedirgli di cogliere
il frutto della vita immortale.
Cristo Santo, voi gente di buon senso,
ecco quello che Dio stesso dice nel libro della Genesi:
“E il Signore Iddio disse: ecco che l’uomo
è diventato uno di noi” (un po’ d’invidia, vedete)
“a conoscere il bene e il male” (la bugia che-tutto-è-bene smascherata)
“E allora, perché non allungasse oltre la mano a prendere
e mangiare anche dall’albero della vita, e non vivesse in eterno:
per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell’Eden”.
(La ragione per cui, credo, Dio crugifisse Suo Figlio
per tirarsi fuori da quel brutto pasticcio, è che è proprio da par Suo)


Tratta dall’Antologia di Spoon River

giovedì 30 settembre 2010

30 SETTEMBRE 2010 – CONTRO L’IDIOZIA DEGLI IDIOTI

I censori russi mettono a rischio la mostra Contrepoint al Louvre





“Radical Abstractionism” di Ter Oganyans censurato, e 6 artisti minacciano di non esporre 
 
L’artista russo Avdei Ter-Oganyan vive in “esilio” nella Repubblica Ceca, scappato dalla madrepatria per evitare le conseguenze alle accuse d’incitamento all’odio religioso a seguito della performance “The young Infidel” in cui ha preso a colpi d’ascia, fracassandole, alcune icone religiose. Invitato dal Louvre di Parigi ad esporre con altri connazionali in occasione della mostra Contrepoint, L’Art Contemporain Russe con le opere della serie “Radical Abstractionism”, Ter-Oganyan è stato stoppato dal Ministero della Cultura che ha impedito lo sconfinamento dei quadri perché definiti eccessivamante provocatori. Dall’apparenza innocente di quadri geometrico-astratti, ciascun lavoro riporta in lingua russa frasi d’effetto: “quest’opera vuol favorire la prostituzione” oppure “quest’opera è un appello a commettere un attentato contro l’uomo di Stato V.V. Putin, allo scopo di fermare la sua attività”. Ma nulla avrebbe vietato all’artista di produrre delle copie appositamente per la mostra parigina che dovrebbe iniziare il 14 ottobre prossimo. Avdei ha rifiutato seccamente, proprio per portare l’attenzione sulla censura messa in atto dal governo russo. Questa è la dichiarazione che ha rilasciato al Moscow Times: «Through my refusal, I want to attract attention to the relationship we have between culture and the authorities, or, more precisely, to cause this absurd conflict to escalate. My artworks were actually created for this purpose, and they serve to vividly demonstrate the idiocy of idiots». Senza i lavori di Ter-Oganyan, il mercante russo Marat Gelman ha fatto sapere a una radio intervista, altri 7 artisti si rifiuteranno di partecipare in segno di protesta verso il Ministro, e di solidarietà nei confronti del loro “collega”. Alla mostra sono stati invitati Ilya ed Emilia Kabakov, Pavel Pepperstein, Eric Bulatov, Aleksandr Brodsky, Komar e Melamid, e i Blue Noses, famosi anche per aver già subìto un simile diniego per il quadro The Era of Mercy.

di Daniela Paola Aglione

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mercoledì 29 settembre 2010

Davide Orlandi Dormino, le scene mutanti che cantano con l’X Factor

Le mie installazioni sono per innalzare il livello culturale di questa "Italietta". Nevruz? Un'opera d'arte vivente


Di ieri l'annuncio da parte del Gruppo Campari, azienda italiana nota tanto per il beverage che per le storiche contaminazioni con il mondo dell'arte, che il calendario 2011, The Red Affair, sarà interpretato dall'attore portoricano Benicio Del Toro e raccontato dagli scatti di Michel Comte, il fotografo delle star. Benicio è soddisfatto: «Il Calendario 2011 ha un’impronta molto cinematografica, e questo mi ha molto divertito, visto che ho potuto giocare con la mia professione. Sono veramente curioso di conoscere le reazioni dei fan di Campari allo stile e alla trama di questa nuova edizione del calendario». In edizione "limitata" di 9.999 copie, un piccolo lusso, come la stessa Campari fa sapere, per dare un tributo alla star e al fotografo che ogni anno lo fanno rivivere. Mentre Internet resta uno dei candidati favoriti al Nobel per la pace 2010 del prossimo 8 ottobre, la cara vecchia scatola nera resta invece il lusso dei molti in questa nostra Italia panem et circenses, che a volte riesce a stupire senza annegarci nel solito bagno d'humus Gossipparo, passando dal quel "punto G" per molti giornalai belpaesiani al fattore x, mediaticamente conosciuto come "X Factor".
Da quattro puntate è tornata in pista su mammarai la trasmissione-casting delle (presunte o veraci) popstar della musica di domani e se ne parliamo in questa sede è perché ieri sera sono scese in campo interessanti aperture, contaminazioni e scambi dal mondo dell'arte. Chi ha visto la puntata non avrà fatto a meno di notare le "scene mutanti" del giovane artista Davide Orlandi Dormino, classe 1973, scultore e performer che indirizza la sua ricerca personale attraverso «messaggi che scuotono le coscienze», come ha raccontato ad House, Living and Business questa mattina mentre dagli studi di Milano rientrava a Roma. Davide collabora con il coreografo Luca Tommassini da quasi un decennio, sue le installazioni in movimento che hanno accompagnato il tour 2010 di Marco Mengoni "Re Matto Tour" e di Elisa, “Heart Alive Tour 2010”. «Il comunicare sta alla base del mio lavoro, dare un messaggio preciso per arrivare al più alto numero di persone e la mia presenza ad X Factor con le mie scene mutanti create in collaborazione con Tommassini, significa fare qualcosa contro l'immobilismo, il contrario della morte e per innalzare il livello culturale di questa "italietta". X Factor quest'anno è rock!». L'artista si è messo all'opera prima della selezione dei brani che i ragazzi avrebbero cantato durante la puntata del 28 settembre, il suo lavoro è iniziato con un processo di conoscenza cui ha sommato «istinto e intuizione» come ci racconta, per arrivare a far "indossare" loro le installazioni, che hanno reso la visione effettivamente più coinvolgente. «Noi (Dormino/Tommassini) costruiamo il mondo intorno a loro, alla loro personalità e devo dire che soltanto un paio ce l'hanno, gli altri sono prodotti a breve. Lavorare con Anna Oxa è stato bellissimo, ieri sera mi sono quasi commosso». L'esibizione della Oxa, che ha cantato "Tutto l'amore intorno" si è aperta con la cantante che indossava un abito/scultura fluttuante ma immobile, questi «veli al vento che la facevano sembrare una polena, in una perfetta fusione tra le parti. Alla fina c'era poi questa testa-gabbia da cui esce e si libera, questa gabbia che a volte ci costruiamo per proteggerci». Struttura/pensieri è il titolo dell'istallazione che ha accompagnato l'esibizione di Nathalie, "Pazza idea" di Patty Pravo, un mondo romantico di oggetti dipinti di bianco in sospensione sopra la giovane artista, in aperto dialogo con i suoi costumi. In questo caso l'influenza del lavoro Dormino/Tommassini è arrivata anche ai giudici, tanto che Mara Maionchi ha voluto sottolineare la scarsa "carica erotica" della performance, in relazione all'originale. Il messaggio arriva anche ai più smaliziati. La cantante Manuela, che ha interpretato "Bring me to life" degli Evanescence, è stata racchiusa dentro un grande prisma fatto di elastici, pizzo e tulle neri per dialogare con «la sua femminilità velata - non velata», ma il lavoro che ha più entusiasmato Davide Dormino, che più di tutti si è «fuso col cantante, anche per la potenza con cui ha interpretato il brano», è stata l'installazione che ha accompagnato l'interpretazione di Nevruz con "Noi ragazzi di oggi" di Luis Miguel (più che interpretazione, direi "sodomizzazione" del brano da parte del giovane casertano). L'installazione era composta dalla bandiera americana tinta di bianco, particolare un pò difficile da cogliere in questo caso, sormontata da una corona bianca, un'aureola al neon di luce bianca, a sua volta sovrastata da una flebo riempita di latte, «simbolo di purezza che, dalla flebo, va a purificare quello che sta sotto». In questa installazione c'è anche un messaggio politico. «La bandiera americana è stata dipinta di bianco per annullare quel che è stato fatto negli ultimi anni. L'America è stata simbolo di libertà, ma poi gli americani han fatto quel che han fatto» dice Davide Dormino. Non sappiamo che fine faranno le scene mutanti che hanno accompagnato la quarta puntata dello show, ma Davide ci racconta di aver avuto numerose proposte. La sua presenza in Rai non finisce qui, infatti sarà presente di nuovo col suo lavoro nelle ultime puntate di X Factor. Qui di seguito presentiamo alcune immagini di Sara Busiol, fotografo di scena, scattate presso lo studio di Rai 2 di Milano. Ringraziamo Giuseppe Andrea Chinati, postproduzione editing.
di Daniela Paola Aglione

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martedì 28 settembre 2010

28 SETTEMBRE 2010 – GIL VICIENTE, CHE STRAGE!

A San Paolo Gil Viciente uccide
the Pope, Queen Elizabeth
e Kofi Annan





Se fosse vero, «Sarebbe un favore ucciderli, visto tutte
le persone che hanno contribuito ad ammazzare»


Il Brasile innalza un muro di scandalo di fronte alle opere dell’artista Gil Viciente, una serie di disegni a matita dal titolo “Inimigos” che ritraggono l’artista nell’atto di uccidere con la pistola, tranne nel caso del presidente Lula che sta per essere invece sgozzato, diversi potenti, protagonisti dello scenario mondiale a vario titolo. Dalla Regina Elisabetta a Papa Benedetto XVI, senza esclusione di colpi. La polemica questa volta riguarda l’incitamento alla violenza, ma l’artista si difende così: «Sarebbe un favore ucciderli, visto tutte le persone che hanno contribuito ad ammazzare. Mi accusano di giustificare il crimine. Ma rubare soldi pubblici...

lunedì 27 settembre 2010

RASSEGNA STAMPA SPECIALIZZATA ARTE

ARTE  e FLASHART tra pochi giorni saranno in edicola.
Scopri cosa potrai leggere. In esclusiva su HOUSE, LIVING AND BUSINESS

Riviste – Anticipazioni dei prossimi numeri
 
di Daniela Paola Aglione

Parte da questo numero la Rassegna Stampa delle riviste d’arte Specializzate di House, Living and Business, un appuntamento periodico che vi farà sapere in anteprima edicola le tematiche e gli approfondimenti delle principali testate italiane e straniere in materia d’arte.


MIETITORE CONCETTUALE di Julie Kogler
REGISTA BUONO DEL MONDO di Emma Gravagnuolo
GRANDI MOSTRE, FRED TOMASELLI di Renato Diez
11° PREMIO CAIRO. I FINALISTI di Luca Beatrice
IL SORPASSO SUL DIVANO. STORIE DI GALLERISTI DA GIOVANI di Cristiana Campanini
AFRO BASALDELLA, CLASSICO INFORMALE di Lea Mattarella
IL TEATRINO DELL’ASSURDO di Alessandra Redaelli 








 CONTEMPORANEA, OCCUPAZIONE DI UNO SPAZIO PROVVISIORIO di Laura Cherubini
JULIAN SCHNABEL. IN THE PROCESS, BEYOND LANGUAGE di Edward Rubin
SUDODH GUPTA, ESSERE ARTISTA PRIMA DI ESSERE INDIANO di Damiano Gull
MODERNIKON, LA GIOVANE ARTE RUSSA di Irene Calderoni
VALERIO ROCCO ORLANDO, LOVER’S DISCORSE di Eugenio Viola
ADRIANA JEBELEANU, IMAGE NOT AVAILABLE di Marco Senaldi


ARTE E CHIESA, CANTIERE DI RICONCILIAZIONE di Marco Sammicheli
IL G7 DELL’ARTE. NON È ANCORA TROPPO TARDI PER COLMARE IL VUOTO di Pierluigi Sacco

27 SETTEMBRE 2010 – CATTELAN/DALÍ VISTE PER VOI

Milano, una mattina a Palazzo Reale, Salvador Dalì e Maurizio Cattelan

Per un po’ saranno vicini di casa, ma in cos’altro sono vicini?
 
 
 
 
 
La coda per entrare a Palazzo Reale si allunga per tutto il cortile, nell’attesa di entrare a vedere la mostra di Salvador Dalì, “Il Sogno si avvicina”; si fa in tempo a verder uscire almeno quattro gruppi di visitatori e alcuni sparsi che, senza aspettare, salgono a vedere quella di Maurizio Cattelan, “Contro le ideologie”. Dopo aver preso un po’ di sole e fumato due sigarette (politically uncorrect dirlo?) il guardiano al piano terra sguinzaglia l’ennesimo gruppo di cui faccio parte anch’io, salgo le scale e mi compro da brava cittadina due ingressi, quello da cinque euro per Cattelan e quello da nove per Dalì. La mia prima scelta mi porta a sinistra, da Cattelan, per cui mi addentro rapida verso la sala delle Cariatidi, benché la mia attenzione sia disturbata dalla mostra “Di-segni d’Oriente e d’Occidente. Adonis e Marco Nereo Rotelli” per la decoratività di ciò che mi soffermo un pò a vedere, e l’ovvietà del lavoro esposto. Il primo incontro è con la donna crocifissa, incassata nella parete. Con lei inizia la confidenza con un’aria strana, cioè cominci a fare i conti con quel che vedi, perché cerchi di risolvere la visione di quella donna immobilizzata, ma con garbo, no, ci sono le imbottiture… se non fosse per i chiodi nei palmi forzatamente girati all’insù (il gesto è quasi doloroso se trattenuto per soli dieci secondi, provate) ma poi sei subito disturbato dal rumore del tamburino che l’avatar del Cattelan che fu, sta suonando alle tue spalle da un’altezza di dieci metri nella vetusta, malconcia e splendida sala delle Cariatidi. E quindi segui il suono, entri nella sala e scopri che Papa Wojtyła è stato abbattuto....

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mercoledì 22 settembre 2010

22 SETTEMBRE 2010 - ARTE, CHI TI DARÁ IL COLPO DI GRAZIA?


L'arte è condannata? Da Londra a Napoli si alza il grido degli artisti mentre la Dorotheum festeggia coi ricchi


Enel Energia sabato 25 settembre spegnerà le luci del Madre di Napoli, a meno che il museo paghi gli arretrati. Ma già i dipendenti sono indietro di uno stipendio. Pochi giorni fa Mimmo Paladino per protesta ha annunciato che coprirà con un telo nero la sua scultura di fronte al teatro San Carlo di Napoli, dopo il licenziamento del direttore, Nino D'Angelo, reo di aver tenuto bassi i prezzi dei biglietti pur rendere gli spettacoli accessibili. Un gesto simbolico e silenzioso che ha accompagnato una lettera aperta alle istituzioni ed un'intervista rammaricata al Corriere del Mezzogiorno in cui lo scultore si dichiara seriamente preoccupato per il destino della cultura di Napoli, della Campania e di tutta l'Italia intera. A qualche migliaio di chilometri, nella Londra capitale dell'arte, in occasione dei tagli del 25% previsti dalle pubbliche amministrazioni nel settore cultura, l'artista Mark Wallinger propone il suo lavoro-protesta "Reckless”....

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PALADINO, UN DRAPPO NERO SULLA MIA OPERA PERCHÉ A NAPOLI LA CULTURA MUORE
• Corriere.it
| 17 settembre 2010 | • Vai all'articolo

MADRE DI NAPOLI AL COLLASSO FINANZIARIO, ENEL STACCHERÁ LA CORRENTE IL PROSSIMO 25 SETTEMBRE
• Ilgiornaledellarte.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
"SAVE THE ART", LA CAMPAGNA E LA PETIZIONE CONTRO I TAGLI ALLA CULTURA IN UK
• Savethearts-uk
| 10 settembre 2010 | • Vai all'articolo
CASE D'ASTE DOROTHEUM FESTEGGIA UN 2010 DA RECORD GRAZIE AD UN FRANCKEN II DA 7MILIONI
• Adnkronos.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
LA DOROTHEUM METTE IN MOSTRA A ROMA LE OPERE DELL'ASTA AUTUNNALE
• Arslife.it
| 22 settembre 2010 | • Go to the article
2010 DA RECORD. OLTRE AL FRANCKEN, UN GUERCINO DA 1MILIONE E UNA SCRIVANIA GIACOMETTI DA 200MILA EURO
• Dorotheum.com
| 2010 | • Vai all'articolo

VIDEOCOMMENTO DI  OSCAR TUSQUETS BLANCA, ALLIEVO DI SALVADOR DALÍ
• Quotidiano.net
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
FOTOGALLERY SALVADOR DALÍ DA LA REPUBBLICA
• Repubblica.it
| 22 settembre 2010 | • Guarda la gallery
SALVADOR DALÍ, IL SOGNO SI AVVICINA. LA MOSTRA A MILANO DAL 22/09/2010 AL 20/01/2011
• Mostradali.it
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NUOVO PROGETTO FASHION DI PISTOLETTO, CREATIVITÁ, RESPONSABILITÁ E TANTO BUSINESS
• Ansa.it
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo

martedì 21 settembre 2010

Panseca, sono io che con Craxi ho cambiato l’immagine del PSI


Panseca risponde alle provocazioni di Veneziano e di House, Living and Business sull’arte di regime



La Rassegna Stampa Arte di HOUSE, LIVING AND BUSINESS dello scorso 14 settembre, si è aperta con un tono di polemica nei confronti dell'editoriale di Arslife.it del 13 settembre, scritto dall'artista Giuseppe Veneziano. La polemica, in breve, consisteva nell'atto giustificatorio proposto al pubblico dall'artista. Potete leggere i contenuti dell'editoriale di Arslife del 13 settembre 2010L'arte e la libertà d'espressione di Giuseppe Veneziano e dell'articolo di apertura della rassegna Panseca, Kosolapov, Veneziano… è arte o provocazione? Libertà d’espressione, l’autore della Madonna  del Terzo Reich si confessa su Arslife. Il giorno successivo, il 15 settembre scorso, l'artista Filippo Panseca ha pubblicato il link alla nostra notizia sulla sua pagina personale su Facebook ed io lo invitai, qualora lo desiderasse, a lasciare un commento, essendo stato chiamato in causa nel mio articolo. La risposta non si è fatta aspettare, quindi la Redazione di HOUSE decide di pubblicare integralmente ciò che di suo pugno ha scritto Filippo Panseca, con l'auspicio - visti i toni sia nostri che di Panseca stesso - di promuovere un dibattito legato ai contenuti dell'arte, cui invitiamo tanto gli "addetti ai lavori" che i nostri lettori a dare un gradito, gradevole e colto continum.

Giuseppe Veneziano scrive: «Ecco perché l’istituzione e l’arte sono sempre inconciliabili, tranne quando l’artista si attiene alle direttive che vengono impartite dal sistema istituzionale. In quel caso, però, parliamo di arte di stato, o di arte di regime.» Daniela Paola Aglione risponde sul Vostro sito: «La morale ha a che fare con l’uomo stesso, difficile scinderla dalla sua stessa identità, benché ne segua i cicli storici. La domanda dovrebbe essere piuttosto “quale morale” o più imperfettamente “quali morali” ci accompagnano e la mia domanda sincera che rivolgo a Giuseppe Veneziano è quale sia l’arte di regime qui, in Italia, oggi. (...) Non molti sanno che a Milano a maggio si è consumata nel silenzio, alla galleria Antonio Battaglia, Cronache Mitologiche, la personale di Filippo Panseca, “ucciso” – come lui stesso afferma in un’intervista al Corriere della Sera del 23 agosto scorso, per essere stato amico dei potenti (Bettino Craxi, ma anche Silvio Berlusconi) nella Milano da bere, andata di traverso dopo Mani Pulite e quindi considerato artista di regime, quello socialista.»
Mi sembra di capire di essere considerato artista di regime e non ne comprendo il senso. ... leggi tutto il pezzo di Filippo Panseca su HOUSE, LIVING AND BUSINESS

EDITORIALE DI VENEZIANO SU ARSLIFE.IT DEL 13/09/2010, L'ARTE E LA LIBERTÁ D'ESPRESSIONE
• Arslife.it
| 13 settembre 2010 | • Vai all'articolo
RASSEGNA STAMPA DI HOUSE DEL 14/09/2010, PANSECA, KOSOLAPOV, VENEZIANO... È ARTE O PROVOCAZIONE?
• Immobilia-re.eu
| 14 settembre 2010 | • Vai all'articolo

CHRISTIE'S NY -10, 11 NOVEMBRE 2010. ALL'ASTA 200 OPERE DELLA COLLEZIONE DENNIS HOPPER
• Artdaily.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
UK, L'ARTISTA NICK WALKER CLEBRA IL PAPA CON UN GRAFFITO E FIOCCANO PROPOSTE D'ACQUISTO
• Telegraph.co.uk
| 18 settembre 2010 | • Vai all'articolo
CURIOSITA', UNA CARRELLATA DI 20 RITRATTI UFFICIALI DELLA REGINA ELISABETTA
• Telegraph.co.uk/
| 20 settembre 2010 | • Vai all'articolo
A MILANO SALVADOR DALÍ, IL SOGNO SI AVVICINA
• Arcadja.com
| 21 settembre 2010 | • Vai all'articolo
INDIMENTICABILE LUISE BOURGEOIS
• Artapartofculture.net
| 18 settembre 2010 | • Vai all'articolo

DOPO TRENT'ANNI IL GRAND PALAIS PRESENTA LA RETROSPETTIVA DI CLAUD MONET
• Ilgiornaledellarte.com
| settembre 2010 | • Vai all'articolo
MONET, VENDUTI ONLINE 80 MILA BIGLIETTI. DOPODOMANI LA MOSTRA
• Ilgiornaledellarte.com
| settembre 2010 | • Vai all'articolo

CIAO SANDRA, SIAMO DIVENTATI GRANDI RIDENDO CON TE. GRAZIE
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